Scuola

Nuove Indicazioni, i collegi al lavoro sui curricoli per settembre

12 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Con i collegi dei docenti di fine anno entra nel vivo il lavoro di adeguamento dei curricoli alle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, che si applicano dal prossimo settembre. Il riferimento è il Decreto Ministeriale 221 del 9 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026 ed entrato in vigore l'11 febbraio. Il documento sostituisce le Indicazioni del 2012 e apre una fase di rielaborazione dei curricoli d'istituto che impegnerà le scuole dell'infanzia e del primo ciclo.

Quando e come si applicano

L'applicazione delle nuove Indicazioni nazionali parte dall'anno scolastico 2026/2027, ma non sarà immediata per tutte le classi. La prima fase riguarda le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, mentre per le classi intermedie continueranno temporaneamente ad applicarsi le Indicazioni del 2012, fino al completamento dei cicli già avviati. La gradualità serve a evitare strappi e a consentire alle scuole di rivedere progressivamente il proprio curricolo verticale.

Che cosa cambia: le principali novità

Il regolamento conferma l'impianto delle discipline del primo ciclo — italiano, inglese e seconda lingua comunitaria, storia, geografia, matematica, scienze, tecnologia, musica, arte e immagine, educazione motoria o fisica — a cui si affianca l'insegnamento di educazione civica previsto dalla legge 92/2019. Tra gli elementi più discussi c'è l'introduzione del Latino come educazione linguistica, che potrà essere avviato in via di prima applicazione dalle classi seconde e terze del 2026/2027, utilizzando gli spazi di autonomia e flessibilità.

Il testo rafforza inoltre l'attenzione all'educazione civica e alla cittadinanza, valorizza la prospettiva storica — anche attraverso il contributo delle figure femminili — e introduce per le scienze un nuovo ambito dedicato alle fonti energetiche e alle loro applicazioni. Più che un elenco di contenuti aggiuntivi, le Indicazioni propongono un cambio di cornice metodologica, con ricadute sulla progettazione didattica, sulla valutazione e sulle pratiche inclusive.

Il lavoro dei collegi

Tradurre il nuovo quadro in pratica spetta alle scuole. Sono i collegi dei docenti a procedere, attraverso le proprie delibere, alla rielaborazione del curricolo d'istituto: un lavoro che parte ora, in vista di settembre, e che proseguirà negli anni successivi man mano che le nuove Indicazioni si estenderanno alle classi. Il Ministero ha diffuso una nota operativa per accompagnare l'attuazione, invitando a non ridurla a un adempimento formale, ma a farne un'occasione di riflessione professionale su didattica e organizzazione.

Tra adempimento e occasione

La riforma non è priva di tensioni: il confronto resta acceso, soprattutto sul fronte sindacale e degli organi consultivi, sia sui contenuti sia sui tempi e sui carichi di lavoro richiesti alle scuole. Per i docenti, però, il percorso verso il 2026/2027 è ormai tracciato e il lavoro sui curricoli rappresenta una delle priorità delle prossime settimane.

Il consiglio, per chi insegna nel primo ciclo, è familiarizzare per tempo con il testo, individuare le novità che riguardano la propria disciplina e contribuire alla costruzione del curricolo verticale d'istituto. Va tenuto presente che l'adeguamento avrà ricadute anche sull'aggiornamento dei libri di testo e sulla programmazione del nuovo anno, ed è quindi opportuno affrontarlo con un approccio collegiale e graduale.

Tags: docenti normativa primo ciclo
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