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Interpelli scuola 2026/27: cosa sono e come rispondere

19 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Aggiornamento giugno 2026: con le GPS 2026/2028 è possibile rispondere agli interpelli delle scuole anche senza aver presentato la domanda delle 150 preferenze estive.

Gli interpelli sono gli avvisi pubblici con cui le singole scuole cercano supplenti quando le graduatorie disponibili sono esaurite e non si trovano docenti per coprire una cattedra o uno spezzone. Sono uno strumento "di ultima istanza", ma in alcune classi di concorso e su sostegno rappresentano una concreta possibilità di lavoro, soprattutto a inizio anno e nel corso delle attività didattiche. Vediamo come funzionano e come rispondere senza commettere errori.

Cosa sono gli interpelli

L'interpello scatta quando la scuola ha esaurito i canali ordinari per assegnare una supplenza: graduatorie di istituto, scorrimento delle GPS e disponibilità nelle province vicine. A quel punto l'istituzione scolastica pubblica un avviso per raccogliere candidature da chi possiede il titolo di accesso per quella classe di concorso o per il sostegno. In sintesi:

Chi può rispondere

Possono candidarsi gli aspiranti in possesso del titolo di accesso (o della specializzazione, per il sostegno) richiesto dall'avviso. La novità introdotta con l'Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 è rilevante: è possibile rispondere agli interpelli anche senza aver presentato la domanda delle 150 sedi. Questo amplia la platea di chi può cogliere l'opportunità, comprese persone non incluse nelle graduatorie della provincia interessata.

Restano valide le regole generali sulla compatibilità degli incarichi: chi è già impegnato con un contratto deve verificare la possibilità di accettare, e va ricordato che l'abbandono di una supplenza già accettata è oggi sanzionato con l'esclusione dalle graduatorie per il biennio.

Dove si trovano gli avvisi

Gli interpelli non sono raccolti in un unico portale nazionale: ogni scuola li pubblica autonomamente. I canali principali da monitorare sono:

Poiché gli avvisi hanno tempi e scadenze ravvicinati, la tempestività è importante: monitorare con costanza fa la differenza tra cogliere l'occasione e perderla. Proprio per evitare questo lavoro di monitoraggio continuo, alcuni docenti si affidano a servizi che aggregano gli avvisi e inviano una notifica quando viene pubblicato un interpello in linea con la propria classe di concorso o provincia, come il servizio interpelli di MadScuola.it: in questo modo si viene avvisati senza dover controllare a mano i siti delle singole scuole.

Come rispondere senza errori

Per candidarsi correttamente conviene seguire alcune regole pratiche:

Attenzione a tempi e impegni

Accettare una supplenza da interpello comporta gli stessi obblighi di qualsiasi incarico: una volta presa in carico, la rinuncia in corso d'anno può avere conseguenze sulle graduatorie. È quindi importante candidarsi solo per sedi e orari realmente sostenibili. In caso di dubbi su compatibilità tra incarichi, priorità o requisiti, è utile chiedere conferma alla scuola che ha pubblicato l'avviso o all'Ufficio scolastico territoriale prima di accettare.

Cosa fare adesso

Tags: precariato supplenze normativa
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