Dal 4 giugno 2026 è legge il cosiddetto ddl Valditara sul consenso informato in ambito scolastico: nelle scuole secondarie di primo e secondo grado serve l'autorizzazione scritta e preventiva dei genitori (o dello studente, se maggiorenne) per partecipare ad attività su sessualità e affettività, mentre nelle scuole dell'infanzia e primarie questi temi sono vietati. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, ha ricevuto il via libera definitivo del Senato con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto. Le nuove regole interessano famiglie e docenti in vista dell'anno scolastico 2026/27.
Cosa prevede la legge sul consenso informato
La norma — intitolata "Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico" — distingue le regole in base all'ordine di scuola e riguarda sia le attività in orario curricolare sia quelle extracurricolari. Il testo legislativo consolidato è consultabile su normattiva.it; aggiornamenti e note operative sono attesi sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
- Infanzia e primaria: divieto di svolgere progetti, laboratori o attività che trattino la sessualità, in qualsiasi forma e anche con esperti esterni.
- Secondaria di primo grado (medie): consenso scritto dei genitori obbligatorio per le attività su sessualità e affettività.
- Secondaria di secondo grado (superiori): consenso scritto dei genitori o dello studente, se maggiorenne.
Come funziona il consenso: tempi e materiali
Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni del testo, il consenso deve essere richiesto entro il settimo giorno antecedente lo svolgimento dell'attività. Le scuole sono tenute a mettere a disposizione delle famiglie il materiale didattico utilizzato, così da consentire una valutazione preventiva dei contenuti.
In assenza dell'autorizzazione, l'alunno non partecipa al percorso e l'istituto deve garantire attività formative alternative. Durante le lezioni extracurricolari in ambito sessuale deve sempre essere presente un docente.
| Ordine di scuola | Regola | Chi autorizza |
|---|---|---|
| Infanzia e primaria | Divieto assoluto | — |
| Secondaria I grado | Consenso obbligatorio | Genitori |
| Secondaria II grado | Consenso obbligatorio | Genitori o studente maggiorenne |
Gli esperti esterni e il ruolo degli organi collegiali
L'eventuale intervento di esperti esterni resta possibile alle medie e alle superiori, ma è subordinato alla delibera del collegio dei docenti e all'approvazione del consiglio d'istituto. La valutazione tiene conto dell'esperienza professionale, scientifica o accademica del relatore, della coerenza con le finalità educative e dell'adeguatezza all'età degli alunni.
Cosa NON passa dal consenso delle famiglie
La legge non azzera l'educazione affettiva e sessuale. Alcuni insegnamenti restano strutturali nei programmi e non richiedono autorizzazione:
- Educazione al rispetto e all'empatia: entra in modo stabile in tutti i gradi di scuola, centrata sulle relazioni e sul contrasto alle discriminazioni.
- Educazione sessuale in senso biologico: prosegue nei programmi di scienze in tutti gli ordini.
- Prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili: introdotta — secondo le dichiarazioni del Ministero — nei programmi delle medie e, in forma più approfondita, alle superiori.
Le posizioni: maggioranza, opposizioni e associazioni
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha definito la norma una riforma che "applica la Costituzione", richiamando l'articolo 30 sul diritto dei genitori di educare i figli. Le opposizioni — Pd, M5S e Avs — hanno parlato di un provvedimento ideologico e di un arretramento culturale; in aula sono stati sollevati anche rilievi di costituzionalità.
Tra le associazioni, Save the Children ha espresso preoccupazione per l'obbligo di consenso preventivo, ricordando che in Italia l'educazione sessuo-affettiva raggiunge oggi una quota minoritaria di studenti e segnalando il rischio di indebolire l'alleanza educativa tra scuola e famiglia. Anche FLC CGIL ha criticato l'impianto della legge, parlando di ingerenza nell'autonomia scolastica.
Cosa fare adesso
- Docenti e dirigenti: verificare la programmazione 2026/27 e predisporre modulistica per il consenso e percorsi alternativi per gli alunni non autorizzati.
- Famiglie: attendere dalla scuola la richiesta di consenso, da inviare entro il termine previsto, con accesso ai materiali didattici.
- Tutti: seguire le note attuative sul portale mim.gov.it, che dovrebbero chiarire la modulistica e le procedure operative.
Date da ricordare
- 4 giugno 2026: approvazione definitiva al Senato (78 sì, 38 no).
- Consenso: da richiedere entro il settimo giorno prima dell'attività.
- Anno scolastico 2026/27: applicazione delle nuove regole.