Se aspetti il ruolo per il 2026/27, in questi giorni non c'è nulla da fare su Istanze Online: le assunzioni a tempo indeterminato non possono partire finché il Ministero dell'Economia non autorizza il contingente nazionale, cioè il numero massimo di posti che lo Stato può davvero coprire. È il passaggio che ancora manca, ed è quello da cui dipende tutto il resto.
Il calendario, invece, c'è già. Nell'incontro con i sindacati del 26 giugno scorso il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha illustrato la bozza delle istruzioni operative (l'Allegato A) con le tappe delle nomine. Ma le operazioni, come segnalano le stesse organizzazioni sindacali, restano di fatto ferme ai blocchi di partenza fino alla pubblicazione del decreto.
Perché il contingente è il vero snodo
Dopo la mobilità restano molte cattedre libere nelle scuole, ma quei numeri non sono le assunzioni: sono la disponibilità teorica. Il tetto reale lo fissa il contingente autorizzato con il decreto ministeriale, che tiene conto della sostenibilità di bilancio e può non coincidere con tutti i posti vacanti. In pratica il decreto non crea cattedre nuove: mette un limite di spesa alle nomine.
Sull'ordine di grandezza le stime sindacali oscillano: la UIL Scuola RUA parla di quasi 48.000 posti vacanti dopo i movimenti del personale di ruolo, mentre le proiezioni della FLC CGIL indicano una cifra intorno ai 46.800. Sono però bacini potenziali: quante saranno le immissioni effettive si saprà solo con il decreto e con la successiva ripartizione. Per dare un termine di paragone, per il 2025/26 furono autorizzati poco più di 48.500 posti a fronte di quasi 53.000 cattedre vacanti — segno che lo scarto tra posti liberi e assunzioni effettive è la norma, non l'eccezione.
Quali graduatorie saranno coinvolte
La regola di ripartizione resta quella nota: metà dei posti alle Graduatorie ad Esaurimento (GaE), dove ci sono ancora aspiranti, e metà alle graduatorie di merito dei concorsi. Dove le GaE sono ormai esaurite — situazione frequente soprattutto alla scuola secondaria — la quota passa interamente alle procedure concorsuali.
Accanto ai canali tradizionali entrano in gioco anche gli elenchi regionali, che coinvolgono gli idonei dei concorsi, e — per il sostegno — le GPS di prima fascia con la successiva mini call veloce per i posti residui. Chi partecipa a più canali (per esempio GaE e concorso, o graduatorie di regioni diverse) farà bene a prestare attenzione: possono arrivare proposte di nomina in parallelo, da gestire seguendo le indicazioni operative che pubblicheranno gli Uffici scolastici regionali.
Il calendario illustrato ai sindacati
Attenzione: si tratta di un cronoprogramma di massima, legato all'uscita del decreto e riferito dalle organizzazioni sindacali. Le tappe principali indicate sono:
- Entro il 30 luglio: chiusura della fase ordinaria e assegnazione delle sedi per le assunzioni a tempo indeterminato su posto comune (compresi i contratti finalizzati al ruolo per i vincitori di concorso non abilitati) e relativi scorrimenti.
- Dal 31 luglio al 13 agosto: assegnazione delle cattedre di sostegno agli aspiranti della prima fascia GPS nella provincia di iscrizione.
- Mini call veloce per il sostegno: presentazione delle domande dal 14 al 18 agosto, con pubblicazione degli esiti entro il 21 agosto.
- Entro il 31 agosto: conclusione di tutte le operazioni, in tempo per la presa di servizio del 1° settembre 2026.
Come hanno osservato i sindacati, i tempi sono compressi e rischiano di sovrapporsi ad altre scadenze estive, a partire dalle istanze di mobilità annuale. Ma la sequenza potrà attivarsi davvero solo quando arriverà il numero dei posti.
Cosa fare adesso
Per chi aspira alla nomina, in questa fase non è prevista in genere alcuna operazione su piattaforma. La cosa più utile è tenersi pronti e monitorare i canali giusti, in questo ordine: prima le pubblicazioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito, poi gli avvisi del proprio Ufficio scolastico regionale, quindi i turni di scelta su Istanze Online. I comunicati delle organizzazioni sindacali restano utili per seguire l'informativa, ma la certezza operativa arriva solo dai canali istituzionali.
Il Ministero ha annunciato una nuova informativa ai sindacati non appena sarà disponibile il contingente nazionale. È da quel passaggio — non prima — che il quadro provincia per provincia diventerà concreto e le convocazioni potranno partire sul serio.




