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Educazione sessuale a scuola 2026: serve il consenso dei genitori

Educazione sessuale a scuola 2026: serve il consenso dei genitori

Dal prossimo anno scolastico le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) dovranno acquisire il consenso scritto e preventivo dei genitori — o degli studenti stessi se maggiorenni — prima di svolgere attività extracurricolari di educazione sessuale e affettiva. Lo stabilisce la legge sul cosiddetto "consenso informato", divenuta legge dello Stato dopo il via libera definitivo del Senato. Nella scuola dell'infanzia e nella primaria, invece, queste tematiche non potranno essere trattate in alcuna forma.

Il provvedimento, fortemente voluto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e da molti noto come "ddl Valditara", ridefinisce i confini tra autonomia scolastica, ruolo delle famiglie e contenuti dell'offerta formativa. È uno dei temi più dibattuti e divisivi degli ultimi mesi nel mondo della scuola.

Cosa prevede la nuova legge

Secondo il comunicato del Ministero dell'Istruzione e del Merito, la norma introduce regole differenziate in base all'età degli studenti. Il principio centrale è il consenso preventivo, in forma scritta, per tutte le attività scolastiche — anche extracurricolari — che trattano sessualità e affettività.

  • Infanzia e primaria: divieto assoluto e inderogabile di progetti, laboratori o attività specifiche sull'educazione sessuale o affettiva.
  • Medie e superiori: attività possibili solo previa acquisizione del consenso informato scritto delle famiglie o dello studente maggiorenne.
  • Informativa preventiva: prima di chiedere l'autorizzazione, l'istituto deve fornire dettagli su obiettivi, contenuti, materiali didattici ed eventuali esperti esterni coinvolti.
  • Attività alternative: per chi non aderisce, la scuola deve garantire percorsi formativi alternativi, sul modello già adottato per l'insegnamento della religione cattolica.

Come si svolge la richiesta di consenso

La richiesta alle famiglie dovrà esplicitare le finalità, gli obiettivi educativi e formativi, i contenuti, gli argomenti e le modalità di svolgimento delle attività. I materiali didattici dovranno essere resi disponibili per la visione preventiva. Solo dopo questa informativa dettagliata i genitori potranno esprimere consenso o diniego.

Il progetto formativo dovrà inoltre essere approvato dagli organi collegiali della scuola — collegio dei docenti e consiglio d'istituto — che valuteranno competenze e affidabilità dei soggetti esterni coinvolti, tenendo conto dell'età e del grado di maturazione degli studenti.

Cosa resta nei programmi curricolari

Il Ministero ha precisato che alcuni contenuti restano comunque parte integrante dei programmi e non rientrano nel nuovo sistema di autorizzazione. In particolare, l'educazione sessuale in senso biologico continuerà a essere trattata nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Il Ministro ha annunciato anche l'introduzione, nei programmi delle medie e nelle scienze delle superiori, dell'educazione alla prevenzione dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili.

Restano inoltre nei programmi di educazione civica i temi del rispetto, della non discriminazione, dell'empatia e delle relazioni tra persone, senza però trattazioni specifiche sulla sessualità.

L'iter parlamentare e i numeri del voto

Il testo, già approvato dalla Camera dei Deputati, ha ottenuto il via libera definitivo del Senato con 78 voti favorevoli e 38 contrari. Da quel momento il provvedimento è legge dello Stato. Il testo consolidato sarà consultabile sul portale Normattiva e la pubblicazione ufficiale è reperibile sulla Gazzetta Ufficiale.

Le reazioni: un tema che divide

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato di "riforma storica", sostenendo che la legge tutela i minori e restituisce ai genitori voce sulle tematiche dell'identità di genere. Sulla stessa linea la sottosegretaria Paola Frassinetti, che ha sottolineato il valore di trasparenza e collaborazione tra scuola e famiglia.

Di segno opposto le posizioni delle opposizioni e di diverse associazioni. Save the Children ha avvertito che la norma rischia di rafforzare le disuguaglianze educative, mentre ActionAid ha espresso critiche sull'impatto in termini di prevenzione della violenza di genere. Favorevoli, invece, associazioni come il Moige e Pro Vita & Famiglia, che hanno definito l'approvazione un risultato atteso da anni.

Cosa fare adesso

In attesa delle indicazioni operative del Ministero per l'attuazione, dirigenti scolastici, docenti e famiglie possono prepararsi così:

  • Scuole: rivedere progetti e protocolli su affettività e sessualità, predisponendo modulistica per il consenso informato e le attività alternative.
  • Famiglie: attendere dall'istituto l'informativa dettagliata su obiettivi, contenuti e materiali prima di autorizzare la partecipazione.
  • Studenti maggiorenni: potranno firmare autonomamente il consenso.
  • Tutti: verificare gli aggiornamenti ufficiali sul sito del MIM e sui canali della propria scuola.

Aggiornamento giugno 2026: la legge è già in vigore; si attendono le circolari applicative del Ministero per la concreta organizzazione delle attività dal prossimo anno scolastico.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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