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Assegnazioni provvisorie 2026: cosa cambia per i genitori

04 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Se sei un docente vincolato alla sede e contavi sulla presenza di figli o sull'assistenza a un genitore anziano per chiedere l'assegnazione provvisoria, una regola è cambiata mentre un'altra è stata rivista: la deroga legata ai figli vale ora fino ai 14 anni (non più 16), mentre per il ricongiungimento a un genitore che ha compiuto 65 anni la deroga al vincolo triennale, dopo un primo irrigidimento, è stata reintrodotta grazie a successivi interventi normativi. Restano invece pienamente valide le altre condizioni di deroga, a partire dall'assistenza ai sensi della Legge 104/1992.

Le due modifiche arrivano dal Contratto collettivo nazionale integrativo (CCNI) sulla mobilità ordinaria del personale docente, educativo e ATA, firmato in via definitiva il 10 marzo scorso. Rispetto all'ipotesi dell'inizio del 2025, gli organi di controllo hanno imposto un giro di vite sulle deroghe al vincolo triennale di permanenza, quello che tiene i neoassunti nella scuola dove hanno svolto l'anno di prova.

Cosa è cambiato, in concreto

Il vincolo triennale in sé non è una novità: chi entra in ruolo deve restare tre anni nella stessa sede, salvo alcune deroghe. Il punto è proprio quali sono queste deroghe, perché sono la porta d'uscita per chi ha esigenze familiari. Con il nuovo testo:

La stretta riguarda in particolare i docenti neoassunti dal 2023/24 in poi, cioè chi è ancora dentro il triennio di permanenza. Chi è di ruolo da prima non incontra questi vincoli strutturali.

Il correttivo promesso dal Ministero

Sul ricongiungimento al genitore anziano la partita si è sbloccata. La FLC CGIL ha spiegato di aver firmato il contratto solo dopo aver ottenuto dal MIM l'impegno a presentare un emendamento governativo, in sede di conversione del decreto-legge PNRR, per ripristinare la tutela a favore di chi assiste genitori ultrasessantacinquenni già a partire dalla mobilità annuale.

Quell'impegno, come riportato dalle testate sindacali e di settore nell'aprile 2026, ha poi trovato attuazione: l'intervento normativo che ripristina la deroga è intervenuto, così che la regola non fa più leva sul solo testo restrittivo del CCNI. Resta comunque opportuno seguire l'applicazione concreta e le circolari operative, ma non si tratta più di una semplice promessa da verificare in Parlamento.

E le assegnazioni provvisorie di quest'anno?

Qui va fatta una distinzione che genera parecchia confusione. Le due modifiche descritte riguardano la mobilità ordinaria (i trasferimenti definitivi). Le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni, invece, sono la mobilità annuale: durano un solo anno scolastico e sono regolate da un CCNI a parte, sottoscritto lo scorso luglio per il triennio 2025-2028. Il tema delle deroghe per chi ha figli o assiste familiari è tra quelli al centro del confronto tra Ministero e sindacati anche su questo fronte.

In pratica, per chi vuole avvicinarsi a casa per un anno la logica delle deroghe resta la stessa: l'assegnazione provinciale è di norma richiedibile senza deroga, mentre per quella interprovinciale (e per chi è stato assunto da GPS sostegno anche per la provinciale) serve una condizione che dia diritto alla deroga. Prima di presentare domanda conviene quindi controllare le condizioni sul testo definitivo del CCNI di riferimento, soprattutto se si è dentro il vincolo di permanenza.

Cosa fare adesso

Al momento le domande di assegnazione provvisoria per il 2026/27 non sono ancora aperte: la nota del MIM con calendario e modulistica non risulta pubblicata, e le date che circolano sono stime, non scadenze ufficiali. Non c'è quindi nulla da inviare in questi giorni, ma vale la pena usare l'attesa per arrivare pronti:

Il consiglio, soprattutto per chi ha un genitore anziano da assistere, è di tenere d'occhio sia il testo del contratto sia l'applicazione del correttivo normativo: sono i due elementi che, insieme, decideranno chi potrà davvero chiedere l'avvicinamento nonostante il vincolo.

Tags: docenti mobilità CCNL scuola
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