La sicurezza nelle aule torna al centro dell'attenzione. Secondo i dati diffusi dall'INAIL e aggiornati alla fine di aprile 2026, nel primo quadrimestre dell'anno le denunce di infortunio che hanno coinvolto gli studenti italiani sono cresciute, a fronte però di un quadro a luci e ombre: aumentano i numeri complessivi, ma calano in modo netto gli incidenti nei percorsi di formazione esterna. Un bilancio che richiama scuole, docenti e famiglie alla necessità di non abbassare la guardia sulla prevenzione.
I numeri del primo quadrimestre
Entro la fine di aprile, a livello nazionale, sono state presentate all'INAIL 36.728 denunce di infortunio relative ad alunni di ogni ordine e grado, con un aumento del 7,2% rispetto alle 34.268 registrate nello stesso periodo del 2025. L'incidenza degli infortuni in ambito scolastico pesa per circa il 18% sul totale delle denunce pervenute all'Istituto nel quadrimestre. La gran parte degli episodi avviene tra i banchi e negli spazi scolastici: il 97% delle denunce riguarda infortuni verificatisi durante le normali attività didattiche o ricreative, mentre solo il 3% è classificato come incidente "in itinere", cioè nel tragitto casa-scuola. Sul fronte della tipologia di istituto, il 95% delle segnalazioni proviene dalle scuole statali e il restante 5% dalle paritarie e private.
Otto i decessi denunciati
Il dato più grave riguarda gli infortuni con esito fatale: le denunce per casi mortali sono state otto, in aumento rispetto alle cinque registrate fra gennaio e aprile del 2025. L'INAIL invita comunque alla prudenza nella lettura: i dati mensili sono provvisori e soggetti a variazioni in seguito all'istruttoria delle pratiche, e il confronto su periodi brevi non è sufficiente a definire una tendenza consolidata. Per un quadro attendibile dell'intero 2026 occorrerà attendere la chiusura dell'anno.
Il dato in controtendenza: la formazione scuola-lavoro
A fronte dell'aumento generale, emerge un segnale positivo proprio sul terreno che negli anni ha fatto più discutere. Dei quasi 37mila casi totali, soltanto 355 infortuni hanno coinvolto studenti impegnati nei percorsi di "formazione scuola-lavoro" (la denominazione che ha sostituito i PCTO), con un calo di oltre il 50% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Una flessione marcata che, secondo le letture prevalenti, suggerirebbe l'efficacia di protocolli più stringenti e di una maggiore attenzione alla sicurezza nei contesti esterni, anche se la cautela resta d'obbligo data la provvisorietà dei numeri.
La mappa territoriale
La distribuzione geografica mostra differenze significative tra le regioni. La Lombardia guida l'elenco nazionale per numero di segnalazioni, seguita dall'Emilia-Romagna, con il Nord che concentra una quota rilevante delle denunce. Si tratta di aree ad alta densità scolastica e produttiva, un elemento che incide sui valori assoluti e che invita a calibrare gli interventi di prevenzione sulle specificità di ciascun territorio.
Sicurezza e prevenzione: cosa resta da fare
Il tema della sicurezza a scuola rientra nel quadro del decreto legislativo 81/2008, il Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si applica anche agli ambienti scolastici e alle attività degli studenti equiparati. Sul versante della tutela, la copertura assicurativa INAIL è stata resa strutturale a partire dall'anno scolastico 2025/2026 ed estesa a tutte le attività scolastiche, compresi gli infortuni in itinere. I dati del primo quadrimestre confermano però che l'attenzione non può ridursi alla sola copertura assicurativa: serve un investimento continuo su edifici adeguati, formazione alla sicurezza e cultura della prevenzione, perché dietro ogni numero c'è la tutela concreta dell'integrità fisica di studentesse e studenti.