Con gli orali della Maturità 2026 in pieno svolgimento, la domanda che circola nelle sale professori è sempre la stessa: quanto si prende a fare il commissario? La risposta breve è che il compenso si compone di due parti — una legata alla funzione svolta e una alla distanza tra casa (o sede di servizio) e scuola d'esame — e che gli importi sono gli stessi da anni, perché fermi alla tabella del 2007.
Chi presiede una commissione percepisce di più di chi vi partecipa come membro; chi arriva da lontano riceve una quota di trasferta più alta di chi lavora sotto casa. Vediamo le cifre concrete e cosa conviene controllare sul cedolino.
Il compenso di funzione: presidente, esterni, interni
La prima voce è il compenso di funzione, riconosciuto per la partecipazione a ciascuna commissione. Gli importi lordi previsti sono:
- Presidente: 1.249,00 euro;
- Commissario esterno: 911,00 euro;
- Commissario interno: 399,00 euro.
Attenzione a una regola che pesa parecchio: se il presidente o il commissario esterno opera su una sola classe, il compenso di funzione si dimezza. Un presidente su classe unica, quindi, non prende 1.249 euro ma 624,50. Per il commissario interno il meccanismo è diverso: 399 euro per la prima classe, con la possibilità di un compenso aggiuntivo per le classi ulteriori, entro un tetto massimo.
La trasferta: conta il tempo, non la spesa
La seconda voce è il compenso di trasferta, e qui c'è l'equivoco più diffuso. Non si rimborsano le spese vere di benzina, treno o pranzo: si applica una quota forfettaria che dipende dal tempo di percorrenza con i mezzi di linea extraurbani più veloci tra la sede più vicina (servizio o residenza) e la scuola d'esame. Gli scaglioni previsti sono:
| Percorrenza | Importo lordo |
|---|---|
| Stesso comune o entro 30 minuti | 171,00 € |
| Da 31 a 60 minuti | 568,00 € |
| Da 61 a 100 minuti | 908,00 € |
| Oltre 100 minuti | 2.270,00 € |
Quindi un commissario che lavora nello stesso comune riceve la quota minima; chi affronta un tragitto lungo può arrivare a cifre molto più consistenti. Contano gli orari ufficiali dei mezzi in vigore all'inizio delle operazioni d'esame, non i ritardi, i trasbordi o le coincidenze perse.
Un dettaglio fiscale che spiega perché "in tasca" arriva meno
Il compenso di funzione (e quello per gli esami dei privatisti) concorre interamente alla base fiscale e contributiva: su quelle somme si applicano tasse e contributi come sulla normale retribuzione. La quota di trasferta, invece, è tassata solo per la parte eccedente 46,48 euro al giorno. È il motivo per cui il netto che compare sul cedolino è sensibilmente più basso del lordo tabellare: non è un errore, è il normale prelievo.
Quando e come arriva il pagamento
Il pagamento avviene tramite cedolino unico, cioè sullo stipendio gestito da NoiPA, generalmente in un'emissione successiva alla conclusione delle operazioni. In base al D.I. 24 maggio 2007, art. 7, su richiesta dell'interessato può essere concesso un anticipo fino al 50% dei compensi forfettari lordi spettanti, ma solo per i componenti nominati in un comune diverso da quello di servizio o di residenza.
I tempi di accredito dipendono dalla lavorazione della singola scuola e dai cedolini elaborati dal Ministero dell'Economia, e possono quindi variare da sede a sede. Chi vuole tenere d'occhio l'accredito può consultare la propria area personale e la sezione dedicata alle emissioni su NoiPA, dove compaiono i pagamenti in lavorazione una volta caricati.
Cosa controllare sul proprio cedolino
Prima di dare per scontato l'importo, conviene verificare tre cose. La prima è che sia stata attribuita la fascia di trasferta corretta, coerente con il tempo di percorrenza indicato nella domanda: eventuali discordanze vanno segnalate tempestivamente alla segreteria della scuola sede d'esame. La seconda è la presenza o meno del dimezzamento per classe unica, che cambia parecchio il totale per presidenti ed esterni. La terza riguarda i casi particolari — classi articolate, commissioni su sedi in comuni diversi, sostituzioni in corsa — dove il calcolo si fa pro quota e può discostarsi dallo schema base.
Per il personale con contratto in scadenza al 30 giugno e nominato in commissione, alcune ricostruzioni sindacali segnalano la possibilità di una proroga del rapporto fino al giorno conclusivo della sessione: si tratta di un aspetto da verificare con la propria segreteria, perché può incidere sia sulla retribuzione sia sulla copertura contributiva del periodo d'esame.
In sintesi: le cifre lorde sono note e stabili, ma il totale reale dipende da funzione, distanza e situazione specifica della commissione. Se qualcosa non torna sul cedolino, il primo interlocutore è la segreteria della scuola sede d'esame, che gestisce la liquidazione.
Segui News Istruzione su Google News
Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola