Gli arretrati del nuovo contratto scuola stanno per arrivare, ma il netto che troverai in busta paga sarà sensibilmente più basso del lordo di cui si legge in questi giorni: non è un errore né una decurtazione, è l'effetto della tassazione applicata alle somme riferite ad anni passati. In pratica, la cifra "lorda" annunciata dai sindacati è il punto di partenza, non l'importo che ti verrà accreditato.

La parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stata sottoscritta in via definitiva oggi, 1° luglio 2026, all'ARAN. Da qui partono aumenti e arretrati per il periodo pregresso, che il personale della scuola e dell'AFAM potrebbe vedere sui cedolini NoiPA nei mesi successivi; secondo previsioni di stampa e sindacali i primi accrediti potrebbero arrivare tra luglio e agosto, ma non risulta al momento una data ufficiale di pagamento confermata da NoiPA o dal MEF. Prima di fare i conti su quanto entra davvero, però, conviene capire come vengono tassate quelle somme.

Perché il netto è più basso del lordo

Gli arretrati contrattuali non sono soldi "in più" esentasse: sono retribuzione a tutti gli effetti, e come tale vengono tassati. La differenza rispetto allo stipendio ordinario sta nel modo in cui si calcola il prelievo, e cambia a seconda dell'anno a cui si riferiscono le somme.

  • Quota riferita al 2025 (anno già chiuso): rientra nella cosiddetta tassazione separata, pensata proprio per gli arretrati di annualità precedenti.
  • Quota riferita ai mesi del 2026 (anno in corso): segue invece la tassazione ordinaria, cioè si somma al reddito dell'anno e sconta l'aliquota marginale del tuo scaglione.

È soprattutto la prima quota a spiegare la "forbice" tra lordo e netto: la tassazione separata evita che l'intero arretrato, sommato allo stipendio del 2026, faccia scattare aliquote più alte, ma comporta comunque un prelievo.

Come funziona la tassazione separata

Per gli arretrati riferiti ad anni precedenti la legge prevede un meccanismo dedicato: invece di applicare l'aliquota dell'anno in cui incassi, si usa un'aliquota media calcolata sui due anni anteriori. Per i dipendenti pubblici il calcolo lo fa direttamente il sostituto d'imposta, cioè NoiPA, in fase di erogazione.

Un punto importante, spesso fonte di equivoci: quello trattenuto sul cedolino è solo un acconto. L'Agenzia delle Entrate ricalcola successivamente l'imposta effettiva sulla base della tua situazione reddituale, e da lì può arrivare un conguaglio — a debito o a credito — negli anni seguenti. Detto in modo semplice: la cifra netta che vedi ad agosto potrebbe non essere quella definitiva. Le regole di questo meccanismo sono spiegate sul portale NoiPA.

Quanto si parla, in cifre

Sugli importi conviene la massima prudenza, perché l'arretrato dipende da profilo, anzianità e posizione economica di ciascuno e sarà certo solo a cedolino emesso. Secondo il comunicato ARAN del 1° luglio 2026, gli arretrati stimati al 30 giugno 2026 si collocano in una forbice indicativa compresa tra circa 815 e circa 1.250 euro lordi. Ma si tratta appunto di stime sul lordo: il netto sarà inferiore, e di quanto dipende dalle aliquote applicate al tuo caso.

Per questo è poco utile inseguire "la cifra" vista in giro: due colleghi con lo stesso profilo possono ricevere netti diversi a seconda del reddito degli anni precedenti, che incide sull'aliquota della tassazione separata. L'unico dato affidabile è quello del tuo cedolino.

Dove e come controllare

Non serve presentare alcuna domanda: aumenti e arretrati sono erogati in automatico da NoiPA. Quello che puoi fare è tenere d'occhio l'area riservata e leggere il cedolino voce per voce quando arriverà l'accredito.

  • Accedi alla tua area personale su NoiPA e apri il cedolino del mese in cui compaiono gli arretrati.
  • Cerca le voci relative agli arretrati contrattuali e distingui la parte a tassazione separata da quella ordinaria: aiuta a capire perché il netto si discosta dal lordo annunciato.
  • Conserva il cedolino: servirà come riferimento se, in sede di dichiarazione o conguaglio, l'imposta definitiva risulterà diversa dall'acconto trattenuto.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Con la firma di oggi, gli aumenti a regime — indicati dalle sigle sindacali in circa 141 euro lordi medi mensili, con valori differenziati tra docenti e ATA — e i relativi arretrati entrano nella fase operativa. La tempistica dell'accredito resta però legata ai passaggi amministrativi: fonti sindacali indicano luglio o agosto come mesi possibili per i primi cedolini, ma un eventuale slittamento tecnico non è escluso.

In sintesi: l'arretrato è una buona notizia, ma va letto per quello che è. Il numero "lordo" serve a farsi un'idea dell'ordine di grandezza; il numero che conta è il netto sul tuo cedolino, e su quello incide la tassazione separata sulle annualità pregresse. Verifica lì, non sulle stime generali, e tieni presente che l'imposta definitiva potrà essere aggiustata in un secondo momento.