Per i maturandi che guardano a Medicina, Odontoiatria o Medicina veterinaria, il prossimo passo arriva subito dopo l'esame di Stato. Anche per l'anno accademico 2026/27 l'accesso passa dal semestre filtro, il meccanismo che ha sostituito il vecchio test d'ingresso: niente quiz preliminare, ma un primo semestre universitario "aperto", seguito da esami nazionali e da una graduatoria di merito. Le iscrizioni sono attese, secondo il calendario degli ultimi anni, nel mese di luglio, tramite il portale Universitaly. Conviene quindi arrivare preparati, senza aspettare la pubblicazione delle date ufficiali.
Come funziona il semestre filtro
Il modello, introdotto con la riforma dell'accesso ai corsi dell'area medica, prevede che chiunque possa iscriversi al primo semestre senza una selezione preventiva. Durante questi primi mesi gli studenti frequentano tre insegnamenti di base — Biologia, Chimica e Fisica — per un totale di 18 CFU. È bene chiarire un punto spesso frainteso: il numero chiuso non è stato abolito. I posti restano limitati; cambia il modo di selezionare, che passa da un test pre-iscrizione a una valutazione dopo un semestre di studio universitario vero e proprio.
Esami nazionali e graduatoria
Al termine del semestre si sostengono tre prove d'esame, identiche in tutte le sedi e svolte in contemporanea su scala nazionale. I risultati confluiscono in una graduatoria nazionale di merito: chi si colloca in posizione utile rispetto ai posti disponibili accede al secondo semestre del corso prescelto. Nel calcolo del punteggio, secondo le regole applicate nella prima edizione, contano i voti pari o superiori a 18: le insufficienze non concorrono alla definizione del punteggio utile. La graduatoria scorre per turni, fino alla copertura dei posti.
Chi non rientra: i corsi affini
Non tutti, ovviamente, troveranno posto a Medicina. Chi non rientra in graduatoria può proseguire in un corso affine — per esempio Biotecnologie, Scienze biologiche o Farmacia — con il riconoscimento dei CFU già acquisiti nel semestre filtro. È un aspetto importante in fase di scelta: al momento dell'iscrizione lo studente indica, oltre alla sede e alle preferenze per il corso principale, anche il corso affine, così da non perdere il semestre in caso di esito negativo.
Iscrizioni: tempi e modalità
La procedura si svolge online su Universitaly: si compila la domanda nazionale, si sceglie la sede in cui frequentare il semestre filtro e si indicano le preferenze. Completata la registrazione, il sistema genera un codice da utilizzare per perfezionare l'iscrizione presso l'ateneo e pagare il contributo previsto. Nel modello più recente le iscrizioni si sono svolte tra la fine di giugno e la fine di luglio, con lezioni da settembre a novembre e appelli d'esame tra novembre e dicembre. Per il 2026/27 le date potranno essere confermate o modificate soltanto con i nuovi provvedimenti ufficiali.
Cosa resta da definire
Il quadro operativo del 2026/27 sarà fissato dal nuovo decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca, atteso nelle prossime settimane: definirà date di iscrizione, calendario delle lezioni, appelli e modalità di formazione delle graduatorie. Dopo la prima applicazione, il Ministero ha annunciato di voler intervenire con alcuni correttivi — tra cui programmi più mirati e una migliore distribuzione dei tempi tra lezioni ed esami — per superare le criticità emerse nell'edizione di esordio. Fino alla pubblicazione del decreto, l'unico riferimento certo resta l'impianto applicato nell'anno in corso.
Consigli per maturandi e famiglie
In attesa delle date, la raccomandazione è di non rimandare la preparazione su Biologia, Chimica e Fisica e di monitorare con regolarità il portale Universitaly e i siti degli atenei di interesse. Chi arriva all'iscrizione con un metodo di studio già impostato avrà più margine per gestire lezioni, studio ed esami senza inseguire le scadenze. È utile inoltre ragionare per tempo sulla strategia delle preferenze, valutando con attenzione la scelta del corso affine: non è un "piano B" da liquidare in fretta, ma un'opzione che può orientare il percorso universitario in caso di mancato ingresso a Medicina. Per i diplomati 2026, è il primo passo concreto del dopo-maturità.
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