Lo stipendio dei docenti aumenta, ma non della stessa cifra per tutti: cresce con l'anzianità di servizio e cambia a seconda dell'ordine di scuola. Con la firma definitiva della parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, arrivata all'ARAN il 1° luglio scorso, l'aumento del solo stipendio tabellare va indicativamente da circa 110 euro lordi mensili per chi è a inizio carriera nell'infanzia e nella primaria a oltre 185 euro per un docente laureato della secondaria di secondo grado con oltre 35 anni di servizio.
La media di cui si è molto parlato — 143 euro lordi per i docenti — è appunto una media: la cifra che finirà davvero in busta paga dipende dalla fascia di anzianità in cui si è collocati. Per questo la prima cosa utile è capire in quale fascia si rientra, più che guardare il dato medio.
Perché l'aumento non è uguale per tutti
Il contratto interviene soprattutto sullo stipendio tabellare, la parte fissa che resta in busta paga mese dopo mese. Poiché il tabellare cresce con gli scatti di anzianità, chi ha più anni di servizio parte da una base più alta e ottiene, in valore assoluto, un incremento maggiore. Ecco perché la forbice è così ampia tra inizio e fine carriera.
In sintesi, secondo le tabelle diffuse dall'ARAN e dai sindacati di categoria, l'incremento mensile lordo del tabellare cresce progressivamente con l'anzianità, con cifre variabili in base allo scaglione: a titolo indicativo, si va dai valori più bassi delle fasce iniziali agli importi più elevati della massima anzianità. I dati precisi vanno verificati sulle tabelle ufficiali ARAN, che riportano cifre distinte per ciascuno scaglione:
- Infanzia e primaria: importi crescenti dalle fasce iniziali fino a quelle di massima anzianità, secondo gli scaglioni fissati dalle tabelle ARAN.
- Secondaria di primo grado: da circa 119 a circa 177 euro.
- Secondaria di secondo grado (laureati): dai valori iniziali fino a oltre 185 euro per chi supera i 35 anni di servizio.
Sono cifre lorde: al netto, tra IRPEF e contributi, l'aumento effettivo in busta paga è più contenuto. Eventuali interventi aggiuntivi su altre voci, come la Retribuzione professionale docenti (RPD), non risultano al momento confermati dai comunicati ufficiali ARAN sulla parte economica e andranno verificati sui testi definitivi.
Attenzione: la cifra piena arriva solo nel 2027
Un punto spesso trascurato riguarda i tempi. L'aumento non arriva tutto insieme: è distribuito in tre scaglioni annuali, con decorrenze al 1° gennaio 2025, 2026 e 2027. Questo significa che il valore pieno indicato nelle tabelle si raggiunge solo con l'ultima tranche del 2027. Il cedolino di quest'estate rifletterà quindi il livello maturato fino al 2026, non ancora l'importo finale.
Un'altra voce da tenere d'occhio è l'indennità di vacanza contrattuale (IVC), l'anticipo che da mesi compariva come voce separata. Secondo la prassi contrattuale, gli anticipi già erogati tendono a essere ricompresi nei nuovi importi tabellari, ma le modalità puntuali vanno verificate sul testo definitivo del CCNL: se così fosse, la differenza reale rispetto a prima sarebbe meno ampia di quanto la cifra lorda lasci pensare.
E gli arretrati?
Oltre all'aumento mensile, spettano gli arretrati per il periodo che va da gennaio 2025 a giugno 2026. Gli importi variano in modo sensibile a seconda del profilo, dell'anzianità e delle anticipazioni già percepite, per cui le stime circolate vanno prese con cautela e verificate sulle tabelle ufficiali ARAN e sindacali. Sono comunque somme una tantum: arrivano una volta sola e, a differenza del tabellare, non si consolidano nello stipendio.
È proprio questa la differenza che conviene tenere a mente: l'arretrato è un incasso singolo, mentre il nuovo tabellare è la parte che resta e che fa da base per il futuro, con effetti anche su TFS/TFR e, in prospettiva, sulla pensione. Per questo vale la pena verificare di essere collocati nella fascia di anzianità corretta.
Quando si vedranno i soldi
Sui tempi è d'obbligo la prudenza. La firma sblocca aumenti e arretrati, ma le somme diventano concrete solo quando NoiPA le elabora. Secondo la FLC CGIL, per il personale della scuola pagato tramite NoiPA gli arretrati potrebbero essere liquidati già ad agosto; le indicazioni sindacali e giornalistiche collocano tra luglio e agosto anche l'entrata a regime dei nuovi importi mensili. Restano tempistiche indicative: finché le voci non compaiono sul cedolino, conviene non darle per certe.
Va ricordato, infine, che la firma del 1° luglio ha chiuso la sola parte economica: la trattativa sulla parte normativa prosegue in un tavolo separato, con un prossimo incontro già calendarizzato.
Cosa fare adesso
In attesa che gli importi entrino nei cedolini, l'unica cosa concreta da fare è tenere d'occhio la busta paga. Quando gli aumenti verranno applicati, conviene controllare sul portale NoiPA la fascia stipendiale attribuita, il periodo di riferimento e le voci relative ad arretrati e tabellare, segnalando eventuali importi non chiari alla propria segreteria. Individuare fin da ora la propria fascia di anzianità aiuta a riconoscere subito eventuali errori.