Da settembre gli istituti tecnici cambiano, ma solo per chi entra in prima: dall'anno scolastico 2026/2027 le nuove classi prime seguiranno un ordinamento rivisto, con più ore di laboratorio, una parte del programma decisa dalla singola scuola e un legame più stretto con gli ITS Academy. Chi è già iscritto agli anni successivi, invece, prosegue con il percorso di prima: nulla cambia per le seconde, terze, quarte e quinte.

La riforma nasce dal decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 e rientra tra gli impegni del PNRR. L'idea di fondo è avvicinare i tecnici al mondo del lavoro e alle nuove tecnologie, senza però stravolgere l'identità di questi istituti, ferma da circa quindici anni. L'entrata in vigore è progressiva: parte dalle prime e si estende un anno alla volta, fino a coprire l'intero quinquennio.

Cosa cambia davvero in classe

Le tipologie di scuola restano le stesse: i due grandi settori sono quello economico (amministrazione, finanza e marketing; turismo) e quello tecnologico e ambientale (dall'informatica alla meccatronica, dalla chimica all'agraria). Quello che si sposta è soprattutto il come si studia, più che il cosa.

I punti su cui si concentra la riforma sono principalmente tre:

  • Più laboratorio e meno lezione frontale. Aumentano le ore in compresenza tra docente teorico e insegnante tecnico-pratico, estese anche agli indirizzi del settore economico, con più tempo dedicato all'apprendimento pratico e al raccordo con imprese e territorio.
  • Più autonomia alle scuole. Nel primo biennio ogni istituto gestisce una quota di 66 ore annue che può usare per adattare il percorso, recuperare discipline o rafforzare determinate competenze. Nel quinto anno il margine di flessibilità cresce ulteriormente.
  • Discipline tecniche già dal primo anno. Rispetto al modello precedente, dove il biennio iniziale era soprattutto orientativo, gli insegnamenti legati all'indirizzo entrano prima, insieme a un'attenzione maggiore a materie STEM e lingue straniere.

Il monte ore non è uniforme lungo tutto il percorso: nel primo e secondo biennio i quadri orari degli allegati indicano 1056 ore annue (circa 32 ore settimanali), mentre nel quinto anno il totale scende a 990 ore annue (462 di area generale più 528 di area di indirizzo), pari a circa 30 ore settimanali. A cambiare è anche la distribuzione interna delle discipline. Proprio su questo si sono concentrate le critiche di alcune sigle sindacali, che hanno segnalato la riduzione di ore in materie come italiano, geografia e seconda lingua in certi indirizzi, con possibili ricadute sugli organici. Il Ministero, con le sue indicazioni operative, ha invitato le scuole a usare la quota di autonomia in modo da evitare esuberi e garantire la continuità del personale.

Il legame con gli ITS Academy

Uno degli obiettivi dichiarati è rafforzare il ponte tra la scuola superiore e la formazione tecnica successiva. La riforma spinge verso il cosiddetto modello 4+2: quattro anni di tecnico seguiti, per chi lo sceglie, da due anni negli ITS Academy, gli istituti tecnologici superiori legati alle esigenze delle imprese del territorio. Tra gli strumenti previsti ci sono anche accordi tra scuole, imprese, università e ITS per progetti e attività condivise.

Attenzione a un equivoco frequente: il percorso quadriennale è una possibilità, non l'abolizione del diploma in cinque anni. Il quinquennio resta la strada ordinaria; il 4+2 è un'opzione pensata per collegare più direttamente studio e lavoro.

Cosa devono sapere le famiglie

Le famiglie che hanno iscritto un figlio in prima per il 2026/2027 troveranno quindi un'offerta in parte diversa da quella degli anni precedenti. È utile confrontarsi direttamente con la segreteria e i docenti dell'istituto scelto, perché una parte del curricolo — quelle 66 ore di autonomia — viene decisa dalla singola scuola e può variare da istituto a istituto. Chi invece ha figli già in corso non deve fare nulla: il loro percorso continua invariato.

Per orientarsi conviene chiedere alla scuola come intende usare la quota di flessibilità e quali laboratori saranno potenziati: sono gli elementi che, più dei titoli degli indirizzi, faranno la differenza concreta nell'esperienza scolastica.

Cosa resta da definire

Il quadro non è ancora completo in ogni dettaglio. Il Ministero ha già fornito indicazioni operative alle scuole per gestire organici e curricoli del primo biennio; per la piena messa a regime del nuovo assetto è verosimile che seguano ulteriori indicazioni e circolari, che andranno verificate una volta pubblicate. Sul piano amministrativo, le classi prime saranno associate a nuovi codici nel sistema informativo scolastico, un passaggio che riguarda soprattutto le segreterie.

Il testo di riferimento e i relativi allegati sono consultabili sul sito del Ministero, alla pagina dedicata al decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026. Per il quadro normativo generale è possibile consultare anche Normattiva.

In sintesi: la novità riguarda solo le prime del 2026/2027, punta su laboratori, autonomia delle scuole e raccordo con gli ITS Academy, e si applicherà anno dopo anno. Per chi sta scegliendo o è appena entrato, il consiglio è informarsi direttamente presso l'istituto su come verranno usate le ore di flessibilità.