L'anno scolastico volge al termine, ma per le scuole non si è ancora chiusa la ricerca di personale. In queste settimane di giugno continuano infatti a essere pubblicati gli ultimi interpelli dell'anno, gli avvisi con cui gli istituti cercano docenti per coprire supplenze su posti rimasti scoperti: dalla scuola dell'infanzia, attiva fino al 30 giugno, alle necessità legate a scrutini ed esami. Per gli aspiranti supplenti è un'occasione da non perdere, a patto di sapere dove cercare e come muoversi.
Quando le scuole ricorrono agli interpelli
L'interpello è lo strumento previsto per il reclutamento dei supplenti quando le graduatorie d'istituto risultano esaurite e non è possibile assegnare la supplenza secondo le procedure ordinarie. In questi casi, come stabilito dall'ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 sulle supplenze, le scuole pubblicano specifici avvisi finalizzati a individuare docenti disponibili. Verso fine anno la richiesta si concentra in particolare sulla scuola dell'infanzia e sui posti necessari a garantire la continuità nelle attività di chiusura.
Dove trovarli
Gli interpelli vanno cercati in due luoghi principali:
- il sito istituzionale delle singole scuole, nella sezione albo on line o avvisi, dove l'istituto pubblica la propria richiesta;
- la sezione dedicata sul sito dell'Ufficio scolastico territoriale, a cui le scuole inviano copia degli avvisi.
In questo periodo gli avvisi sono numerosi e le pagine vengono aggiornate di continuo: conviene quindi controllare con frequenza, soprattutto le scuole della propria zona, perché i termini per candidarsi sono spesso molto brevi, talvolta di poche ore.
Chi può candidarsi e in quale ordine
Gli avvisi seguono un criterio di priorità nella scelta dei candidati. In linea generale, le scuole cercano prima i docenti in possesso dell'abilitazione per la classe di concorso (o, per i posti di sostegno, della relativa specializzazione) e, solo in subordine, chi è fornito del titolo di studio idoneo all'insegnamento. È un ordine pensato per garantire, per quanto possibile, la qualificazione del personale reclutato.
Attenzione a un vincolo importante: di norma non può partecipare all'interpello chi è già destinatario di un contratto a tempo determinato in essere. I contratti eventualmente stipulati tramite interpello, inoltre, sono soggetti agli stessi vincoli previsti dall'ordinanza sulle supplenze.
Come si presenta la domanda
Ogni avviso indica le modalità di candidatura, che vanno seguite scrupolosamente: di solito occorre inviare la domanda — spesso via PEC o tramite un modulo dedicato — entro il termine stabilito, allegando i documenti richiesti. È fondamentale rispettare con precisione quanto previsto dall'interpello: indicare la classe di concorso o il posto, i titoli posseduti e i recapiti, ed eventualmente la disponibilità per la sede e il periodo richiesti. Una candidatura incompleta o fuori tempo massimo rischia di non essere presa in considerazione.
Interpello e MAD: le differenze
L'interpello non va confuso con la messa a disposizione (MAD), la candidatura spontanea che il docente invia direttamente alle scuole anche in assenza di un avviso specifico. L'interpello è invece una richiesta pubblica dell'istituto, con regole, requisiti e scadenze precise. In alcuni casi, per le supplenze brevi nella scuola dell'infanzia e primaria, le scuole sono state autorizzate ad acquisire la disponibilità anche tramite MAD: ma resta una procedura distinta, che segue logiche proprie.
Consigli pratici
Per non farsi sfuggire le occasioni di fine anno conviene organizzarsi: tenere pronta una candidatura aggiornata con i propri titoli, monitorare con regolarità i siti delle scuole e dell'Ufficio scolastico della provincia di interesse e reagire rapidamente quando compare un avviso utile. Anche se si tratta di supplenze brevi, ogni incarico contribuisce a maturare servizio e punteggio, utili nelle graduatorie. In un periodo in cui molte cattedre — soprattutto sul sostegno — restano difficili da coprire, gli interpelli rappresentano una via concreta per entrare, o rientrare, nel mondo della scuola.