Una modifica tecnica, ma con ricadute concrete per migliaia di istituti. Il decreto correttivo collegato all'attuazione della delega fiscale interviene sul trattamento IRAP degli enti del Terzo settore, una platea che comprende molte scuole paritarie, in particolare le scuole dell'infanzia di ispirazione cristiana e di gestione non profit. La novità è contenuta nel nuovo articolo 82-bis del Codice del Terzo Settore e corregge un meccanismo che, fino a oggi, rischiava di penalizzare proprio gli enti che completavano il percorso di adeguamento alla riforma.
Cosa prevede il correttivo
Il punto riguarda il passaggio da ente "commerciale" a ente "non commerciale" all'interno del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS). Prima dell'intervento, gli enti che sceglievano questa iscrizione potevano incontrare un trattamento fiscale deteriore proprio nel momento in cui abbandonavano lo status commerciale, con il rischio di perdere alcune deduzioni. Con l'articolo 82-bis, introdotto nel Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), l'applicazione dell'IRAP mantiene criteri coerenti con quelli precedentemente riservati agli enti che svolgevano attività commerciale. Viene così preservata, in particolare, la deduzione del costo del lavoro a tempo indeterminato, voce decisiva per realtà ad alta intensità di personale come le scuole.
Perché interessa le scuole paritarie
Per gli istituti paritari del Terzo settore la posta in gioco è significativa. La deduzione del costo del lavoro stabile incide direttamente sulla sostenibilità economica di scuole che reggono buona parte dell'offerta educativa territoriale, soprattutto nel segmento 0-6. La norma, in sostanza, distingue due piani: garantisce stabilità del regime per chi resta nel RUNTS e introduce chiarezza per chi completa la transizione, evitando che l'adesione al percorso del Terzo settore si traduca in un aggravio fiscale considerato ingiustificato.
La posizione della FISM
A commentare la misura è stata la Federazione italiana scuole materne (FISM), attraverso il presidente nazionale Luca Iemmi, che ha definito l'intervento un primo risultato importante, inserito nel percorso di attuazione della delega fiscale ormai quasi giunto a conclusione. Secondo la federazione, era necessario evitare che gli enti fossero penalizzati per il solo fatto di aver aderito al percorso previsto dalla riforma del Terzo settore.
La soddisfazione, tuttavia, non chiude la partita. Iemmi ha precisato che resta aperto il tema dell'esenzione totale dall'IRAP, che la FISM intende continuare a sostenere "con determinazione", soprattutto per le scuole dell'infanzia, che svolgono ogni giorno un servizio educativo di sussidiarietà per le famiglie e le comunità.
Il contesto e le critiche
L'intervento si inserisce in un quadro di misure a favore del settore paritario che ha più volte alimentato il dibattito politico e sindacale. Negli ultimi mesi, parte dell'opposizione e alcune sigle, tra cui la FLC CGIL, hanno criticato quella che considerano un'eccessiva attenzione del Governo verso le scuole non statali, a fronte di richieste di maggiori investimenti per la scuola pubblica. Il nodo di fondo resta il rapporto tra finanziamento pubblico, autonomia degli enti gestori e ruolo della parità scolastica nel sistema nazionale di istruzione.
Cosa aspettarsi
Per gli enti gestori interessati, il correttivo offre maggiore prevedibilità nella gestione fiscale durante la transizione al RUNTS, senza però rispondere alla richiesta di un'esenzione piena. La materia rimane in evoluzione, anche in connessione con il completamento della delega fiscale e con i provvedimenti attuativi che potranno seguire. Per famiglie e operatori del settore, la stabilità delle regole IRAP rappresenta intanto un fattore di sostenibilità per un comparto, quello dell'infanzia paritaria, che continua a coprire una quota rilevante dei servizi educativi sul territorio.