Chi punta alla specializzazione sul sostegno deve muoversi in fretta: il Ministero dell'Università e della Ricerca ha dato il via libera all'XI ciclo del TFA sostegno, con 30.241 posti autorizzati e i test preselettivi in calendario dal 14 al 17 luglio 2026. La cosa da fare subito è una sola: tenere d'occhio il sito dell'ateneo (o degli atenei) a cui si vuole concorrere, perché sono le singole università a pubblicare i bandi con posti, scadenze e modalità d'iscrizione, e i tempi per presentare domanda saranno molto stretti.
Il provvedimento è il decreto ministeriale n. 926 del 26 giugno 2026, firmato dalla ministra Anna Maria Bernini, che autorizza l'attivazione dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico per l'anno accademico 2025/2026. Insieme al decreto è stata pubblicata la Tabella A, che ripartisce i posti tra le università italiane per ogni grado di scuola. Il testo è consultabile sul sito del Ministero: decreto e Tabella A sul portale MUR.
Quanti posti e per chi
I 30.241 posti complessivi sono distribuiti su base regionale in base al fabbisogno rilevato dal Ministero e coprono tutti i gradi: infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. La quota più alta riguarda la primaria. È un numero importante per un settore che da anni soffre la carenza di insegnanti specializzati: la stessa FLC CGIL, nei giorni scorsi, aveva sollecitato il MUR ad avviare i percorsi e a calibrare i contingenti sul reale fabbisogno delle scuole.
Il calendario delle prove
Le selezioni si aprono con il test preselettivo e si svolgono in mattinata, con un calendario differenziato per grado fissato a livello nazionale dal decreto: il 14 luglio 2026 per la scuola dell'infanzia, il 15 luglio per la primaria, il 16 luglio per la secondaria di primo grado e il 17 luglio per la secondaria di secondo grado. Sono invece i singoli atenei a disciplinare gli aspetti organizzativi e didattici, fissando nel proprio bando sede, orari e ulteriori dettagli.
La struttura della selezione resta quella consueta: una prova preselettiva, una o più prove scritte (o pratiche) e una prova orale. Superano la preselettiva, ed accedono alla prova scritta, i candidati pari al doppio dei posti messi a bando per ciascun grado nell'ateneo scelto.
Chi può saltare la preselettiva
Due categorie hanno una corsia agevolata. Chi nei dieci anni scolastici precedenti ha svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, sullo specifico posto di sostegno del grado a cui si riferisce la procedura, accede direttamente alla prova scritta. Sono inoltre esonerati dalla preselettiva i candidati con disabilità nei termini previsti dalla normativa. Resta confermata anche la possibilità di percorsi abbreviati per chi è già specializzato su un altro grado e si colloca utilmente in graduatoria.
Le novità di questo ciclo
La novità più rilevante riguarda la didattica: gli atenei potranno erogare, in via sperimentale, fino al 20% del monte ore complessivo in modalità telematica. Restano invece obbligatorie, con frequenza integrale, le attività di laboratorio e di tirocinio. Il decreto fissa anche un termine: tutti i corsi dovranno concludersi entro il 30 giugno 2027.
Cosa fare adesso
In attesa che escano i bandi, conviene preparare per tempo titoli e documentazione e verificare i requisiti d'accesso per il proprio grado. Alcune università hanno già aperto o annunciato le iscrizioni, con finestre di pochi giorni: chi è interessato a un ateneo specifico farebbe bene a controllarne quotidianamente il sito, perché tra la pubblicazione del bando e la scadenza delle domande passerà poco tempo. Per i requisiti e le modalità il riferimento resta il bando di ciascun ateneo, che recepisce le indicazioni del decreto ministeriale.
Per chi ha già lavorato sul sostegno o possiede una specializzazione su un altro grado, vale la pena verificare subito se rientra tra chi accede direttamente alla prova scritta o può seguire un percorso abbreviato: sono condizioni che cambiano sensibilmente l'impegno richiesto nelle prossime settimane.
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