Se quest'anno resti senza incarico al primo giro dell'algoritmo delle supplenze da GPS, non è detto che tu sia fuori fino a settembre inoltrato: per il 2026/27 è previsto in modo esplicito che i posti che si liberano dopo il primo turno — anche per le rinunce di chi era stato nominato — vengano riassegnati con ulteriori fasi di attribuzione a chi è in graduatoria e non ha ancora ricevuto una supplenza. È la novità che conviene avere chiara prima di compilare la domanda per le 150 preferenze, in programma dal 16 al 29 luglio.

Cosa cambia davvero rispetto agli anni scorsi

Fino allo scorso anno, chi non veniva nominato al primo turno restava in attesa che gli Uffici territoriali facessero girare di nuovo l'algoritmo, senza una regola generale che garantisse un ripescaggio ordinato sui posti liberati dalle rinunce. Ora il meccanismo è codificato: le disponibilità che si determinano dopo il primo turno, comprese quelle che nascono da chi rinuncia alla sede assegnata, diventano oggetto di nuove fasi di attribuzione rivolte agli aspiranti utilmente collocati in graduatoria che non hanno ancora avuto un incarico.

In pratica: un posto che il candidato davanti a te rifiuta non "sparisce" né va automaticamente alle graduatorie d'istituto, ma può tornare in gioco per te nella tornata successiva — sempre e solo entro le sedi che hai indicato nelle tue 150 preferenze.

Attenzione: la rinuncia ora si paga

C'è però il rovescio della medaglia, ed è la parte che conviene leggere con attenzione. Chi rinuncia alla supplenza assegnata, oppure non prende servizio entro il termine indicato dall'amministrazione, viene escluso dalle fasi successive: niente ripescaggio sulle disponibilità che si aprono in seguito, per tutte le graduatorie in cui si è inseriti e per l'intero periodo di validità delle GPS 2026/28.

La logica è chiara: il sistema premia chi resta disponibile e penalizza chi fa saltare le assegnazioni. Da qui la conseguenza pratica più importante nella compilazione della domanda.

Perché le 150 preferenze restano decisive

Le preferenze che indichi sono l'unico perimetro entro cui l'algoritmo può assegnarti un posto, sia al primo turno sia nelle fasi successive. Con le nuove regole questo pesa in due direzioni opposte:

  • Indicare tante sedi aumenta le probabilità di rientrare quando si liberano posti da rinunce altrui.
  • Indicare sedi che poi non accetteresti è rischioso: se scatta la nomina e rinunci, perdi l'accesso a tutte le fasi di ripescaggio per il biennio.

La raccomandazione, ripetuta anche dai sindacati di categoria, è di inserire solo le sedi per cui si è davvero disponibili ad accettare, evitando preferenze "di riempimento" messe lì per allungare l'elenco. Le 150 preferenze sono complessive: vanno distribuite tra tutte le classi di concorso o tipologie di posto per cui si è inseriti in graduatoria.

Le date e chi deve fare domanda

La finestra per la scelta delle sedi è fissata dalle ore 14:00 del 16 luglio alle ore 14:00 del 29 luglio 2026, su Istanze on line (POLIS). La domanda riguarda le supplenze annuali (al 31 agosto) e quelle fino al termine delle attività didattiche (al 30 giugno).

Un promemoria che vale la pena ripetere: chi era già in GPS nel biennio 2024/26 e non ha presentato né la domanda di aggiornamento/permanenza per il 2026/28 né l'istanza delle 150 preferenze viene escluso dalle graduatorie per l'intero biennio. Se hai già aggiornato a marzo la tua posizione è comunque salva, ma per lavorare il prossimo anno la scelta delle sedi resta indispensabile.

Discorso a parte per gli incarichi finalizzati al ruolo da prima fascia GPS sostegno: la fase provinciale segue la stessa finestra del 16-29 luglio, mentre la fase interprovinciale (la cosiddetta mini call veloce) è collocata più avanti, tra il 14 e il 18 agosto. Anche qui vale la regola dei cinque giorni per accettare la sede assegnata, con la mancata risposta equiparata alla rinuncia.

Cosa fare adesso

Il consiglio operativo è arrivare al 16 luglio con le idee chiare: fare un elenco realistico delle scuole e delle classi di concorso su cui si è effettivamente disposti a lavorare, verificare la propria posizione e i requisiti nelle graduatorie, e tenere d'occhio le eventuali comunicazioni del proprio Ufficio scolastico regionale, che può precisare i dettagli operativi sui meccanismi di riassegnazione a livello locale. Le istruzioni complete sono nella circolare del Ministero, consultabile sul portale del MIM.

La partita, insomma, non si chiude più necessariamente al primo turno. Ma proprio per questo la domanda va compilata con la testa già rivolta a ciò che succede dopo: ogni preferenza in più è un'occasione in più di rientrare, ogni rinuncia è una porta che si chiude per due anni.