Per il prossimo anno scolastico la scuola italiana avrà 2.174 collaboratori scolastici in meno, tutti nelle scuole secondarie di secondo grado. Il taglio riguarda solo le superiori: gli istituti del primo ciclo restano fuori. A essere ridotto è esclusivamente il profilo dei collaboratori scolastici, mentre la dotazione degli assistenti amministrativi (tabella B) resta invariata, a un totale nazionale di 46.822 posti con variazione pari a zero. Per chi presidia gli ingressi e affianca gli studenti più fragili, significa comunque dover coprire gli stessi spazi con meno personale, proprio mentre i sindacati chiedono al Governo di assumere di più.

Il numero emerge dall'informativa che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha tenuto con le organizzazioni sindacali lo scorso 15 maggio sugli organici del personale ATA. Con questa riduzione la dotazione organica complessiva scende a 194.303 posti, contro i 196.477 autorizzati per l'anno in corso: la differenza corrisponde esattamente ai 2.174 posti soppressi.

Perché il taglio colpisce solo le superiori

La sforbiciata è concentrata sul profilo dei collaboratori scolastici, cioè la figura che si occupa di vigilanza, pulizia, accoglienza e assistenza di base agli alunni. Secondo quanto riferito dalla FLC CGIL, la misura è collegata alla Legge di Bilancio 2025 e trova attuazione nel provvedimento sulle dotazioni organiche per il 2026/2027.

Restano invece confermate alcune garanzie. Per le scuole coinvolte nei processi di dimensionamento (gli accorpamenti tra istituti) si applicano i parametri già utilizzati nel 2025/2026, fermo restando il limite complessivo fissato per il 2026/2027 e il taglio di 2.174 posti ATA. La misura è disciplinata da una norma introdotta con un decreto-legge del 2026 poi convertito. Confermato anche il contingente di 1.000 assistenti tecnici destinati ai laboratori informatici delle scuole del primo ciclo, gestiti tramite il sistema delle scuole polo. Sono correttivi che attenuano l'impatto in contesti specifici, ma non cambiano il segno complessivo dell'operazione.

La contrarietà dei sindacati

La FLC CGIL ha bocciato la scelta, definendola «un taglio ingiusto e inaccettabile». Il sindacato contesta soprattutto il metodo dei tagli lineari in una fase in cui le scuole devono gestire carichi di lavoro crescenti: adempimenti legati al PNRR, complessità amministrative, processi di dimensionamento. Ridurre i collaboratori scolastici, avverte, rischia di incidere sulla sicurezza e sulla vigilanza, soprattutto negli istituti articolati su più plessi e con una presenza significativa di alunni con disabilità.

Il nodo delle assunzioni e la condanna europea

Il taglio arriva in un momento delicato. Il 13 maggio la Corte di Giustizia dell'Unione europea, con la sentenza sulla causa C-155/25, ha condannato l'Italia per l'abuso dei contratti a termine proprio nei confronti del personale ATA supplente, giudicando insufficienti le misure per prevenire il ricorso reiterato alle supplenze. È una pronuncia che spinge verso una maggiore stabilizzazione, mentre la programmazione degli organici va nella direzione opposta.

Su questo fronte l'ANIEF, alla fine di giugno, ha scritto ai ministri competenti chiedendo di autorizzare la copertura del 100% dei posti vacanti. Secondo le cifre riferite dal sindacato, per il 2026/2027 risulterebbero disponibili oltre 30.000 posti ATA e più di 900 posti di DSGA (i direttori dei servizi generali e amministrativi), questi ultimi in larga parte privi di titolare. Per l'ANIEF la strada da seguire non è un nuovo concorso, ma lo scorrimento delle graduatorie esistenti, in particolare quelle permanenti dei 24 mesi.

Cosa significa per chi lavora nella scuola

Per i collaboratori scolastici, e in particolare per i precari che ogni anno coprono le supplenze, meno posti in organico significano prospettive di lavoro più incerte e una copertura più difficile dei fabbisogni reali. Per le scuole superiori, il rischio segnalato è una maggiore difficoltà nel presidiare gli spazi e nel supportare gli studenti più fragili, soprattutto negli istituti distribuiti su più sedi.

Un elemento da tenere d'occhio nelle prossime settimane riguarda gli adeguamenti a livello territoriale: gli Uffici Scolastici Regionali possono intervenire, entro certi limiti, per adeguare l'organico di diritto alle situazioni di fatto, tenendo conto del numero effettivo di alunni e classi. È il passaggio in cui, in alcune realtà, potrebbero recuperarsi margini rispetto ai numeri di partenza.

Cosa fare adesso

Nell'immediato non ci sono adempimenti a carico dei singoli lavoratori: la partita si gioca a livello nazionale e provinciale, con i provvedimenti attuativi sugli organici e il successivo confronto tra Ministero e sindacati in vista dell'avvio dell'anno scolastico a settembre. Chi aspira a una supplenza o a un'immissione in ruolo come ATA farà bene a tenere d'occhio le graduatorie permanenti dei 24 mesi e le comunicazioni del proprio Ufficio Scolastico Territoriale, da cui dipenderanno le convocazioni una volta definite le disponibilità reali provincia per provincia.

Per il testo dei provvedimenti e gli aggiornamenti ufficiali si può consultare il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.