Dal 2026 il 4 ottobre torna a essere festa nazionale in onore di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia: una giornata festiva a tutti gli effetti anche per le scuole, con sospensione delle lezioni. Con una precisazione importante per l'anno che sta per iniziare: nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica, quindi il primo giorno libero "vero" grazie a questa festa arriverà solo nel 2027.
È il risultato della legge n. 151 dell'8 ottobre 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026. La norma reintroduce il 4 ottobre nell'elenco delle festività nazionali, mezzo secolo dopo la sua soppressione, in coincidenza con l'ottavo centenario della morte del Santo.
Cosa cambia concretamente per le scuole
In termini pratici, il 4 ottobre entra tra i giorni festivi al pari di date come il 25 aprile o il 1° maggio. Per gli istituti scolastici questo significa attività didattiche sospese in quella giornata, senza che serva alcuna decisione locale: la festività è nazionale e vale ovunque.
Il punto è che una festa "vale" davvero come giorno di riposo aggiuntivo solo quando cade in un giorno di lezione. E qui entra in gioco il calendario: nel 2026 il 4 ottobre è una domenica, giornata in cui le scuole sono comunque chiuse. Di fatto, per l'anno scolastico 2026/2027 non si aggiunge nulla al calendario. Il beneficio concreto — una giornata di lezione in meno — si vedrà a partire dal 2027, quando il 4 ottobre tornerà a cadere in un giorno feriale.
Non solo un giorno di vacanza: pace, fraternità e ambiente
La legge non si limita a spostare una casella sul calendario. Il testo richiama esplicitamente i valori della pace, della fratellanza, della solidarietà e della tutela dell'ambiente come cornice della ricorrenza, e prevede che le scuole possano promuovere iniziative dedicate a questi temi nella giornata del 4 ottobre.
Per docenti e dirigenti è un'indicazione utile in vista della programmazione: negli anni in cui la data cade in un giorno di scuola, l'occasione può diventare uno spunto per attività, momenti di riflessione o progetti trasversali legati alla figura del patrono d'Italia e ai valori che rappresenta. Nel 2026, cadendo di domenica, eventuali iniziative si potranno naturalmente collocare nei giorni vicini, secondo l'autonomia di ciascun istituto.
Un dettaglio in più: la doppia ricorrenza del 4 ottobre
Va segnalato che il 4 ottobre resta anche solennità civile in onore di Santa Caterina da Siena, l'altra patrona d'Italia: la ricorrenza è quindi doppia, ma per le scuole l'effetto pratico è quello descritto sopra. Per chi lavora, invece — personale docente e ATA compreso — quando la festa cade in un giorno feriale valgono le regole ordinarie delle festività nazionali (orario festivo, eventuali trattamenti aggiuntivi per chi presta servizio), secondo quanto previsto dai contratti.
Cosa fare adesso
Per l'anno scolastico appena avviato non serve alcun adempimento: la festa del 4 ottobre 2026 coincide con una domenica e non modifica il calendario delle lezioni. Chi programma le attività dell'istituto può però già tenere presente due cose: da un lato, che dal 2027 il 4 ottobre inciderà sul calendario scolastico come giornata di sospensione; dall'altro, che la giornata si presta a progetti sui temi della pace e dell'ambiente indicati dalla legge.
I calendari scolastici regionali per il 2026/2027 sono definiti da ciascuna Regione: per le date esatte di inizio e fine lezioni, oltre alle festività e ai ponti del proprio territorio, conviene fare sempre riferimento alla delibera della propria Regione. Le indicazioni generali e i servizi restano consultabili sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
In sintesi: la novità è confermata e strutturale, ma i suoi effetti sul calendario scolastico si faranno sentire dal prossimo anno. Per il 2026/2027 il 4 ottobre resta soprattutto un'occasione simbolica ed educativa, più che un giorno di vacanza in più.