Se sei tra gli idonei di un concorso e ti sei iscritto a un elenco regionale, tieni a mente una cosa: quell'elenco non ti mette davanti a nessuno. È l'ultima rete che si apre solo se, dopo aver chiamato vincitori e idonei delle graduatorie ordinarie, restano ancora cattedre scoperte. Con le immissioni in ruolo che partiranno a luglio, gli elenchi regionali tornano al centro dell'attenzione, ma è facile farsi un'idea sbagliata di quanto pesino davvero.
Gli Uffici scolastici regionali hanno pubblicato in queste settimane gli elenchi della propria regione, divisi per classe di concorso e tipo di posto. Vedere comparire il proprio nome è un passo avanti reale verso il ruolo. Ma la posizione in quell'elenco non è un titolo di nomina automatica: vale solo se sul tuo posto, nella tua provincia, non arriva prima qualcun altro da una graduatoria con priorità più alta.
Cos'è davvero un elenco regionale
È una lista, costruita regione per regione, che raccoglie chi ha superato un concorso bandito dal 2020 in poi senza rientrare tra i vincitori. Lo strumento è stato istituito per non disperdere il bacino di chi ha già dimostrato di avere i requisiti, evitando che l'idoneità resti un traguardo senza effetti pratici. La cornice è fissata dal Testo Unico della scuola (art. 399), con le modalità operative definite per quest'anno da un apposito decreto ministeriale.
Le domande di iscrizione si sono chiuse il 25 maggio scorso, presentate sul Portale Unico del reclutamento. Chi non ha fatto domanda entro quel termine, quest'anno non è in elenco: è bene ricordarlo per evitare attese mal riposte.
Quando si attiva: la regola da capire
Qui sta il punto che conta. L'elenco regionale è uno strumento residuale: si tocca solo dopo aver esaurito tutto il resto. L'ordine, per la quota dei posti destinata ai concorsi, è questo:
- prima le graduatorie di merito ancora vigenti dei concorsi e i relativi idonei previsti dalla normativa;
- poi, se restano posti autorizzati e ancora vacanti, si scorre l'elenco regionale;
- solo dopo, sul sostegno, intervengono la prima fascia delle GPS e l'eventuale chiamata interprovinciale.
Tradotto: se le graduatorie ordinarie della tua classe di concorso coprono già tutti i posti disponibili, dall'elenco regionale non si pesca affatto. Se invece in quella regione e in quella classe le liste sono quasi esaurite e i posti residui sono molti, l'elenco può diventare un'occasione concreta. Per questo l'incidenza cambia tantissimo da regione a regione e da materia a materia: non esiste una risposta valida per tutti.
Il nodo che blocca ancora tutto
C'è un passaggio da cui dipende l'intera operazione, e al momento non è ancora arrivato: l'autorizzazione del contingente da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze. È il MEF a fissare quante assunzioni si possono fare, sulla base della sostenibilità finanziaria. Solo dopo quel via libera il Ministero dell'Istruzione e del Merito ripartisce i posti tra le regioni, e ogni Ufficio scolastico li distribuisce per provincia, classe di concorso e tipo di posto.
I posti potenzialmente vacanti dopo la mobilità sono già stati calcolati, ma è una soglia teorica: le assunzioni effettive saranno pari o inferiori a quel numero, a seconda di quanto verrà finanziato. L'autorizzazione è attesa tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio. Finché non esce, ogni stima sulla "capienza" degli elenchi regionali resta un calcolo sulla carta.
Cosa fare adesso
Se hai presentato domanda entro il 25 maggio, conviene muoversi su pochi fronti concreti:
- Controlla posizione e punteggio nell'elenco pubblicato dal tuo USR: se noti un errore, segnalalo subito all'ufficio competente, prima che parta lo scorrimento.
- Tieni aggiornati i recapiti sul portale Istanze Online: le convocazioni viaggiano da lì e da quel canale parte la chiamata per la scelta della provincia.
- Segui gli avvisi dell'Ufficio scolastico regionale di riferimento, perché le finestre per esprimere le preferenze sono spesso strettissime, talvolta di poche ore, e variano da regione a regione.
Un dettaglio utile per chi è iscritto in più liste: chi accetta un contratto a tempo indeterminato viene poi cancellato dagli altri elenchi regionali in cui risulta. Vale la pena ragionare in anticipo sulle proprie priorità, perché in fase di convocazione i tempi per decidere sono ridotti. Il consiglio di fondo resta uno: non lasciarsi "distrarre" dalla novità degli elenchi e continuare a seguire il regolare scorrimento delle graduatorie, che vengono prima. Tutto il calendario, comunque, prenderà forma solo dopo il via libera del MEF e le istruzioni operative del Ministero.