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Elenchi regionali per il ruolo 2026/27: il nuovo canale

Elenchi regionali per il ruolo 2026/27: il nuovo canale

Dall'anno scolastico 2026/27 le immissioni in ruolo dei docenti potranno avvenire anche attraverso un nuovo strumento: gli elenchi regionali, che raccolgono chi ha superato un concorso dal 2020 in poi senza essere risultato vincitore. Si tratta di un canale aggiuntivo rispetto alle ordinarie graduatorie concorsuali, pensato per non disperdere il bacino di candidati idonei e per coprire i posti che resterebbero altrimenti vacanti. Un approfondimento utile per capire chi potrà beneficiarne, che completa il quadro già delineato sul numero complessivo di posti e sul nodo delle autorizzazioni del Ministero dell'Economia.

Che cosa sono gli elenchi regionali

Gli elenchi regionali sono disciplinati dal decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026, in attuazione dell'articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo n. 297 del 1994 (il Testo Unico della scuola). Lo strumento è stato introdotto dalla legge 5 giugno 2025, n. 79, di conversione del decreto-legge n. 45 del 2025.

In sostanza, si tratta di una sorta di graduatoria regionale "di riserva" per chi ha già dimostrato di possedere i requisiti superando una prova concorsuale, ma non ha trovato posto tra i vincitori. Gli elenchi sono aggiornabili con cadenza annuale e vengono utilizzati per l'attribuzione di contratti a tempo indeterminato, oppure a tempo determinato finalizzati al ruolo, sia per i posti comuni sia per il sostegno. Le modalità operative per l'iscrizione sono state definite dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Chi può essere iscritto

Possono chiedere l'inserimento i candidati che hanno partecipato a una delle procedure concorsuali per posti comuni e di sostegno nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria, bandite a partire dal 1° gennaio 2020, conseguendo almeno il punteggio minimo previsto per la prova orale, senza però rientrare tra i vincitori. L'idea di fondo è valorizzare gli idonei, evitando che chi ha superato un concorso resti escluso dal reclutamento per la sola assenza di posti disponibili al momento.

Le domande di iscrizione si sono presentate dal 6 al 25 maggio scorsi, esclusivamente in modalità telematica tramite il Portale Unico del reclutamento (InPA) o la piattaforma ministeriale dedicata. Un dettaglio rilevante riguarda i vincitori del concorso PNRR3: per loro il diritto al ruolo è riconosciuto anche oltre i tre anni, con iscrizione negli elenchi regionali a partire dal 2027/28.

Come e quando si usano

Gli elenchi regionali non scavalcano le procedure ordinarie. Il loro utilizzo è subordinato all'esaurimento delle graduatorie dei concorsi per il personale docente: solo quando queste non offrono più candidati l'amministrazione attinge agli elenchi. C'è però un'eccezione di peso: per i posti di sostegno gli elenchi regionali hanno priorità rispetto allo scorrimento della prima fascia delle GPS.

Questo significa che, nella sequenza delle nomine, chi è inserito nell'elenco regionale viene chiamato prima degli aspiranti collocati nella prima fascia GPS sostegno. Un aspetto da tenere presente soprattutto per i docenti specializzati, che dovranno monitorare con attenzione l'ordine delle convocazioni per non perdere occasioni di assunzione.

Una sola regione e il nodo dell'abilitazione

La domanda può riguardare un'unica regione di destinazione. La normativa riconosce una priorità a chi si iscrive nella regione in cui ha sostenuto il concorso, un criterio che incide sulle scelte strategiche dei candidati interessati a più territori.

Sul fronte dei titoli, l'abilitazione non figura tra i requisiti richiesti per l'assunzione tramite elenco regionale: potrà essere acquisita nel primo anno di nomina, in coerenza con il percorso di reclutamento delineato dalla recente riforma. È una semplificazione che amplia la platea dei potenziali assunti, pur lasciando ferma la necessità di completare la formazione iniziale prevista.

Cosa aspettarsi per il 2026/27

Con la chiusura delle domande, la palla passa ora agli Uffici scolastici, che dovranno formare gli elenchi e utilizzarli al momento delle immissioni in ruolo, attese nelle prossime settimane in vista dell'avvio dell'anno scolastico. Per molti idonei si tratta di un'opportunità concreta di stabilizzazione, soprattutto nelle regioni e nelle classi di concorso dove le graduatorie concorsuali risultano già in via di esaurimento.

Resta da verificare l'effettiva capienza del nuovo canale, che dipenderà dai posti autorizzati e dall'andamento delle altre procedure di reclutamento. Per i docenti interessati il consiglio è seguire le comunicazioni degli Uffici scolastici regionali e verificare con attenzione la propria posizione, tenendo conto dell'ordine di priorità che gli elenchi regionali assumono rispetto agli altri canali di nomina. Una novità che, se ben utilizzata, potrebbe contribuire a ridurre il ricorso alle supplenze sui posti privi di titolare.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

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