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Scuola

Studenti all'estero: piano da 420 milioni e 15mila docenti pagati

02 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha annunciato un piano da 420 milioni di euro di fondi europei per mandare a studiare all'estero circa 150mila studenti del quarto anno delle superiori, con viaggio, vitto e alloggio coperti dalle risorse del programma. Secondo quanto dichiarato dal ministro Valditara, a partire insieme ai ragazzi dovrebbero essere anche 15mila docenti, con le spese coperte e un compenso per le ore aggiuntive. La selezione degli studenti sarà affidata alle singole scuole, sulla base del merito e dell'ISEE.

Il piano, presentato come "Gli studenti italiani in Europa", è stato illustrato martedì 30 giugno al MIM dal ministro Giuseppe Valditara, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le risorse arrivano dai fondi strutturali europei e non pesano quindi sul bilancio nazionale.

Chi può partire e con quali criteri

I destinatari sono gli studenti delle classi quarte di licei, istituti tecnici e professionali: in tutto circa un terzo della platea di quell'anno di corso. Non si tratta però di un'iscrizione individuale: saranno le scuole a scegliere chi parte. Il Ministero ha indicato due criteri prioritari, il merito e l'indicatore ISEE, con l'obiettivo dichiarato di garantire il diritto allo studio anche a chi non potrebbe permettersi un'esperienza simile a proprie spese.

In concreto, le risorse verranno assegnate agli istituti, che dovrebbero gestire poi la selezione interna. Le modalità con cui ogni scuola formerà le graduatorie dei partecipanti non risultano però ancora definite in un atto ufficiale e dovranno essere precisate dai provvedimenti attuativi.

Come funzionerà l'esperienza all'estero

Il modello di riferimento è un soggiorno di circa due settimane, ma, in base alle dichiarazioni rese in sede di presentazione, sarebbero previsti anche percorsi più lunghi, fino a sei mesi. Sempre secondo quanto illustrato dal Ministero, non si tratterebbe solo di lezioni di lingua: gli studenti potrebbero essere inseriti nelle classi delle scuole straniere per seguire materie come storia, matematica o scienze insieme ai coetanei del posto, oltre a laboratori, project work di gruppo, visite aziendali e incontri con esperti. In alcuni casi sono stati indicati anche corsi intensivi e brevi percorsi di tipo universitario. Si tratta al momento di dettagli annunciati, non ancora cristallizzati in un decreto o in un bando ufficiale.

L'idea di fondo è trasformare l'esperienza all'estero da opportunità per pochi a parte più strutturale del percorso scolastico, puntando soprattutto sulle competenze linguistiche. Il Ministero ha definito l'iniziativa il più ampio programma di potenziamento linguistico mai realizzato in Italia.

Cosa cambia per i docenti

La novità più concreta per il personale riguarda i 15mila insegnanti che, secondo le dichiarazioni del ministro, sarebbero coinvolti come accompagnatori. Anche per loro sarebbero coperte le spese di viaggio, vitto e alloggio, ed è prevista la possibilità di un compenso per le ore aggiuntive svolte durante l'attività. È un elemento che distinguerebbe questi soggiorni dalle tradizionali visite d'istruzione, spesso a carico organizzativo dei docenti senza riconoscimenti economici.

Restano però da definire i dettagli operativi: come verranno individuati i docenti accompagnatori, con quali tempi e con quali modalità di retribuzione. Su questi aspetti serviranno le indicazioni attuative del Ministero.

Perché il Governo punta sulle lingue

Il piano nasce da un divario noto. Secondo i dati Eurostat citati in sede di presentazione, in Italia la quota di studenti delle superiori che studia due o più lingue straniere è nettamente inferiore alla media europea. Il calo si registra soprattutto nel passaggio dalle scuole medie alle superiori, dove lo studio di una seconda lingua tende a ridursi. L'obiettivo dichiarato è invertire questa tendenza e rafforzare l'apertura internazionale del sistema scolastico.

Cosa aspettarsi ora

Al momento si tratta di un piano presentato, non ancora di una procedura aperta: allo stato non risultano bandi né scadenze per le scuole o per le famiglie. I passaggi concreti — assegnazione delle risorse agli istituti, criteri di selezione, calendario dei soggiorni e regole per i docenti — dovranno essere definiti dai provvedimenti attuativi, il cui calendario non è al momento indicato in una fonte ufficiale.

Per chi è interessato, il consiglio pratico è seguire le comunicazioni della propria scuola e i canali ufficiali del Ministero, dove verranno pubblicati gli aggiornamenti sull'avvio operativo del programma. Il testo dell'annuncio è disponibile sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Seguiranno aggiornamenti non appena saranno resi noti i dettagli attuativi del piano.

Foto di copertina: European Union — Attribution, via Wikimedia Commons

Tags: studenti docenti normativa
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