A pochi giorni dall'avvio della Maturità 2026 — la prima prova è in calendario giovedì 18 giugno — arriva una fotografia che fa discutere studenti e docenti: la stragrande maggioranza dei maturandi affronterà l'esame senza aver concluso i programmi di alcune materie chiave. È quanto emerge da un sondaggio dell'Osservatorio sulla Maturità di Skuola.net, condotto su circa mille studenti dell'ultimo anno.
I numeri del sondaggio
Secondo la rilevazione, solo il 22% degli studenti dichiara di aver completato il programma di Storia e appena il 23% quello di Letteratura italiana. In altre parole, poco più di uno studente su cinque arriva alla vigilia degli scritti con il programma di queste due discipline portato a termine. Il quadro appare particolarmente critico proprio per la Storia: quasi un maturando su due, stando ai dati raccolti, non sarebbe andato oltre la Seconda guerra mondiale.
Si tratta di materie tutt'altro che marginali in vista dell'esame. L'italiano è la disciplina della prima prova scritta del 18 giugno ed è tra le quattro materie del colloquio orale; la storia, dal canto suo, può comparire sia tra le tracce della prima prova — la tipologia argomentativa prevede sempre un tema di ambito storico — sia nel percorso del colloquio. Ritrovarsi con il programma incompleto, dunque, è un fattore che molti studenti vivono con apprensione.
Perché i programmi restano indietro
Le ragioni del ritardo sono molteplici e in parte fisiologiche. Il calendario scolastico di quest'anno, con le lezioni concluse tra inizio e metà giugno a seconda delle regioni, lascia poco margine nelle ultime settimane, spesso assorbite da verifiche, recuperi e attività di fine anno. A questo si aggiungono le interruzioni che, nel corso dell'anno, possono rallentare la programmazione: dalle uscite didattiche alle assemblee, fino alle giornate di sospensione delle lezioni.
C'è poi un aspetto strutturale che riguarda in modo particolare la Storia. I programmi del Novecento sono densi e si collocano nella parte finale dell'anno, quando il tempo a disposizione è ormai ridotto: non è raro che il secondo dopoguerra, la Guerra fredda o i decenni più recenti restino solo accennati. Una difficoltà che gli insegnanti conoscono bene e che ritorna puntuale a ogni tornata d'esame.
Come si stanno preparando i maturandi
Nelle giornate che precedono la prima prova, il classico toto-tema continua a tenere banco tra gli studenti, divisi tra ripassi dell'ultimo minuto e previsioni sulle possibili tracce. Tra i nomi più gettonati per l'analisi del testo tornano ciclicamente gli autori più studiati, mentre per il tema di attualità l'attenzione si concentra sui grandi temi del presente, dall'intelligenza artificiale alle questioni ambientali e sociali. Più che inseguire ipotesi, però, gli esperti suggeriscono di concentrare le ultime ore su un ripasso ragionato dei nodi principali e sulla capacità di collegare argomenti diversi, competenza che il nuovo colloquio mette al centro.
Un dato che riguarda tutta la scuola
Al di là dell'ansia da esame, il sondaggio offre uno spunto di riflessione che va oltre i singoli maturandi. La distanza tra ciò che i programmi prevedono e ciò che effettivamente si riesce a svolgere in classe è un tema ricorrente nel dibattito sulla scuola, e chiama in causa l'organizzazione dell'anno scolastico, la densità dei curricoli e la gestione del tempo didattico. Non si tratta di puntare il dito sui singoli, ma di prendere atto di una difficoltà condivisa, che insegnanti e studenti affrontano ogni anno nello stesso modo.
Per i ragazzi che giovedì varcheranno la soglia dell'aula, intanto, vale il consiglio di sempre: arrivare lucidi, gestire bene il tempo a disposizione e puntare sulla capacità di argomentare, più che sulla pretesa di aver coperto ogni singolo argomento. La Maturità, in fondo, misura anche questo: la capacità di orientarsi e di ragionare con ciò che si è imparato lungo l'intero percorso.
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