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Classe A23 nel caos: l'appello dei docenti di italiano L2

Classe A23 nel caos: l'appello dei docenti di italiano L2

Una classe di concorso giovane e strategica, ma segnata — secondo chi la vive ogni giorno — da troppe incertezze. È la denuncia che arriva dai docenti di ruolo e aspiranti della classe A23, la "Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)", che in queste settimane hanno diffuso un appello collettivo per richiamare l'attenzione su quella che definiscono una situazione di forte instabilità e di gestione poco trasparente della loro disciplina.

Che cos'è la classe di concorso A23

La A23 è la classe di concorso dedicata all'insegnamento dell'italiano come seconda lingua (L2) agli studenti stranieri. Trova applicazione soprattutto nei Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA) e nei percorsi rivolti agli alunni di recente immigrazione, i cosiddetti "discenti alloglotti".

Per accedervi non basta una laurea idonea: è richiesto anche un titolo di specializzazione in didattica dell'italiano L2, individuato dalle tabelle ministeriali (a partire dal DM 92/2016 e successive integrazioni), oltre ai requisiti di abilitazione previsti per l'insegnamento. Una formazione mirata, che riflette la specificità di un lavoro a metà strada tra didattica della lingua, accoglienza e inclusione.

L'appello dei docenti

Nel loro appello, rilanciato anche dalla stampa specializzata, i docenti A23 parlano di una "totale assenza di stabilità" e di una "preoccupante opacità gestionale". Pur richiamando l'intervento normativo intervenuto con il Decreto Legge n. 71 del 2024, convertito nella Legge n. 106 del 2024, gli insegnanti lamentano che la situazione concreta resterebbe incerta, con ricadute sulla programmazione degli organici e sulle prospettive di continuità.

Le affermazioni sono quelle contenute nell'appello stesso e vanno lette come la voce di una categoria che chiede chiarezza: il documento non rappresenta una presa di posizione ufficiale dell'amministrazione, ma una sollecitazione affinché la classe di concorso venga gestita con regole stabili e trasparenti, a tutela sia dei docenti sia degli studenti destinatari dell'insegnamento.

Perché la questione è rilevante

Il tema non riguarda soltanto una categoria professionale ristretta. L'italiano L2 è uno strumento decisivo per l'integrazione scolastica degli alunni con background migratorio, un fenomeno in crescita in molte aree del Paese. La qualità e la continuità di questo insegnamento incidono direttamente sul successo formativo di studenti che, senza un adeguato supporto linguistico, rischiano di restare indietro nei percorsi scolastici.

Da qui l'importanza, sottolineata dagli stessi docenti, di un quadro chiaro su organici, reclutamento e prospettive di stabilizzazione per chi insegna in questa classe di concorso. La A23 è una classe relativamente recente: la sua messa a regime richiede tempo e regole certe, e proprio in questa fase di assestamento si concentrano le criticità segnalate.

Cosa chiedono e cosa potrebbe succedere

L'obiettivo dell'appello è duplice: da un lato ottenere maggiore trasparenza nella gestione della classe di concorso, dall'altro garantire stabilità a docenti e aspiranti, anche in vista delle future procedure di reclutamento e dell'aggiornamento delle graduatorie. Una richiesta che si inserisce nel più ampio dibattito sul precariato scolastico e sulla necessità di programmare con anticipo gli organici.

Per ora la vicenda resta affidata alla mobilitazione della categoria. Sarà l'amministrazione, con i prossimi provvedimenti su organici e reclutamento, a dare o meno risposte alle istanze sollevate. Nel frattempo, l'appello dei docenti A23 ha il merito di accendere i riflettori su una disciplina spesso poco raccontata, ma centrale per una scuola che si confronta ogni giorno con classi sempre più multiculturali.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

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