Dal prossimo settembre cento scuole italiane attiveranno il "Liceo Matematico": più ore dedicate alla matematica, ma senza un nuovo indirizzo e senza cambiare il diploma finale. Se siete genitori o studenti e vi state chiedendo se vale la pena cercare un istituto che partirà con questa sperimentazione, ecco in concreto cosa comporta e cosa no.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha autorizzato la sperimentazione nazionale del Liceo Matematico con il decreto ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026. L'avvio è fissato per l'anno scolastico 2026/2027 e il percorso durerà cinque anni, con un monitoraggio strutturato a livello nazionale. Le istituzioni coinvolte in questa prima fase sono un centinaio, individuate in un apposito allegato al decreto.
Non è un nuovo indirizzo: cosa cambia davvero
Il punto più importante da chiarire, perché è quello che genera più confusione tra le famiglie, è questo: il Liceo Matematico non è un nuovo tipo di liceo e non sostituisce lo scientifico o il classico. Si tratta di un progetto di potenziamento che si innesta nei percorsi liceali già esistenti — in particolare classico, scientifico e scientifico delle scienze applicate — arricchendoli con ore aggiuntive di laboratorio. In altre parole, lo studente resta iscritto al suo liceo e consegue lo stesso diploma di sempre.
Il cuore della proposta è il cosiddetto Laboratorio Matematico: uno spazio didattico pensato per collegare la matematica agli altri saperi, da quelli scientifici a quelli umanistici. L'idea di fondo è presentare la disciplina non come un insieme di formule da memorizzare, ma come un linguaggio per leggere problemi reali, argomentare e ragionare. Tra i temi che il ministero indica come centrali ci sono anche l'intelligenza artificiale e l'uso consapevole dei dati.
Quante ore in più e chi insegna
Secondo quanto reso noto dal MIM, l'impegno orario aggiuntivo è contenuto e distribuito così:
- Primo biennio: due ore settimanali in più;
- Triennio successivo: un'ora settimanale in più.
A occuparsi del laboratorio saranno docenti già presenti nel consiglio di classe, appartenenti alle classi di concorso A-26 (Matematica) o A-27 (Matematica e Fisica). Non arriva quindi, di norma, un insegnante esterno: il progetto viene affidato a professori che gli studenti già conoscono, i quali coordineranno anche il dialogo con le università coinvolte. Proprio il legame con il mondo accademico è uno degli aspetti più caratterizzanti: la sperimentazione nasce da un percorso avviato negli anni dall'Università di Salerno e dal gruppo "Licei Matematici" dell'Unione Matematica Italiana, il cui impianto è stato recepito dal ministero.
Il diploma e la maturità restano gli stessi
Una rassicurazione utile per chi teme complicazioni in vista dell'esame di Stato: le regole della maturità non cambiano. Gli studenti che frequentano una classe con il Liceo Matematico conseguono il diploma secondo le norme già in vigore per il loro indirizzo liceale. Le ore aggiuntive arricchiscono il percorso, ma non introducono una prova d'esame diversa né un titolo differente.
Particolare attenzione, segnala il ministero, sarà rivolta all'inclusione, perché anche gli studenti con bisogni educativi speciali possano partecipare pienamente alle attività di laboratorio.
Cosa fare adesso, se interessati
Per chi sta valutando l'iscrizione del prossimo anno, il consiglio pratico è verificare se la scuola di interesse rientra tra quelle individuate dal decreto: l'elenco degli istituti è contenuto nell'allegato al provvedimento ministeriale. La partecipazione, infatti, riguarda solo le scuole inserite in questa prima fase sperimentale. Trattandosi di un avvio, è probabile che nelle prossime settimane i singoli istituti pubblichino sui propri siti le informazioni operative su come si organizzeranno le ore aggiuntive.
Per il testo ufficiale e gli aggiornamenti conviene fare riferimento direttamente al portale del Ministero: mim.gov.it.
Nel complesso, si tratta di una novità che amplia l'offerta formativa senza stravolgere il percorso liceale: chi entra in una classe del Liceo Matematico studia qualche ora in più con un taglio più sperimentale e interdisciplinare, ma esce con lo stesso diploma dei compagni. Sarà il monitoraggio dei prossimi anni a dire se il modello potrà essere esteso oltre le scuole pilota.
Segui News Istruzione su Google News
Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola