Dal prossimo anno scolastico, il 2026/27, le scuole dell'infanzia, primarie e medie inizieranno a lavorare con le nuove Indicazioni nazionali: cambiano priorità e contenuti di alcune discipline — dal ritorno (opzionale) del latino alle medie al rafforzamento della grammatica alla primaria, fino a una maggiore centralità di storia e materie STEM. Attenzione però a un equivoco diffuso: non entra in vigore "tutto e subito". L'introduzione è progressiva e, secondo il testo ufficiale, le Indicazioni hanno carattere prescrittivo quanto a competenze attese, obiettivi generali e obiettivi specifici di apprendimento, pur nel rispetto dell'autonomia scolastica.
Ecco, in concreto, cosa cambia e cosa devono fare le scuole in queste settimane.
Quando e per chi scattano davvero
Le nuove Indicazioni si applicano a decorrere dall'anno scolastico 2026/27, ma con tempi diversi a seconda del grado. La nota MIM chiarisce che tutte le sezioni della scuola dell'infanzia sono interessate già dal 2026/27, mentre primaria e secondaria di primo grado partono in modo graduale dalle classi prime; il decreto prevede inoltre anticipazioni per l'insegnamento della storia alla primaria a partire dal 2027/28. Le classi già avviate proseguono con le Indicazioni del 2012, che vengono superate progressivamente: il decreto ne fissa la cessazione dal 2026/27 per l'infanzia, dal 2028/29 per la secondaria di primo grado e dal 2030/31 per la primaria. Nessuno stravolgimento immediato, dunque, per gli alunni già in corso.
Il quadro è fissato dal decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026, e chiarito dalla successiva nota MIM prot. 1312/2026 inviata a dirigenti e uffici scolastici regionali. Il testo completo è consultabile sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Latino alle medie: sì, ma facoltativo
È la novità più chiacchierata, e anche la più fraintesa. Il latino non torna come materia obbligatoria per tutti: viene introdotto come insegnamento opzionale ("Latino per l'educazione linguistica") nelle classi seconde e terze della scuola media. La base è opzionale e spetta alle scuole inserirne finalità e organizzazione nel PTOF; se attivato e scelto dall'alunno, diventa parte del suo percorso curricolare.
Nella pratica si tratta indicativamente di un'ora settimanale, organizzata sfruttando gli spazi di autonomia e potenziamento del PTOF, affidata a docenti con specifiche competenze e, in mancanza, tramite possibili convenzioni con istituti superiori. Il programma resta essenziale: alfabeto, primi casi e declinazioni, verbi di base, uso del vocabolario. L'obiettivo dichiarato dal Ministero è meno "studiare il latino in sé" e più capire meglio l'italiano, il lessico e la logica della lingua.
Alla primaria: più grammatica, scrittura a mano, memoria
Sul primo ciclo l'accento è sul rigore linguistico. Le nuove Indicazioni puntano a correggere quelli che il Ministero definisce "eccessi di spontaneismo" nella scrittura, rimettendo al centro grammatica, ortografia e sintassi fin dai primi anni. Tornano protagoniste alcune pratiche tradizionali: la scrittura in corsivo e la cura della calligrafia, il riassunto come esercizio di sintesi e le poesie a memoria.
Cresce anche l'attenzione al digitale: alla primaria compaiono obiettivi legati alle competenze informatiche, con una prima familiarizzazione — critica, non solo strumentale — con le tecnologie e l'intelligenza artificiale.
Storia e STEM: le altre due direttrici
La storia viene rivista con un baricentro sulla civiltà occidentale e sull'identità italiana ed europea, con un occhio a evitare programmi troppo dispersivi. Le STEM (matematica, scienze e tecnologia) diventano un'area integrata di nuova impostazione, con un approccio più laboratoriale che, nelle intenzioni, dovrebbe partire dal concreto per appassionare gli studenti.
Il decreto interviene sul curricolo e sulla certificazione delle competenze del primo ciclo; le materie e l'insegnamento trasversale dell'educazione civica restano parte dell'impianto, mentre gli aspetti applicativi saranno precisati dalle circolari attuative.
Cosa devono fare le scuole in estate
Il lavoro vero, in queste settimane, ricade su collegi docenti e dirigenti. Le istituzioni scolastiche sono chiamate ad aggiornare il curricolo d'istituto e il PTOF prima dell'avvio del nuovo anno, per allineare progettazione, contenuti e metodi alle nuove Indicazioni. Se una scuola intende attivare il latino opzionale, dovrà descriverne finalità e organizzazione nel PTOF e informare le famiglie, raccogliendo le adesioni e verificando la disponibilità di docenti con specifiche competenze; dove mancano, il Ministero prospetta la possibilità di convenzioni con istituti superiori.
Sul fronte pratico, un nodo riguarda i libri di testo: l'aggiornamento dei manuali in tempo per l'adozione resta un cantiere aperto, che le scuole seguiranno nelle prossime settimane insieme alle circolari operative.
In sintesi, per docenti e famiglie
- Da quando: anno scolastico 2026/27; infanzia in tutte le sezioni, primaria e secondaria di I grado dalle classi prime con introduzione progressiva.
- Latino: opzionale in seconda e terza media, circa un'ora a settimana, inserito dalle scuole nel PTOF su base opzionale.
- Primaria: più grammatica, corsivo, riassunti e memoria; prime competenze digitali.
- Storia e STEM: baricentro sulla civiltà occidentale; area STEM integrata e laboratoriale.
- Scuole: curricolo d'istituto e PTOF da aggiornare entro l'avvio dell'anno, in attesa delle circolari attuative.
Il messaggio di fondo, utile a chi teme rivoluzioni improvvise: le Indicazioni fissano una cornice prescrittiva quanto a competenze e obiettivi, ma la loro traduzione concreta nelle aule dipenderà, come sempre, dall'autonomia delle scuole e dal lavoro dei docenti.