Per l'anno scolastico 2026/27 i posti da presidi vacanti e disponibili sono 348, e la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici avverrà sul 100% delle disponibilità che restano dopo aver messo da parte i posti dei vincitori del concorso ordinario ancora da assumere. È il quadro emerso dall'informativa che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha fornito ai sindacati, e che ora prende forma nelle indicazioni operative agli Uffici scolastici regionali: tutte le operazioni dovranno concludersi entro il 15 luglio.

Chi è interessato — dirigenti che chiedono il trasferimento tra regioni, vincitori in attesa di nomina, colleghi che sperano di rientrare vicino casa — trova qui i numeri e i tempi che contano. Sono cifre ancora provvisorie, ma è su queste che si giocheranno le nomine di settembre.

Quanti posti ci sono davvero

L'Amministrazione ha spiegato di aver costruito la richiesta al Ministero dell'Economia sui dati di organico trasmessi dagli USR. In totale le richieste di autorizzazione ammontano a circa 366 unità, comprensive di 18 trattenimenti in servizio già autorizzati dagli Uffici regionali. Al netto di questi, i posti effettivamente vacanti e disponibili per le assunzioni si fermano attualmente a 348.

Il numero, però, non è definitivo. Come precisato nell'informativa sindacale, alcune cessazioni dal servizio non sono ancora state certificate dall'INPS: se altri pensionamenti verranno confermati, i posti disponibili potranno aumentare. Il quadro regione per regione, dunque, sarà chiaro solo più avanti.

Prima la mobilità, poi le assunzioni

La sequenza è quella già vista lo scorso anno. Prima di procedere ai trasferimenti, in ogni regione viene accantonata una quota di posti pari ai vincitori del concorso ordinario ancora da nominare. Su questo punto l'Amministrazione ha chiarito un aspetto che aveva generato incertezza: i "contingenti regionali dei concorsi ordinari" da mettere da parte riguardano soltanto i 255 vincitori non ancora assunti, e non gli idonei — pari a 116 — inseriti nelle graduatorie regionali diventate permanenti con la legge di bilancio 2026.

Su tutti i posti che restano dopo l'accantonamento scatta poi la mobilità interregionale al 100%. È la misura più attesa da chi chiede di cambiare regione: la possibilità di muoversi sull'intera disponibilità residua, e non solo su una quota. La copertura totale nasce da una norma che ha esteso al 2026/27 la mobilità straordinaria già prevista per l'anno precedente.

Solo a mobilità conclusa, sui posti rimasti liberi, partiranno le assunzioni dalle graduatorie: alle graduatorie del concorso ordinario regionale andrà almeno il 60% dei posti — comprensivi comunque di tutti quelli accantonati prima della mobilità — mentre la parte restante sarà destinata alla procedura riservata.

I tempi: cosa succede adesso

Le regole operative sono contenute nella circolare del MIM sul conferimento degli incarichi e sulla mobilità interregionale con decorrenza 1° settembre 2026. Il termine per presentare la domanda di mobilità interregionale, inizialmente fissato al 1° luglio dalla circolare MIM n. 16067, risulta prorogato — secondo quanto comunicato dalle associazioni di categoria (ANP e DirigentiScuola) — al 3 luglio 2026: chi intende muoversi può quindi presentare l'istanza online fino a tale data. Le successive operazioni di conferimento e trasferimento dovranno chiudersi entro il 15 luglio.

Chi vuole leggere il testo completo delle indicazioni può consultare la circolare pubblicata sul portale del Ministero, che detta la sequenza delle operazioni e i criteri di priorità.

I nodi ancora aperti

Sul tavolo restano alcune questioni non del tutto chiuse. I sindacati hanno chiesto procedure uniformi tra le regioni, il rispetto del CCNL e minore discrezionalità da parte degli USR, segnalando che i criteri di assunzione sono stati definiti con tempi stretti. C'è poi il tema delle fasce di complessità delle scuole, che determinano la "pesatura" degli incarichi: si tratta di un aspetto ancora in discussione, sul quale il confronto con le organizzazioni sindacali è destinato a proseguire, in attesa di indicazioni ufficiali che definiscano criteri e tempi della revisione.

Il quadro definitivo dei posti disponibili nelle singole regioni, secondo quanto riportato, dovrebbe delinearsi solo a operazioni di mobilità concluse: si tratta però di un'indicazione non ancora confermata da una fonte ministeriale primaria. Sarà quello il momento in cui si capirà davvero quante nomine partiranno e come si distribuiranno tra concorso ordinario e riservato. Fino ad allora, i 348 posti restano una fotografia di partenza, destinata con ogni probabilità ad ampliarsi con le ultime certificazioni sui pensionamenti.

Date da ricordare

  • 3 luglio 2026: termine prorogato per la domanda di mobilità interregionale.
  • 15 luglio 2026: chiusura delle operazioni di conferimento incarichi e mobilità.
  • 1° settembre 2026: decorrenza degli incarichi per il nuovo anno scolastico.