Torna la Carta "Dedicata a te" anche per il 2026: un contributo da 500 euro per la spesa alimentare, destinato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. Non serve presentare alcuna domanda, ma una cosa è fondamentale fin da subito: avere un ISEE 2026 aggiornato e valido. È questo l'unico passo che spetta al cittadino; tutto il resto lo fanno INPS, Comuni e Poste Italiane.
La misura interessa molti docenti, personale ATA e genitori a reddito basso, soprattutto chi lavora con contratti brevi o saltuari. Per questo conviene capire bene chi può rientrare e che cosa fare adesso per non restare fuori.
Chi può riceverla
Il requisito di base è un ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro, con tutti i componenti del nucleo regolarmente iscritti all'anagrafe della popolazione residente in Italia. Attenzione però: avere l'ISEE sotto soglia non garantisce automaticamente la carta. Le risorse sono limitate e vengono distribuite Comune per Comune secondo una graduatoria.
Nella selezione, infatti, contano la composizione del nucleo e il valore dell'ISEE. La priorità va alle famiglie con almeno tre componenti, partendo da quelle con figli più piccoli, e a parità di condizioni viene favorito chi ha l'ISEE più basso. Solo se restano carte non assegnate i Comuni possono destinarle ad altri nuclei in stato di bisogno.
Chi resta escluso
Non spetta ai nuclei in cui anche un solo componente percepisce altre misure di sostegno al reddito o contro la povertà. Tra queste rientrano, in particolare, l'Assegno di inclusione, la Carta acquisti e gli ammortizzatori sociali come la NASpI, oltre ad altre forme di integrazione del reddito. In pratica, la carta è pensata per chi è in difficoltà economica ma non è già coperto da altri sussidi nazionali, regionali o comunali.
Quando arrivano i 500 euro
Secondo quanto riportato dalle fonti che hanno anticipato i contenuti del provvedimento, il decreto attuativo è stato firmato dai ministeri competenti (Agricoltura, Lavoro ed Economia) nelle scorse settimane, ma per diventare operativo deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale insieme alle istruzioni. Solo dopo quella pubblicazione partiranno le verifiche di INPS e Comuni.
In base al cronoprogramma circolato, la prima ricarica da 500 euro è attesa a partire da ottobre 2026. La novità di quest'anno è che la misura viene impostata su due annualità: chi rientra nel 2026 dovrebbe poter contare anche su una seconda ricarica nel 2027, il cui importo potrà però essere rideterminato in base alle risorse disponibili. Si tratta di indicazioni da confermare con il testo definitivo: meglio considerarle un quadro di massima e non date certe.
Come funziona, in concreto
La procedura è interamente automatica. L'INPS individua i potenziali beneficiari incrociando i dati ISEE e gli altri requisiti, poi trasmette gli elenchi ai Comuni, che effettuano le verifiche prima dell'assegnazione definitiva. Chi risulta avente diritto riceve una comunicazione dal proprio Comune con le istruzioni per il ritiro della carta presso gli uffici postali. Chi possiede già una carta attiva dalle edizioni precedenti si vedrà accreditare l'importo direttamente su quella, senza ritirarne una nuova.
Una volta ricevuta, la carta va attivata e utilizzata entro i termini che saranno fissati: in caso di mancato utilizzo entro la scadenza, il contributo si perde e le somme non spese non vengono rimborsate. La carta serve solo per l'acquisto di beni alimentari di prima necessità, con esclusione delle bevande alcoliche, presso gli esercizi convenzionati.
Cosa fare adesso
L'unica mossa utile è una: verificare di avere un ISEE 2026 valido. Se non lo si è ancora richiesto, conviene presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) il prima possibile, perché senza un ISEE in corso di validità non si entra nemmeno tra i potenziali beneficiari. Negli anni scorsi la "fotografia" delle famiglie aventi diritto veniva scattata alla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale: chi non aveva ancora l'ISEE a quella data restava escluso.
Diffidare invece di chiunque proponga di "fare domanda online" per la carta: la domanda non esiste e non è prevista. L'ISEE si può richiedere gratuitamente tramite un CAF o un patronato. Per le informazioni ufficiali e gli aggiornamenti sulle prossime istruzioni operative conviene seguire il sito dell'INPS, che pubblicherà i dettagli una volta perfezionato l'iter del provvedimento.