Concorsi

Concorso scuole italiane all'estero 2026 (MAECI): bando e requisiti

01 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi sogna di insegnare in una scuola italiana all'estero ha un motivo concreto per tenere d'occhio la Gazzetta Ufficiale nelle prossime settimane: il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha presentato ai sindacati la bozza del nuovo bando per selezionare i docenti da destinare oltreconfine dall'anno scolastico 2026/27, e la pubblicazione ufficiale è attesa entro la fine di luglio. È una selezione riservata a chi è già di ruolo: non serve per entrare nella scuola, ma per ottenere un incarico all'estero.

La bozza è stata illustrata alle organizzazioni sindacali il 22 giugno scorso. Attenzione, però: si tratta ancora di un testo in fase di confronto. I contenuti che contano davvero — date, scadenze, punteggi definitivi — saranno solo quelli pubblicati in Gazzetta Ufficiale e sul sito del MAECI. Quanto segue va quindi letto come quadro di orientamento per prepararsi in anticipo, non come regola già valida.

Chi può partecipare

La selezione è aperta ai docenti a tempo indeterminato con almeno tre anni di servizio effettivo dopo il superamento del periodo di prova. È la stessa impostazione delle procedure precedenti, disciplinate dal decreto legislativo n. 64 del 2017 sul sistema della formazione italiana nel mondo.

Secondo quanto riferito da FLC CGIL e ANIEF sulla bozza, ci sono alcuni paletti pensati per garantire continuità nelle sedi estere. Non può candidarsi chi:

La selezione resta invece aperta anche a chi presta già servizio all'estero. La candidatura, sempre secondo la bozza, va presentata per la classe di concorso o il posto di titolarità.

Come funziona la selezione

Il cuore della procedura è un colloquio obbligatorio in presenza presso il MAECI a Roma. Solo chi lo supera accede alla successiva valutazione dei titoli: l'ordine è questo, quindi la prova orale è lo scoglio che seleziona davvero.

Il colloquio è organizzato in tre aree:

A ciascuna area possono essere assegnati fino a 20 punti, per un massimo di 60. Secondo la bozza, la soglia per superare la prova è fissata a 42 punti su 60. Su questo punto l'ANIEF ha chiesto un correttivo, proponendo di abbassare la soglia a 36 punti: un'indicazione che va presa per quello che è, cioè una richiesta sindacale in fase di confronto, non un dato acquisito.

Solo dopo il colloquio entrano in gioco i titoli. Sono valutabili, tra gli altri, titoli universitari aggiuntivi, dottorato di ricerca, certificazioni linguistiche, titoli di Italiano L2, anni di servizio di ruolo, servizio già prestato nel contingente MAECI e incarichi presso MAECI o MIM. Le graduatorie, secondo la bozza, avrebbero validità di nove anni scolastici.

Le novità e i nodi aperti

La novità più segnalata riguarda i docenti di strumento musicale, che per la prima volta potrebbero concorrere per le Scuole Europee. Le domande, stando alla bozza, andrebbero presentate tramite il portale dedicato alla selezione del personale scolastico estero con autenticazione SPID, con possibilità di candidarsi per una o più aree linguistiche.

Sul fronte sindacale la preoccupazione principale sono i tempi: se il bando esce a fine luglio, la finestra per presentare domanda rischia di aprirsi in pieno periodo estivo, con margini stretti. Proprio per questo conviene muoversi prima.

Cosa fare adesso

In attesa del testo ufficiale, chi è interessato può usare queste settimane per arrivare pronto:

Il punto di riferimento ufficiale resta la pagina del Ministero degli Affari Esteri dedicata alla selezione del personale scolastico da destinare all'estero, dove verranno pubblicati bando e allegati. Fino ad allora, meglio prepararsi senza dare per scontate cifre e scadenze che il testo ufficiale potrebbe modificare.

Tags: docenti concorso normativa
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