Prosegue, sia pure a rilento, l'iter del concorso per 145 dirigenti tecnici di seconda fascia con funzioni ispettive bandito dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Con un decreto del Direttore generale per le risorse umane e finanziarie, il MIM ha disposto nei giorni scorsi l'integrazione della commissione esaminatrice con due sottocommissioni, una mossa pensata per smaltire più rapidamente la correzione delle prove scritte. È un passaggio atteso, perché la mancata costituzione di queste articolazioni era stata indicata da più parti come uno dei nodi che rischiavano di far slittare ulteriormente la chiusura della procedura.
Il decreto: due sottocommissioni per accelerare
Secondo quanto riportato da Tuttoscuola, il decreto motiva la decisione con il numero dei candidati che hanno sostenuto le prove scritte e con l'esigenza di velocizzare le operazioni concorsuali. La prima sottocommissione sarà presieduta da Antimo Ponticiello, la seconda da Giuseppe Silipo. Entrambe sono composte da cinque membri, ai quali si aggiungono gli esperti aggregati per la lingua inglese e per le tecnologie informatiche, oltre ai rispettivi segretari. L'obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di valutazione degli elaborati, fase su cui finora si era concentrato il principale collo di bottiglia.
Come è strutturato il concorso
Il bando, emanato con il decreto direttoriale n. 2269 del 9 dicembre 2024, riguarda l'assunzione a tempo indeterminato di 145 dirigenti tecnici da inquadrare nel ruolo previsto dall'articolo 419 del D.Lgs. 297/1994, per le esigenze dell'amministrazione centrale e periferica del Ministero. Possono partecipare i dirigenti scolastici e i docenti di ruolo con almeno dieci anni di anzianità.
La selezione si articola in due prove scritte e una prova orale. Le commissioni dispongono complessivamente di 200 punti: 100 destinati alle prove scritte, 60 alla prova orale e 40 alla valutazione dei titoli. Chi supera il concorso accede a un percorso formativo presso la Scuola Nazionale dell'Amministrazione, snodo che collega le regole generali di accesso alla dirigenza pubblica alle specificità del comparto istruzione e ricerca. La figura del dirigente tecnico, ricorda l'amministrazione, opera a supporto del Ministero per il monitoraggio del sistema scolastico e il miglioramento dei livelli di apprendimento.
Un iter lungo, tra preselettiva e proroghe
Il percorso è stato finora particolarmente articolato. Dopo la scadenza delle domande, si è resa necessaria una prova preselettiva, prevista quando il numero dei candidati supera una determinata soglia: un test a risposta multipla da 60 quesiti, della durata di 90 minuti, con un punto per ogni risposta esatta, una penalità di 0,33 per ogni errore e nessun punteggio per le risposte non date. Da lì la procedura è proseguita tra prove scritte e adempimenti organizzativi, accumulando ritardi.
Sul piano normativo, la cornice del reclutamento affonda nell'articolo 5 del decreto-legge 44/2023, convertito dalla Legge 74/2023. Il termine massimo per concludere il reclutamento, originariamente fissato dalla Legge 159/2019 al 31 dicembre 2025, è stato poi spostato al 31 dicembre 2026 dal decreto Milleproroghe di quest'anno (legge 26/2026). Non è da escludere, osservano gli addetti ai lavori, che possa rendersi necessaria un'ulteriore proroga, con il rischio di un completamento che scivoli al 2027.
Cosa aspettarsi ora
La nomina delle sottocommissioni è il segnale che la macchina concorsuale prova a recuperare il tempo perduto. Sullo sfondo restano le richieste di trasparenza avanzate dai sindacati: la FLC CGIL ha sollecitato le istituzioni a comunicare con chiarezza lo stato dell'iter, ricordando l'attesa dei dirigenti scolastici e dei docenti che hanno partecipato investendo studio ed energie. Per i candidati, il passaggio più immediato è la correzione degli scritti, ora affidata a due collegi distinti; da quei risultati dipenderà l'avvio della fase orale. La direzione di marcia è chiara, ma il calendario resta il vero punto interrogativo: l'accelerazione organizzativa serve proprio a evitare che il termine del 31 dicembre 2026 si trasformi nell'ennesima scadenza da rinviare.