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Scuola

Bonus mamme 2026: 60 euro al mese, requisiti e domanda INPS

02 luglio 2026 di Francesco Perrone

Anche le docenti e le lavoratrici ATA con almeno due figli possono rientrare nel bonus mamme 2026, che per quest'anno sale a 60 euro al mese (fino a 720 euro l'anno) rispetto ai 40 euro del 2025. Attenzione però: non è un aumento automatico in busta paga, ma una somma erogata dall'INPS che va richiesta con un'apposita domanda, per la quale non risultano ancora pubblicate le istruzioni operative 2026.

Si tratta di un contributo pensato per le madri lavoratrici che restano fuori dall'esonero contributivo pieno riservato ad altre categorie. In pratica è un'integrazione al reddito che l'INPS versa direttamente alla lavoratrice, senza passare dal datore di lavoro e senza modifiche al cedolino.

A chi spetta e quanto vale

Il bonus è rivolto alle lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) e alle lavoratrici autonome con almeno due figli. Sono escluse le lavoratrici domestiche. Va però precisato che, in base alla Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 207 (GU 30/12/2025), per le madri con più di due figli restano esclusi i mesi in cui il reddito deriva da lavoro dipendente a tempo indeterminato. Per accedere servono due condizioni allo stesso tempo:

L'importo è di 60 euro per ogni mese (o frazione di mese) di attività lavorativa, per un massimo di dodici mensilità: quindi fino a 720 euro all'anno. La somma non è tassata, non incide sui contributi e non rileva ai fini ISEE. Secondo le indicazioni INPS, il pagamento avverrà in un'unica soluzione a dicembre 2026.

Non confonderlo con l'esonero contributivo

Un punto che genera spesso equivoci: il bonus da 60 euro è una cosa diversa dall'esonero contributivo IVS, la misura che azzera la quota di contributi a carico della lavoratrice ed è riservata alle madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato. Le due misure non si sommano: chi ha diritto all'esonero pieno non riceve anche il contributo mensile. In più, la Legge di bilancio 2026 ha rinviato al 2027 l'entrata in vigore dell'esonero contributivo strutturale previsto per le madri di due o più figli: le modalità di applicazione saranno definite più avanti con un apposito decreto.

Per il personale della scuola questo significa, in concreto, che le docenti e le ATA con due figli e reddito entro la soglia possono rientrare, al ricorrere dei requisiti previsti dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 207, nel contributo INPS da 60 euro anziché nell'esonero in busta paga.

La domanda 2026: cosa si sa finora

Qui sta l'informazione più utile per chi legge oggi: al momento non risultano pubblicate istruzioni operative ufficiali per la domanda del bonus 2026 e la scheda INPS disponibile è ancora riferita al bonus 2025 da 40 euro. Per il 2025 l'INPS aveva aperto le richieste in autunno, con la circolare del 28 ottobre 2025 (n. 139), fissando i termini tra fine ottobre e i primi di dicembre. Le tempistiche e le modalità relative al 2026 andranno confermate dalla circolare operativa che l'INPS dovrà pubblicare.

Non serve quindi affrettarsi né cercare moduli in giro adesso: non c'è ancora nulla da compilare. Per il 2025 la domanda si presentava per via telematica: dal portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS all'area riservata, tramite il Contact Center oppure rivolgendosi a un patronato. Per il 2026 le modalità di presentazione e gli eventuali documenti o autocertificazioni richiesti saranno indicati nella circolare operativa non appena pubblicata.

Cosa fare adesso

Per ora la mossa più concreta è una sola: tenere d'occhio l'apertura della procedura sul portale dell'Istituto ed evitare scadenze all'ultimo momento. Chi vuole verificare i requisiti aggiornati e le regole di dettaglio può consultare la scheda dedicata al Bonus mamme sul sito INPS, che verrà aggiornata con le istruzioni 2026 non appena disponibili.

Vale la pena ricordare che 60 euro al mese, pur essendo una cifra contenuta, sono interamente netti e si aggiungono ad altre misure per la genitorialità. Per una famiglia con più figli e un solo stipendio da docente o da ATA, non è un dettaglio trascurabile. L'importante è non lasciarlo scadere quando arriverà il momento di presentare l'istanza.

Tags: stipendio cronaca inps
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