Gli aumenti di stipendio del nuovo contratto scuola sono ormai in dirittura d'arrivo, ma il rinnovo non è ancora completo: resta aperta tutta la parte che regola il lavoro di ogni giorno di docenti e personale ATA — permessi, lavoro agile, relazioni sindacali, organizzazione. In pratica, la busta paga sta per cambiare; le regole quotidiane no, non ancora.
Il CCNL "Istruzione e Ricerca" 2025-2027 si compone infatti di due tronconi. La parte economica — quella degli aumenti e degli arretrati — è stata sottoscritta come ipotesi il 1° aprile scorso e sta completando l'iter dei controlli. La parte normativa, cioè il "libretto di istruzioni" del rapporto di lavoro, è invece ancora sul tavolo dell'ARAN, l'agenzia che tratta i contratti pubblici con i sindacati.
Perché la parte normativa conta (anche senza soldi in più)
Un punto va chiarito subito, perché genera aspettative sbagliate. L'impianto del rinnovo privilegia l'anticipazione economica, con le risorse orientate soprattutto agli aumenti in busta paga. Questo significa che il confronto sulla parte normativa, allo stato, non dispone di nuove risorse: le modifiche in discussione non potranno comportare costi aggiuntivi. Niente nuovi capitoli di spesa, quindi, ma regole.
Regole che però pesano parecchio sulla vita lavorativa. Secondo quanto riferito nei comunicati sindacali, il confronto riguarda temi come la fruizione di permessi e ferie, il lavoro agile per il personale amministrativo, le materie da assegnare alla contrattazione di istituto o al semplice "confronto" con il dirigente, la trasparenza sulle scelte organizzative della scuola. Tutti temi che un docente o un collaboratore scolastico tocca con mano ogni settimana.
Cosa chiedono i sindacati
Nell'ultimo incontro del 24 giugno la FLC CGIL ha presentato un pacchetto di proposte per rafforzare diritti, tutele e partecipazione sindacale, giudicando il testo dell'ARAN ancora insufficiente soprattutto nella parte generale e nei capitoli su scuola e AFAM. Tra i pochi passi avanti segnalati, la precisazione sul diritto allo smart working per assistenti amministrativi e DSGA.
Anche la CISL Scuola, stando ai propri comunicati, insiste da tempo su un'idea di fondo: spostare più materie dal semplice "confronto" alla vera e propria contrattazione. Tra i temi che i sindacati riferiscono di aver posto sul tavolo figurerebbero i criteri di ripartizione delle risorse per le posizioni economiche del personale ATA, dove i ritardi nei pagamenti sono cronici, la formazione in servizio e una revisione delle regole di informazione sugli esiti della contrattazione di istituto, anche alla luce delle nuove norme europee sulla trasparenza retributiva. Si tratta di posizioni riportate dalle sigle, non ancora riscontrabili in un testo ufficiale ARAN della trattativa.
Diversi altri nodi ricorrono nelle richieste della categoria: la tutela della salute del personale, con un'attenzione esplicita al burnout, e la trasparenza nell'assegnazione dei docenti alle classi e alle sedi, uno dei terreni che più spesso finisce in contenzioso. Sono, per lo più, interventi "a costo zero", coerenti con il quadro senza nuove risorse descritto sopra.
Aumenti: a che punto siamo
Sul fronte economico, nell'incontro del 24 giugno l'ARAN ha comunicato che la sottoscrizione definitiva dell'accordo dovrebbe arrivare a breve, una volta chiusi positivamente i controlli degli organi competenti. Secondo quanto riferito dai sindacati e da alcune ricostruzioni giornalistiche, il personale della scuola e dell'AFAM pagato tramite NoiPA potrebbe vedere aumenti e arretrati già nelle buste paga di luglio o agosto: si tratta però di una previsione, non di una disposizione ufficiale rintracciabile su fonti NoiPA/MEF o ARAN. È un'ipotesi legata ai tempi della firma, non una data certa: conviene tenerla come previsione e verificare il cedolino sul portale NoiPA quando i pagamenti saranno effettivamente disposti.
La parte economica riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici del Comparto Istruzione e Ricerca e, oltre agli aumenti a regime, prevede il riconoscimento degli arretrati maturati dall'inizio del triennio. Gli importi variano per profilo professionale e anzianità di servizio: le tabelle di dettaglio sono state elaborate dagli uffici sindacali di categoria.
Quando si torna a trattare
Il confronto sulla parte normativa riprenderà il 22 luglio. Nel frattempo proseguono i tavoli tecnici dedicati a temi specifici, tra cui le scuole italiane all'estero e il settore AFAM. In altre parole: la trattativa non si ferma con l'estate, ma i tempi per un testo definitivo restano lunghi.
In sintesi, cosa aspettarsi
- Aumenti e arretrati: firma definitiva attesa a breve, possibile accredito su NoiPA tra luglio e agosto (da confermare).
- Regole del lavoro (permessi, lavoro agile, relazioni sindacali, assegnazioni): ancora in discussione, senza nuove risorse, con prossimo incontro il 22 luglio.
- Cosa fare ora: nulla di operativo per il singolo dipendente. Non ci sono domande da presentare né scadenze personali; conviene solo seguire gli aggiornamenti e controllare il cedolino quando arriveranno i pagamenti.
Il messaggio, per chi lavora nella scuola, è duplice: i soldi in più sono una parte del rinnovo e stanno arrivando; l'altra metà — quella che decide come si lavora davvero, giorno per giorno — è ancora tutta da scrivere.