Se hai sostenuto le prove scritte del concorso per 145 dirigenti tecnici del Ministero dell'Istruzione e del Merito, la fase in corso è quella della correzione degli elaborati: le sottocommissioni che dovranno valutare i compiti sono state nominate a giugno e non è stata ancora fissata una data ufficiale per la pubblicazione degli esiti. In pratica, adesso c'è poco da fare se non tenere d'occhio la propria area personale sul portale del reclutamento, dove arriveranno le comunicazioni.

È un concorso di nicchia, che riguarda un numero limitato di candidati rispetto ai grandi temi come le GPS o gli stipendi, ma ha un pubblico molto attento: chi ha investito mesi di preparazione vuole sapere con precisione a che punto è la macchina organizzativa. Ecco il quadro aggiornato, basato solo sulle pagine ufficiali.

A che punto è la procedura

Le due prove scritte si sono svolte a Roma, alla Nuova Fiera di Roma, il 19 e il 20 gennaio 2026. Da lì la procedura è entrata nella fase di correzione, che per un concorso con oltre un centinaio di posti e migliaia di elaborati richiede tempi tecnici non brevi.

Il passaggio più recente riguarda proprio le commissioni. Il Ministero ha nominato e integrato le sottocommissioni chiamate a valutare le prove: prima con il decreto direttoriale n. 604 del 29 maggio 2026, poi con il decreto direttoriale n. 691 dell'11 giugno 2026. Sono atti di organizzazione interna, ma segnalano che la struttura per correggere i compiti è ormai al completo e operativa.

Come funziona la valutazione

Il concorso non si esaurisce con gli scritti. Il percorso completo prevede, oltre alle due prove scritte, una prova orale e la valutazione dei titoli. Il punteggio complessivo a disposizione delle commissioni è di 210 punti, così ripartiti:

  • 70 punti per la prima prova scritta;
  • 70 punti per la seconda prova scritta;
  • 60 punti per la prova orale;
  • 10 punti per i titoli.

Chi supera gli scritti accede quindi all'orale, che comprende anche la verifica della lingua inglese e delle competenze informatiche. Solo al termine di tutte le fasi si arriverà alla graduatoria finale, da cui deriveranno le assunzioni.

Cosa aspettarsi ora (senza inventarsi date)

Qui serve prudenza. Al momento non risulta pubblicato un calendario ufficiale con la data di uscita degli esiti degli scritti né con quella delle prove orali. Chiunque circoli con date "certe" sta anticipando qualcosa che il Ministero non ha ancora comunicato. L'esperienza di procedure analoghe suggerisce che, una volta completate le correzioni, verranno pubblicati gli esiti degli scritti e, a seguire, il calendario delle convocazioni orali; ma i tempi effettivi dipendono dal lavoro delle sottocommissioni e non sono prevedibili con esattezza.

La cosa più utile, per un candidato, è quindi non affidarsi a voci ma controllare i canali dove le comunicazioni compaiono davvero.

Dove controllare, in concreto

Tutti gli avvisi ufficiali — esiti, convocazioni, eventuali rettifiche — passano dall'area personale sulla piattaforma del reclutamento, nella sezione "info bando" dedicata a questo concorso. È lì che ogni candidato trova la propria posizione e le comunicazioni individuali. La piattaforma è raggiungibile su reclutamento.istruzione.it.

Un consiglio pratico: accedere periodicamente con le proprie credenziali e verificare anche la casella di posta collegata all'account, perché alcune notifiche arrivano via email. Diffidare invece di date o classifiche "in anteprima" che girano su canali non ufficiali: fino a quando l'esito non compare nell'area personale o in un avviso del Ministero, non è nulla di definitivo.

Da ricordare

  • Prove scritte svolte il 19 e 20 gennaio 2026; ora è in corso la correzione.
  • Sottocommissioni nominate a giugno 2026: la fase di valutazione è avviata.
  • Nessuna data ufficiale ancora fissata per esiti e orali: attenzione alle voci.
  • Unico riferimento affidabile: la propria area personale sul portale del reclutamento.

In sintesi: la palla è nel campo delle commissioni. Per i candidati non resta che pazientare e monitorare i canali ufficiali, evitando di dare credito a scadenze non confermate.