Se quest'estate punti a una supplenza e temi di restare con poche ore in mano, dal 2026/27 cambia qualcosa a tuo favore: gli spezzoni della stessa classe di concorso vengono aggregati dagli Uffici scolastici in veri e propri posti orario, e chi accetta uno spezzone non perde il diritto a completare l'orario fino alla cattedra intera, restando nella propria provincia. In pratica, due frazioni della stessa materia — per esempio 10 ore in una scuola e 8 in un'altra — possono diventare un unico incarico da 18 ore assegnato a un solo docente.
È bene chiarire subito una cosa: questo tema è distinto dalla scelta delle 150 preferenze, anche se i due passaggi si incrociano nella stessa domanda. Le 150 preferenze servono a indicare dove vuoi lavorare; le regole sugli spezzoni dicono invece cosa succede alle ore "spaiate" e come puoi sommarle. Capire la differenza ti aiuta a compilare l'istanza senza farti sfuggire opportunità.
Spezzoni aggregati: cosa significa per chi cerca un incarico
L'obiettivo dichiarato dal Ministero è ridurre il numero dei contratti su poche ore e offrire incarichi di maggiore consistenza. Tutte le disponibilità orarie che, dopo la formazione delle cattedre, non bastano a comporre un posto intero vengono raccolte a livello territoriale e accorpate per tipo di posto e classe di concorso. L'O.M. 27/2026 conferma che l'aggregazione degli spezzoni avviene su base territoriale, demandata agli Uffici scolastici competenti; le modalità operative di dettaglio — come l'individuazione della scuola che gestisce il rapporto e il successivo trattamento del posto nello scorrimento delle GPS o, in caso di esaurimento, nelle graduatorie d'istituto — sono rimesse alle note e ai provvedimenti applicativi degli stessi Uffici, che è bene verificare di volta in volta.
Per te, in concreto, significa che accettare uno spezzone non è più necessariamente un ripiego: può essere il primo mattone di una cattedra piena. Resta però un punto fermo già noto: l'aggregazione tra scuole è decisa dall'Ufficio, non sei tu a costruirla.
Il diritto al completamento: come funziona
Chi riceve uno spezzone mantiene la possibilità di arrivare all'orario d'obbligo previsto per il personale di ruolo attraverso ulteriori ore. Il completamento può avvenire anche con più contratti a tempo determinato contemporanei, purché non si superi il monte ore massimo, e sempre all'interno della stessa provincia di inserimento. Per la secondaria, le ore di completamento possono appartenere alla stessa classe di concorso oppure, a seconda delle opzioni scelte, ad altra classe per cui sei abilitato.
Attenzione a un meccanismo che pesa molto: ai sensi dell'O.M. 27/2026, art. 12, comma 12, il diritto al completamento si esercita entro la provincia e secondo le preferenze effettivamente espresse, perché il sistema cerca il completamento solo tra le preferenze che hai indicato. È quindi opportuno, se punti a sommare le ore in un determinato ambito, costruire una domanda con preferenze coerenti tra loro, così da rendere materialmente possibile l'aggregazione delle ore disponibili. Se non indichi la disponibilità agli spezzoni o non spunti la volontà di completare, riduci le possibilità che l'algoritmo ti assegni o completi un incarico costruito sugli spezzoni aggregati, nei limiti e secondo le preferenze previste dalla norma.
Le scadenze da segnare
La domanda per le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche, con le 150 preferenze e le opzioni sugli spezzoni, si presenta su POLIS – Istanze On Line con SPID o CIE. Secondo quanto riportato da fonti sindacali con riferimento alla circolare MIM n. 11814 del 6 maggio 2026, la finestra dovrebbe aprirsi indicativamente nella seconda metà di luglio 2026 (le date del 16 luglio e del 29 luglio 2026 alle ore 14:00 sono quelle circolate, ma vanno confermate sul testo ufficiale e sulle istruzioni MIM al momento dell'apertura). Ai sensi dell'O.M. 27/2026, art. 12, comma 4, chi non presenta l'istanza entro il termine è considerato rinunciatario alle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche da procedura informatizzata, per le graduatorie e le preferenze interessate, pur potendo poi essere convocato dalle graduatorie d'istituto; la mini call veloce, invece, riguarda la specifica procedura interprovinciale sul sostegno e non costituisce una conseguenza valida indistintamente per tutti gli aspiranti.
Sul versante delle scuole, i tempi sono ancora più stretti: i dirigenti devono verificare entro metà luglio la disponibilità dei docenti interni ad accettare gli spezzoni fino a sei ore e comunicare poco dopo agli Uffici territoriali le classi di concorso interessate. È su questa base che, da settembre, viene costruito l'ordine di priorità per l'assegnazione delle ore.
Cosa fare adesso
In vista dell'apertura delle domande, conviene arrivare preparati. Tre mosse utili:
- Studia il territorio. Se vuoi davvero il completamento, individua comuni e distretti in cui esistono più scuole della tua classe di concorso, così che le ore possano sommarsi.
- Costruisci preferenze "coerenti". Ricorda che il completamento viene cercato solo tra le sedi che indichi: preferenze sparse e scollegate rendono difficile aggregare le ore.
- Decidi in anticipo la soglia minima di ore che sei disposto ad accettare e le opzioni di completamento (stessa classe, altra classe, ambito territoriale), per non compilare in fretta a domanda aperta.
Le regole di riferimento sono quelle dell'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 e delle successive note operative del Ministero sulla gestione degli spezzoni. Prima di inviare l'istanza, vale la pena rileggere le indicazioni ufficiali e, in caso di dubbi sulla compilazione, confrontarsi con il proprio sindacato o con lo sportello dell'Ufficio scolastico provinciale.
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