Torna anche nel 2026 la Carta "Dedicata a te", la social card pensata per sostenere le famiglie con redditi bassi nell'acquisto di beni di prima necessità. La misura è stata confermata dalla Legge di bilancio 2026, che l'ha rifinanziata con 500 milioni di euro. Si tratta di un contributo che interessa molte famiglie con figli in età scolare e che, come negli anni scorsi, sarà assegnato senza bisogno di presentare domanda.
Importo e a chi spetta
Il contributo è una tantum e ammonta a 500 euro, caricati su una carta prepagata, da utilizzare per la spesa alimentare e per i beni di prima necessità consentiti dalla normativa. A poterlo ricevere sono i nuclei familiari residenti in Italia con almeno tre componenti e con un ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro. La misura, introdotta dalla Legge di bilancio 2023 (L. 197/2022), è ormai diventata un appuntamento ricorrente del sostegno al reddito per le famiglie escluse da altre principali misure di welfare.
Come si ottiene: nessuna domanda
Una delle caratteristiche della Carta "Dedicata a te" è l'assenza di qualsiasi domanda. Non esiste un portale, un modulo o una procedura da avviare: l'individuazione dei beneficiari è interamente automatizzata. L'INPS estrae dalle proprie banche dati i nuclei con ISEE valido e conforme ai requisiti, predispone gli elenchi e li trasmette ai Comuni, che verificano i dati anagrafici ed eventuali incompatibilità con altre prestazioni. Le famiglie selezionate ricevono poi una comunicazione dal proprio Comune con le istruzioni per il ritiro della carta presso gli uffici di Poste Italiane.
Le priorità nella graduatoria
Poiché le risorse non bastano a coprire tutti i nuclei potenzialmente idonei, viene stilata una graduatoria. La precedenza è riconosciuta, in genere, ai nuclei con figli minori, con priorità per quelli in cui i bambini sono nati più di recente; all'interno di ciascuna fascia, conta poi l'ISEE, partendo da quello più basso. In questo modo il sostegno tende a raggiungere le situazioni di maggiore difficoltà economica. Le stime parlano di circa 1,1 milioni di carte, lo stesso ordine di grandezza delle edizioni precedenti.
Quando arriva
Le tempistiche precise dipenderanno dalla pubblicazione del decreto attuativo, di competenza del Ministro dell'Agricoltura di concerto con Lavoro ed Economia, atteso nel corso del 2026: il provvedimento definirà importo confermato, criteri operativi, beni acquistabili e calendario dei pagamenti. Una volta approvato, l'INPS individua i beneficiari e trasmette gli elenchi ai Comuni. Sulla base dell'esperienza degli anni passati, è ragionevole attendersi che le prime consegne avvengano tra settembre e ottobre 2026, in concomitanza con l'avvio del nuovo anno scolastico.
Cosa fare adesso: l'ISEE aggiornato
In attesa del decreto, l'unico passo davvero utile per le famiglie è avere un ISEE 2026 aggiornato e valido. Senza un ISEE in corso di validità con il valore corretto, infatti, il nucleo non rientra tra i potenziali beneficiari nell'elaborazione dell'INPS. Chi non lo ha ancora presentato può rivolgersi a un CAF o utilizzare i servizi online dell'INPS per la DSU. Va inoltre ricordato, secondo quanto riportato sulle modalità di calcolo, che alcune componenti del risparmio postale possono non essere conteggiate nel patrimonio finanziario entro determinati limiti: per questo, chi in passato risultava di poco sopra la soglia può valutare di aggiornare il proprio indicatore.
Le informazioni qui riportate hanno carattere generale e potranno essere precisate dal decreto attuativo: per la propria situazione è opportuno verificare i dati sul sito dell'INPS o con un CAF. NewsIstruzione.it seguirà la pubblicazione del decreto e l'avvio delle consegne.
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