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Scuola

Percorsi abilitanti 2026/27: parte il quarto ciclo

02 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi aspetta di abilitarsi all'insegnamento nella scuola secondaria deve ancora attendere: prima di iscriversi a un percorso da 30, 36 o 60 CFU serve il decreto ministeriale che autorizza i posti. Nel frattempo la macchina del quarto ciclo, quello per l'anno accademico 2026/2027, si è già messa in moto. Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha dato le indicazioni operative e ha aperto ad atenei e istituzioni AFAM la finestra per comunicare quanti posti e quali classi di concorso intendono attivare.

La scadenza fissata per le università va dal 19 giugno al 19 luglio: entro quella data le istituzioni caricano la propria offerta formativa sulla banca dati indicata dal Ministero. Attenzione a non equivocare: non è il termine per le domande degli aspiranti docenti. Riguarda solo atenei e AFAM, che devono dichiarare le proprie disponibilità. Solo dopo questa fase il Ministero potrà fotografare l'offerta complessiva e procedere con il decreto sui posti.

La novità: prima il decreto, poi i bandi

È qui la differenza più importante rispetto agli anni scorsi. Le singole università potranno pubblicare i propri bandi di iscrizione, con l'indicazione dei posti disponibili, soltanto dopo l'emanazione del decreto ministeriale autorizzativo. Una regola che punta a evitare il pasticcio già visto in passato, quando diversi atenei avevano aperto le iscrizioni sulla base dei posti richiesti e non di quelli effettivamente approvati.

Il risultato, nei cicli precedenti, era stato che migliaia di candidati si iscrivevano e versavano le quote, salvo scoprire poi che i posti realmente autorizzati erano molto meno di quelli pubblicizzati, o che alcune classi di concorso non venivano attivate. Con la nuova impostazione, chi si iscrive dovrebbe avere davanti numeri già definiti.

Le quattro strade per abilitarsi

Il sistema resta quello disegnato dal DPCM 4 agosto 2023, con percorsi diversi a seconda del punto di partenza del candidato:

Confermata anche la possibilità, per la parte teorica, della didattica a distanza in modalità sincrona entro una quota massima; tirocinio e laboratori restano invece in presenza. Va detto con prudenza: il riferimento normativo su questo limite era stato prorogato per l'anno accademico precedente, per cui per il 2026/2027 occorrerà verificare la conferma nei provvedimenti attuativi.

Perché il Ministero si muove in anticipo

Il dato che salta all'occhio è la tempistica. Per il ciclo precedente la raccolta del fabbisogno era partita solo in autunno, con la pubblicazione dei decreti slittata a gennaio e le lezioni compresse in pochi mesi. Quest'anno la fase di raccolta dell'offerta si è aperta a giugno: un anticipo di mesi che, se rispettato, potrebbe permettere di allineare meglio i corsi al calendario dell'anno scolastico. È esattamente ciò che le organizzazioni sindacali chiedono da tempo, per garantire tempi distesi di studio, l'accesso ai permessi per il diritto allo studio e la conclusione dei percorsi in tempo utile per l'aggiornamento delle graduatorie.

Resta però un "se": l'anticipo della prima fase non garantisce automaticamente che il decreto sui posti arrivi presto. Sarà quello il vero snodo, perché fino ad allora nessuna università potrà aprire le iscrizioni.

Cosa fare adesso

Per gli aspiranti docenti, in questo momento, non c'è nulla da presentare: la finestra aperta riguarda gli atenei, non i candidati. Il consiglio pratico è usare le settimane che mancano al decreto per mettere in ordine la propria posizione: verificare a quale percorso si ha diritto in base al proprio titolo e al servizio svolto, controllare la corrispondenza tra la laurea posseduta e la classe di concorso desiderata, e tenere pronta la documentazione. Chi ha conseguito abilitazioni o specializzazioni all'estero dovrà presentare il riconoscimento del titolo da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito al momento dell'iscrizione.

Nelle prossime settimane le informazioni ufficiali passeranno dalla piattaforma ministeriale dedicata alla formazione insegnanti e dai canali del Ministero dell'Università e della Ricerca. L'offerta formativa delle istituzioni viene raccolta attraverso il portale formazione-insegnanti.mur.gov.it. Il momento in cui muoversi, però, sarà la pubblicazione del decreto sui posti e dei singoli bandi di ateneo: solo allora si potrà presentare domanda.

Da tenere d'occhio: la chiusura della fase riservata agli atenei (19 luglio), l'uscita del decreto ministeriale sui posti e, a seguire, i bandi delle singole università.

Tags: precariato cfu percorsi abilitanti
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