Dal 7 luglio le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) dovranno raccogliere il consenso scritto di famiglie o studenti maggiorenni prima di avviare qualsiasi progetto che riguardi temi attinenti all'ambito della sessualità e che esca dal normale programma di studio. Lo prevede la legge 9 giugno 2026, n. 104, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che entra in vigore martedì prossimo: per i dirigenti e le segreterie l'estate diventa così il momento per preparare modulistica e procedure in vista del nuovo anno scolastico.
La legge non riguarda l'intero insegnamento, ma interviene su specifiche attività: ciò che cambia riguarda le attività extracurricolari e i progetti di ampliamento dell'offerta formativa che toccano espressamente la sfera sessuale.
Quando serve il consenso scritto
Il consenso è necessario per medie e superiori quando la scuola organizza un'attività o un progetto fuori dal programma curricolare obbligatorio che tratta temi attinenti all'ambito della sessualità. In pratica: incontri con esperti esterni, laboratori, cicli di lezioni dedicate, sportelli tematici e simili.
La legge fissa alcune regole precise sul come raccoglierlo:
- l'informativa alle famiglie deve arrivare almeno sette giorni prima dell'inizio dell'attività;
- deve indicare in modo chiaro finalità, obiettivi, contenuti, argomenti e modalità di svolgimento, oltre all'eventuale presenza di esperti esterni o associazioni;
- genitori e studenti maggiorenni hanno diritto a visionare in anticipo il materiale didattico che verrà utilizzato, così da poter decidere con cognizione di causa.
Cosa succede se una famiglia dice no
La legge distingue a seconda del tipo di attività. Per le attività extracurricolari, in caso di mancata adesione gli studenti si astengono dalla frequenza. Per le attività di ampliamento dell'offerta formativa, invece, la scuola è tenuta a garantire, con i propri strumenti di flessibilità didattica e organizzativa, attività formative alternative, in modo da evitare discriminazioni e tutelare il diritto all'istruzione. La legge prevede inoltre la presenza di un docente durante le attività che coinvolgono minori. Queste alternative vanno comunicate alle famiglie insieme alla richiesta di consenso.
Un punto importante sul piano organizzativo: la legge contiene una clausola di invarianza finanziaria. Gli istituti dovranno cioè assolvere questi nuovi adempimenti senza risorse aggiuntive, con personale e mezzi già disponibili.
Infanzia e primaria: attività escluse
Per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria la legge esclude in ogni caso le attività didattiche e progettuali sui temi della sessualità, fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali.
La novità che riguarda tutti i progetti con esterni
C'è un aspetto della legge che va oltre il tema della sessualità e che merita attenzione da parte di dirigenti e organi collegiali. L'articolo 2 stabilisce che il coinvolgimento di soggetti esterni in qualsiasi attività formativa — curricolare o extracurricolare, a prescindere dall'argomento — sia subordinato alla delibera del collegio dei docenti e all'approvazione del consiglio di istituto.
È il passaggio su cui si è concentrata parte del dibattito nel mondo della scuola: allarga in modo sensibile il perimetro delle autorizzazioni richieste per far entrare qualunque esperto o associazione, non solo per i progetti su affettività e sessualità.
Cosa fare adesso
Per le scuole i prossimi mesi serviranno soprattutto a organizzarsi. In concreto, gli istituti dovranno:
- predisporre la modulistica per l'informativa e la raccolta del consenso, con lo spazio per descrivere finalità, contenuti, materiali ed esperti coinvolti;
- definire le attività alternative da offrire a chi non aderisce, inserendole nel Piano triennale dell'offerta formativa;
- aggiornare le procedure interne per l'approvazione dei progetti con soggetti esterni, coinvolgendo collegio dei docenti e consiglio di istituto;
- valutare l'aggiornamento del patto educativo di corresponsabilità con le famiglie.
Nei prossimi mesi conviene comunque tenere d'occhio le comunicazioni ufficiali, che potranno fornire ulteriori indicazioni operative e chiarimenti applicativi, prima dell'avvio delle attività del nuovo anno. Il testo completo è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale.