Concluse le operazioni di mobilità, prende forma la geografia delle immissioni in ruolo 2026/27. I posti residui per le assunzioni si concentrano soprattutto sul sostegno, nella scuola primaria e nelle regioni del Nord: secondo i dati sui posti vacanti restano oltre 11.000 cattedre di sostegno scoperte a livello nazionale, con la Lombardia nettamente in testa. È un quadro utile agli aspiranti per capire dove si concentrano le reali possibilità di assunzione, al di là del numero complessivo.
Da dove arrivano i posti
Le immissioni in ruolo si alimentano con i posti rimasti vacanti dopo i movimenti del personale già di ruolo, i cui esiti per i docenti sono stati pubblicati il 29 maggio. Nella terza fase dei movimenti (trasferimenti interprovinciali e mobilità professionale) il totale dei posti disponibili viene ripartito al 50% tra mobilità e immissioni in ruolo, con l'eventuale posto dispari assegnato alle assunzioni. Il quadro complessivo del reclutamento resta ancorato all'impianto del Testo Unico della scuola (D.Lgs. 297/1994), integrato dalle procedure introdotte negli ultimi anni.
Dove ci sono più posti: sostegno e primaria
Il fabbisogno più critico riguarda il sostegno. Dopo i trasferimenti, restano scoperte oltre 11.000 cattedre a livello nazionale, con la quota più alta concentrata nella scuola primaria, il segmento dove la carenza di docenti specializzati è più marcata. È qui che si gioca buona parte delle assunzioni del prossimo anno scolastico.
Sul piano territoriale, secondo i dati disponibili il Nord assorbe oltre la metà delle disponibilità sul sostegno. La Lombardia guida la classifica per numero di posti liberi, in particolare nelle province di Milano, Bergamo, Brescia e Monza e Brianza; seguono Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, territori in cui la carenza di docenti resta strutturale. Per chi aspira al ruolo, valutare la disponibilità reale per regione e tipologia di posto è quindi decisivo nella scelta delle sedi.
L'ordine con cui scorrono le assunzioni sul sostegno
Capire la sequenza delle procedure aiuta a stimare le proprie possibilità. Sul sostegno le assunzioni seguono un ordine preciso: in primo luogo lo scorrimento degli elenchi regionali, che ha precedenza e opera a livello macro-regionale; solo dopo intervengono le altre procedure, tra cui le assunzioni straordinarie dalla prima fascia delle GPS sostegno e la mini call veloce, la chiamata su territori diversi da quello di inserimento. Conoscere questa scaletta consente di capire in quale fase si colloca la propria posizione e dove conviene candidarsi.
Cosa resta da definire
Il numero definitivo dei posti effettivamente destinati al ruolo non dipende solo dalle cattedre vacanti: serve la richiesta del Ministero e l'autorizzazione del Ministero dell'Economia. Gli Uffici scolastici, intanto, pubblicano provincia per provincia le sedi in cui i posti risultano disponibili, al netto degli eventuali esuberi. Le operazioni vere e proprie si svolgeranno nelle prossime settimane, con l'obiettivo di completare le assunzioni in tempo utile per l'avvio dell'anno scolastico.
Cosa fare adesso
Per gli aspiranti il consiglio pratico è muoversi informati. Conviene monitorare gli avvisi del proprio Ufficio scolastico territoriale, che riportano i posti disponibili per provincia, e ragionare sulle sedi in funzione della classe di concorso o della tipologia di posto in cui si è inseriti. Chi punta al sostegno deve tenere presente la precedenza degli elenchi regionali e la successiva sequenza delle procedure, perché da questa dipende l'effettiva probabilità di nomina. Più che il dato nazionale, a fare la differenza sono la regione e il segmento di scuola: ed è lì, su sostegno e primaria al Nord, che si concentra oggi la maggior parte delle opportunità.
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