Accanto agli scioperi, la mobilitazione contro il riordino degli istituti tecnici si è spinta su un terreno che tocca direttamente le famiglie: la sospensione dell'adozione dei libri di testo. In diversi istituti, in particolare nel Bolognese, i collegi dei docenti hanno deliberato di non adottare i manuali per le classi prime, soprattutto per le materie introdotte dalla riforma. Una scelta che, secondo i promotori, avrà ricadute concrete sugli acquisti delle famiglie a settembre.
Una vertenza che dura da settimane
La protesta nasce dalla contestazione del riordino dell'istruzione tecnica, che trae origine dalle modifiche ordinamentali introdotte con il decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144. Dopo il tentativo di conciliazione del 27 aprile, esperito secondo le procedure della legge 12 giugno 1990, n. 146 sui servizi pubblici essenziali, la FLC CGIL ha dato vita a una serie di azioni: lo sciopero generale del 7 maggio, l'astensione dalle prestazioni aggiuntive orarie dal 22 maggio al 21 giugno e, da ultimo, lo sciopero del personale docente impegnato negli scrutini finali dal 13 al 21 giugno, comunicato formalmente il 3 giugno.
L'astensione dalle attività aggiuntive riguarda, per i docenti degli istituti tecnici e degli istituti di istruzione superiore con indirizzi tecnici, le prestazioni eccedenti l'orario di lezione obbligatorio e le attività funzionali ulteriori, secondo quanto previsto dagli articoli 43 e 44 del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca del 18 gennaio 2024.
La sospensione delle adozioni dei libri di testo
All'interno di questo quadro si colloca la sospensione delle adozioni, una forma di protesta diversa dallo sciopero perché incide sulla programmazione del prossimo anno. L'adozione dei libri di testo rientra infatti tra le competenze del collegio dei docenti, come stabilito dal Testo Unico della scuola, il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Proprio esercitando questa prerogativa, in numerosi istituti i collegi hanno deciso di non procedere all'adozione per le classi prime, con particolare riferimento alle discipline interessate dal riordino.
Secondo i docenti aderenti alla cosiddetta "Rete nazionale istituti tecnici", come riportato dalla stampa, nella sola provincia di Bologna saranno centinaia gli studenti che a settembre non acquisteranno i testi per le materie coinvolte. La motivazione addotta è duplice: da un lato la contrarietà alla riforma, dall'altro la difficoltà concreta di reperire manuali adeguati per le discipline accorpate o di nuova introduzione, ritenuti non ancora disponibili in forma soddisfacente.
L'impatto sulle famiglie
È su questo punto che la protesta esce dal perimetro sindacale e arriva nelle case. I docenti che hanno aderito sostengono che acquistare testi destinati a contenuti incerti o in via di ridefinizione rappresenterebbe una spesa non giustificata per le famiglie. La conseguenza pratica è che, in alcuni istituti, le prime classi degli indirizzi tecnici potrebbero avviare l'anno scolastico senza i libri per le materie interessate, affidandosi a materiali alternativi predisposti dai docenti. Per le famiglie, ciò comporta da un lato un possibile risparmio immediato, dall'altro l'incertezza sugli strumenti didattici che accompagneranno i figli nel primo anno.
Le ragioni della protesta e la posizione del Ministero
La FLC CGIL, con la segretaria generale Gianna Fracassi, chiede il ritiro o, in subordine, il rinvio dell'attuazione della riforma e l'apertura di un confronto effettivo con le organizzazioni sindacali. Il sindacato giudica il riordino penalizzante per la didattica e per gli organici, con il rischio di ridimensionare insegnamenti di cultura generale e professionalizzanti. Sul piano parlamentare, ha annunciato di aver predisposto emendamenti al provvedimento e di aver chiesto un incontro ai gruppi di Camera e Senato.
Di diverso avviso il Ministero dell'Istruzione e del Merito: il Ministro Giuseppe Valditara ha ridimensionato la portata della mobilitazione, sostenendo che la riforma non comporta tagli alle materie né agli organici. Resta dunque aperto il confronto tra le due letture, con posizioni distanti sul merito del riordino.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Il calendario delle prossime settimane resta denso: lo sciopero degli scrutini è in corso fino al 21 giugno, mentre prendono avvio le procedure degli esami di Stato. Per le famiglie degli studenti iscritti agli indirizzi tecnici, il consiglio è verificare con la propria scuola le decisioni assunte dal collegio dei docenti in merito alle adozioni, così da sapere per tempo se e quali testi acquistare. La vicenda, intanto, conferma come la riforma dell'istruzione tecnica resti uno dei dossier più controversi del panorama scolastico, con effetti che dalla contrattazione si trasferiscono direttamente sulla quotidianità di studenti e famiglie.