Precari

Immissioni in ruolo docenti 2026/27: 47mila posti dopo la mobilità

13 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Chiusa la partita della mobilità, si entra nel vivo delle assunzioni a tempo indeterminato. Dopo la pubblicazione degli esiti dei trasferimenti dei docenti, avvenuta il 29 maggio scorso, gli Uffici scolastici provinciali stanno rendendo note le disponibilità per le immissioni in ruolo del 2026/27: secondo le prime elaborazioni sindacali restano circa 47mila cattedre vacanti, di cui intorno a 11mila sul sostegno. Numeri importanti, che però non si tradurranno automaticamente in altrettante assunzioni.

La cifra rappresenta infatti il bacino dei posti potenzialmente copribili, non il contingente effettivo delle nomine. Per sapere quante di queste cattedre diventeranno posti di ruolo occorrerà attendere due passaggi: la richiesta del Ministero dell'Istruzione e del Merito e l'autorizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che ha l'ultima parola sulle risorse.

Quanti sono i posti dopo la mobilità

Il conteggio nasce dal meccanismo della terza fase dei movimenti, quella dei trasferimenti interprovinciali e della mobilità professionale, in cui i posti vacanti vengono ripartiti al 50% tra mobilità e immissioni in ruolo. Una volta esaurite le operazioni di trasferimento, le cattedre ancora scoperte passano alle assunzioni. Per il 2026/27, in caso di numero dispari, l'eventuale posto in più è assegnato alle immissioni in ruolo. Secondo l'elaborazione della UIL Scuola restano circa 46mila cattedre, una cifra in linea con le stime complessive che si avvicinano ai 47mila posti.

Il nodo del contingente: la parola al MEF

È qui che si gioca la differenza tra disponibilità e assunzioni reali. Il MIM dovrà formulare la richiesta del contingente, che sarà poi valutata e autorizzata dal MEF: negli ultimi anni questo passaggio è avvenuto tra la fine di giugno e le prime settimane di luglio. Non sempre, però, il numero autorizzato ha coinciso con i posti disponibili: spesso il contingente è risultato inferiore, sia per limiti di programmazione finanziaria sia per la mancanza di candidati nelle graduatorie utili per alcune classi di concorso. Anche in presenza di quasi 47mila posti, dunque, non è possibile dare per certo che vengano tutti coperti.

Da dove si assume: GaE, concorsi ed elenchi regionali

Le nomine seguono le regole dell'articolo 399 del D.Lgs. 297/1994, che prevede l'assegnazione del 50% dei posti dalle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami e del 50% dalle Graduatorie ad Esaurimento (GaE). Qualora le GaE risultino esaurite, i posti corrispondenti confluiscono nelle graduatorie concorsuali.

Per il 2026/27 entrano a pieno regime anche gli elenchi regionali degli idonei dei concorsi, dai quali si attinge prima delle nomine da GPS sostegno. Vi confluiscono, fra gli altri, gli idonei dei concorsi PNRR entro il 30% dei posti banditi (validi per un triennio) e gli idonei delle procedure ordinarie e straordinarie ancora in scorrimento. I docenti individuati dalle graduatorie dei concorsi PNRR, se privi di abilitazione, sono assunti con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo e dovranno abilitarsi entro la fine dell'anno scolastico, pena la decadenza.

Sostegno e tempi delle operazioni

Una quota rilevante riguarda il sostegno, con circa 11mila posti. Per questa tipologia restano centrali le nomine dalla prima fascia delle GPS sostegno, finalizzate al ruolo, con la domanda da presentare insieme a quella per le 150 preferenze sulle supplenze. L'accettazione della sede su sostegno, va ricordato, esclude il docente dalle altre procedure di attribuzione delle supplenze per l'intero anno scolastico.

Sul piano del calendario, le operazioni si concentreranno tra luglio e agosto, così da consentire la presa di servizio il 1° settembre. Prima ancora, entro il 30 giugno, dovrà completarsi il percorso legato al concorso PNRR 3, con la pubblicazione delle graduatorie dei vincitori. Per gli aspiranti il consiglio è di monitorare gli avvisi degli Uffici scolastici provinciali sulle disponibilità nelle singole province e di tenere pronta la documentazione: i numeri definitivi, e con essi la reale portata delle assunzioni, arriveranno solo con il decreto sul contingente. Fino ad allora, le tabelle pubblicate restano una fotografia provvisoria, destinata a cambiare.

Tags: precariato docenti precari
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