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Maturità 2026, l'orale: da dove parte e come funziona

Maturità 2026, l'orale: da dove parte e come funziona

Il colloquio orale della Maturità 2026 non parte dalla relazione sulla Formazione scuola-lavoro (l'ex PCTO), ma da una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum dello studente. È quanto il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ribadito nei chiarimenti diffusi nei giorni scorsi, mentre gli orali sono già entrati nel vivo in tutta Italia.

I primi colloqui sono partiti, secondo i calendari fissati da ciascuna commissione, dai giorni successivi alle prove scritte: la seconda prova si è svolta venerdì 19 giugno e i primi orali sono stati convocati a partire da lunedì 22 giugno. La prova riguarda gli oltre 500mila studenti che hanno affrontato gli scritti.

Da dove parte l'orale della Maturità 2026

La novità più rilevante riguarda l'avvio della prova. Non c'è più il documento, il testo o l'immagine "a sorpresa" scelti dalla commissione come spunto iniziale. Il colloquio comincia con una riflessione dello studente sul proprio percorso, costruita anche sulle informazioni contenute nel Curriculum dello studente.

La relazione sulla Formazione scuola-lavoro fa parte dell'orale, ma non ne costituisce più il momento di apertura: viene inserita nello sviluppo complessivo della prova. Lo precisano le indicazioni ministeriali sull'Esame di Stato del secondo ciclo.

Le fasi del colloquio

Pur con l'autonomia riconosciuta alle commissioni nel gestire i passaggi, la prova segue una sequenza ricostruibile in più momenti:

  • Riflessione iniziale del candidato sul percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum dello studente;
  • approfondimento sulle quattro discipline individuate per l'indirizzo;
  • esposizione delle esperienze di Formazione scuola-lavoro (ex PCTO), tramite breve relazione o elaborato multimediale;
  • verifica delle competenze di Educazione civica, con riferimento al percorso svolto dalla classe.

Secondo le indicazioni riportate dalle testate specializzate, la durata media del colloquio si attesta tra i 45 e i 60 minuti, senza un limite fissato per legge.

Le quattro materie caratterizzanti

L'orale non verte più sull'intero programma, ma su quattro discipline caratterizzanti, individuate per ciascun indirizzo dal Decreto Ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026, il provvedimento che ogni anno fissa entro fine gennaio le materie d'esame. I collegamenti interdisciplinari non sono più obbligatori: restano un elemento che lo studente può proporre per arricchire la discussione, purché coerenti e ben argomentati.

Come si valuta: la griglia nazionale e i 20 punti

Per il colloquio la commissione assegna fino a un massimo di 20 punti, utilizzando la griglia di valutazione nazionale obbligatoria allegata all'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 (Allegato A), adattabile solo per gli studenti con PEI o PDP. La griglia, come riportano i portali specializzati, si basa su quattro indicatori da 5 punti ciascuno:

IndicatorePunteggio max
Acquisizione dei contenuti e dei metodi delle discipline5
Capacità di utilizzare e collegare le conoscenze, con padronanza lessicale5
Capacità di argomentare in modo critico e personale5
Grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità5
Totale colloquio20

I punti bonus e la lode

La commissione può aggiungere fino a 3 punti bonus al voto finale, riservati agli studenti che raggiungano almeno 90 punti sommando credito scolastico, prove scritte e colloquio. La lode resta riservata a chi consegue il punteggio massimo di 100/100 con l'unanimità della commissione.

Va ricordato, inoltre, che lo studente con voto di condotta pari a sei decimi è chiamato a discutere durante l'orale un elaborato critico sul tema della cittadinanza attiva e solidale, secondo quanto introdotto già dallo scorso anno.

Cosa fare adesso

  • Verificare la data del proprio colloquio non appena pubblicata dalla commissione e organizzare il ripasso per blocchi, dando priorità alle quattro discipline d'indirizzo.
  • Preparare una riflessione iniziale ragionata sul proprio percorso, evitando l'elenco asettico di materie: meglio individuare due o tre esperienze significative documentate nel Curriculum dello studente.
  • Predisporre una breve relazione o presentazione multimediale sulle esperienze di Formazione scuola-lavoro, valorizzando le competenze trasversali acquisite.
  • Ripassare i contenuti di Educazione civica svolti dalla classe.

Date da ricordare: seconda prova scritta il 19 giugno; avvio degli orali dal 22 giugno secondo i calendari di commissione. Il riferimento normativo principale resta l'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, integrata dal D.M. n. 13 del 29 gennaio 2026 per l'individuazione delle materie.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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