Se sei un dipendente o un pensionato pubblico e hai figli che studiano una lingua straniera, c'è una novità che vale la pena segnare in agenda: l'INPS ha pubblicato il bando "Corso di lingue in Italia 2026", che aiuta le famiglie a coprire le spese di un corso di preparazione all'esame di certificazione linguistica. Le domande si presentano online dalle ore 12:00 del 22 luglio alle ore 12:00 del 2 settembre 2026. C'è quindi tutto il tempo per organizzarsi, ma conviene prepararsi per tempo, perché servono alcuni documenti (ISEE compreso).
Il contributo è rivolto ai figli e agli orfani dei dipendenti e dei pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (la ex Gestione ex Inpdap). È una platea ampia, che comprende anche moltissime famiglie del mondo scuola: docenti, personale ATA e chi è già in pensione dopo una carriera nel pubblico impiego.
A cosa serve il contributo
L'idea è semplice: sostenere economicamente le famiglie che vogliono far seguire ai figli un corso di preparazione per ottenere una certificazione linguistica riconosciuta, secondo i livelli del Quadro comune europeo di riferimento (il cosiddetto QCER o CEFR: A2, B1, B2 e così via). In pratica il figlio frequenta il corso, sostiene l'esame e la famiglia ottiene un rimborso parziale delle spese.
A differenza del più noto bando per i soggiorni studio all'estero, questo riguarda i corsi svolti in Italia: un'opzione più vicina a casa e spesso più sostenibile dal punto di vista organizzativo, soprattutto per i ragazzi più piccoli.
Chi può partecipare
Il beneficio è pensato per gli studenti che frequentano la scuola, dagli ultimi anni della primaria fino alle superiori. Il livello di certificazione richiesto cresce con l'età e con il grado di scuola frequentato: si va dai livelli base per chi è più piccolo fino ai livelli più alti per gli studenti delle scuole superiori.
Un punto importante: a presentare la domanda non è lo studente, ma il genitore (o il pensionato) iscritto alla Gestione unitaria. È lui il "titolare" della prestazione, mentre i destinatari sono i figli e gli orfani che rientrano nei requisiti. Vale poi la regola generale di questi bandi: non si può cumulare il contributo con altre prestazioni analoghe oltre una certa soglia, e chi ha un ISEE più basso ottiene in genere un beneficio più alto.
Come si presenta la domanda
La domanda si invia esclusivamente online sul sito dell'INPS, tramite il "Portale Prestazioni Welfare", nella sezione Welfare, Assistenza e Mutualità. Per accedere servono le credenziali digitali ormai abituali: SPID, CIE (Carta d'identità elettronica) o CNS.
Due cose da preparare in anticipo, senza aspettare l'ultimo giorno:
- L'ISEE aggiornato del nucleo familiare: incide sul punteggio e quindi sulla possibilità di rientrare tra gli assegnatari. Se manca la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), viene attribuita la fascia ISEE più alta, con punteggio penalizzante.
- Le credenziali di accesso (SPID, CIE o CNS) funzionanti, per evitare intoppi proprio nei giorni di apertura o nelle ore finali, quando il portale è più affollato.
Il bando integrale, con i requisiti di dettaglio, il numero esatto di borse disponibili e gli importi, è consultabile sul sito dell'Istituto. Il punto di partenza è la notizia pubblicata dall'INPS, da cui si arriva al testo completo del concorso.
Perché interessa il personale della scuola
Docenti e personale ATA rientrano a pieno titolo tra i destinatari di queste prestazioni di welfare, spesso poco conosciute rispetto alle notizie su stipendi, graduatorie e immissioni in ruolo. Eppure si tratta di misure concrete che possono alleggerire una spesa reale delle famiglie, quella per l'apprendimento delle lingue, sempre più richiesto sia a scuola sia nel mondo del lavoro.
Vale la stessa logica anche per i pensionati del comparto: chi ha lavorato nella scuola e oggi è in quiescenza, se iscritto alla Gestione unitaria, può presentare domanda per i figli e gli orfani equiparati che rientrino nei requisiti.
Date da ricordare
- 22 luglio 2026, ore 12:00: apertura delle domande online.
- 2 settembre 2026, ore 12:00: termine ultimo per l'invio.
Il consiglio pratico è di non ridursi agli ultimi giorni: procurarsi l'ISEE e verificare le credenziali con qualche settimana di anticipo permette di inviare la richiesta con calma. Per i requisiti specifici legati all'età, al livello di certificazione e agli enti riconosciuti conviene leggere il testo del bando direttamente sul portale INPS, dove sono indicate tutte le condizioni aggiornate per quest'anno.