Le scuole possono ora chiedere posti ATA in più rispetto a quelli assegnati in organico di diritto, dove le esigenze reali del prossimo anno lo richiedono: dal 30 giugno sono attive le funzioni per l'adeguamento alle situazioni di fatto per il 2026/2027. Riguarda assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e, di riflesso, il quadro delle supplenze su cui contano tanti precari.
A comunicarlo è stata la Direzione generale per il personale scolastico del Ministero dell'Istruzione e del Merito, con una nota diffusa il 26 giugno scorso e rivolta agli Uffici Scolastici Regionali. Nulla di rivoluzionario nel meccanismo: è un passaggio che si ripete ogni estate. Ma è proprio questo passaggio a definire quanti posti ATA saranno effettivamente disponibili nelle scuole a settembre.
Cosa significa "adeguamento al fatto"
L'organico di diritto è il numero di posti fissato in primavera sulla base dei dati previsti. L'organico di fatto è invece la fotografia reale delle scuole a inizio anno, in funzione dell'efficienza e della piena funzionalità dei servizi: situazioni di disabilità certificate, plessi da tenere aperti in sicurezza, articolazione dei tempi scuola, laboratori da far funzionare e condizioni di disagio.
Spesso i due numeri non coincidono. L'adeguamento serve proprio a colmare questa distanza: assegnare risorse di personale aggiuntive lì dove i posti fissati in primavera non bastano a far funzionare la scuola. I posti così riconosciuti non diventano stabili: valgono per il solo anno scolastico e sono in gran parte destinati a coprire supplenze temporanee, di norma fino al termine delle attività didattiche.
Su cosa decidono gli Uffici Scolastici Regionali
La nota indica le priorità che devono guidare le assegnazioni aggiuntive. In primo piano ci sono la presenza di alunni con disabilità e la necessità di garantirne sicurezza e assistenza, insieme alla sicurezza nei plessi, alla copertura piena dell'orario scolastico e al corretto funzionamento dei laboratori. Si tiene conto anche delle specifiche condizioni di disagio di ciascuna scuola.
In pratica, dove una scuola dimostra che senza personale in più non riesce a garantire il servizio — un collaboratore scolastico per la sorveglianza e l'assistenza, un assistente tecnico per i laboratori, personale amministrativo per gestire una segreteria sotto pressione — l'Ufficio regionale può intervenire.
Perché interessa anche i precari
Per chi lavora nelle scuole o attende una supplenza, questo passaggio conta più di quanto sembri. I posti riconosciuti in adeguamento al fatto danno luogo in buona parte a supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche, poiché si tratta in genere di posti non vacanti, assegnate poi dalle graduatorie. Più posti vengono riconosciuti, più incarichi si aprono per il personale ATA a tempo determinato nel corso dell'anno.
Va detto con chiarezza, però: non si tratta di un aumento strutturale degli organici. Sono coperture legate al singolo anno, che ogni estate vanno ridefinite. È il punto sollevato dai sindacati di categoria: se lo stesso fabbisogno si ripresenta puntualmente ogni anno, secondo la FLC CGIL quei posti non rispondono a un'esigenza temporanea e andrebbero resi stabili, trasformandoli in organico di diritto.
Cosa fare adesso
Per il singolo lavoratore ATA non c'è una domanda personale da presentare in questa fase: l'adeguamento è un'operazione tra scuole e Uffici Scolastici Regionali. Chi opera in segreteria — in particolare i DSGA e gli assistenti amministrativi che curano gli organici — è invece direttamente coinvolto nella trasmissione dei dati e delle richieste, secondo le tempistiche fissate a livello regionale.
Per chi è in attesa di una supplenza, il consiglio è tenere d'occhio nelle prossime settimane il quadro dei posti che si consoliderà nella propria provincia, perché è da lì che dipenderanno gli incarichi del nuovo anno. Il testo della nota ministeriale risulta allegato sulle pagine degli Uffici Scolastici Regionali e territoriali e ripreso dalle organizzazioni sindacali; per approfondimenti sindacali sul tema si può fare riferimento ai comunicati della FLC CGIL.
Il calendario preciso delle operazioni può variare da regione a regione: chi lavora sugli organici farà bene a verificare le indicazioni del proprio Ufficio Scolastico Regionale, che declina a livello territoriale le priorità fissate a livello nazionale.