Se hai un figlio sotto i tre anni che frequenta il nido, il bonus asilo nido 2026 ti rimborsa parte della retta: fino a 3.600 euro all'anno, in base all'ISEE. Il servizio INPS per presentare la domanda è aperto e resterà disponibile fino a fine anno; chi invece deve ancora caricare le ricevute delle rette pagate nel 2025 ha tempo, ma con una scadenza precisa da rispettare.
Ecco, in parole semplici, cosa spetta, chi può chiederlo e cosa fare adesso.
Quanto si può ottenere
Il contributo copre le rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati (e alcuni servizi educativi assimilati, come micronidi e sezioni primavera) fino a un massimo di undici mensilità l'anno. Il rimborso non può mai superare la retta effettivamente pagata: se paghi 200 euro al mese, non riceverai più di 200 euro anche se la tua fascia darebbe diritto a un importo più alto.
L'importo dipende da due cose: la data di nascita del bambino e l'ISEE della famiglia. Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, l'importo massimo di 3.600 euro annui spetta con ISEE più basso, mentre scende a 1.500 euro sopra la soglia più alta o in assenza di ISEE valido. Per i bambini nati prima di quella data restano previste fasce intermedie. In generale, senza un ISEE valido la domanda viene comunque accolta, ma con l'importo minimo di 1.500 euro: è questo il motivo per cui conviene avere l'indicatore aggiornato prima di presentare la richiesta.
Il nuovo ISEE che conta dal 2026
La novità più importante di quest'anno riguarda proprio l'indicatore da usare. Dal 2026 l'importo non si calcola più sull'ISEE ordinario, ma su un ISEE specifico per le prestazioni familiari e per l'inclusione, dal quale vengono "neutralizzate" (cioè scorporate) le somme già percepite con l'Assegno unico e universale.
In pratica questo valore tende a essere più basso dell'ISEE tradizionale, e per molte famiglie può significare l'accesso a una fascia di contributo più alta rispetto agli anni scorsi. Vale la pena, quindi, verificare la propria posizione prima di dare per scontato l'importo minimo.
Chi ha diritto al bonus
Possono chiederlo i genitori di bambini con meno di tre anni, residenti in Italia, che pagano la retta di una struttura regolarmente autorizzata. Su quest'ultimo punto l'INPS è netta: prima di accogliere la domanda verifica sempre che il nido indicato sia abilitato secondo la normativa regionale. Se la struttura non risulta in regola, il contributo non viene riconosciuto. Conviene perciò farsi dare dall'asilo i riferimenti esatti dell'abilitazione da inserire nella domanda.
Esiste anche una seconda forma di sostegno, alternativa: per i bambini che non possono frequentare il nido a causa di gravi patologie croniche certificate, è previsto un contributo per l'assistenza presso la propria abitazione, erogato in un'unica soluzione. Nello stesso anno si può chiedere l'uno o l'altro, non entrambi.
Attenzione a un dettaglio che pesa sul portafoglio: il bonus non è cumulabile con la detrazione fiscale per la frequenza degli asili nido. Bisogna scegliere l'una o l'altro sulla stessa spesa.
Come e quando fare domanda
La domanda si presenta solo online, dal portale INPS dedicato al bonus asilo nido, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa ci si può rivolgere a un patronato, che segue la pratica gratuitamente.
C'è una semplificazione che alleggerisce la gestione negli anni: dal 2026 la domanda, una volta accolta, resta valida fino ad agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni, senza doverla ripresentare da capo ogni anno. Non significa però "dimenticarsene": ogni anno bisogna comunque rientrare nella pratica per indicare le mensilità per cui si chiede il contributo e caricare i documenti di spesa. Senza questo passaggio, il rimborso non arriva.
Le scadenze da segnare
Il meccanismo è a rimborso: prima si paga la retta, poi si caricano le ricevute e si riceve il contributo. Ci sono due scadenze da tenere a mente.
- Domande per il 2026: si possono presentare fino al 31 dicembre 2026.
- Ricevute delle spese: per le mensilità del 2026 la documentazione va caricata, a pena di decadenza, entro il 30 aprile 2027. Chi invece deve ancora regolarizzare le rette pagate nel 2025 ha come termine ultimo il 31 luglio 2026: oltre quella data il diritto al rimborso per quelle mensilità si perde.
Quest'ultima scadenza è la più urgente: mancano poche settimane. Se hai spese del 2025 non ancora caricate, è il momento di controllare la tua pratica sul portale INPS o di rivolgerti al tuo patronato per non perdere somme già maturate.
Cosa fare adesso
In sintesi: verifica di avere un ISEE aggiornato (è quello che determina l'importo), controlla che il nido sia una struttura autorizzata e recupera i riferimenti dell'abilitazione, poi presenta o aggiorna la domanda scegliendo le mensilità. E se hai ricevute del 2025 ancora da caricare, non aspettare: la finestra si chiude a fine luglio.