A poco più di due mesi dalla firma all'ARAN dell'ipotesi di rinnovo contrattuale, docenti e personale ATA continuano a porsi la stessa domanda: quando arriveranno gli aumenti e, soprattutto, gli arretrati in busta paga? La finestra più probabile indicata dalle fonti sindacali e amministrative è quella tra giugno e luglio 2026, ma l'effettiva erogazione resta legata al completamento dell'iter di certificazione del contratto.
Il punto di partenza è la sottoscrizione, avvenuta il 1° aprile 2026 presso l'ARAN, dell'ipotesi di accordo per la parte economica del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. L'intesa è stata firmata da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF. Riguarda, secondo i dati ARAN, una platea di circa 1,2 milioni di dipendenti tra scuola, università, enti di ricerca e AFAM.
Che cosa prevede l'accordo
L'intesa si concentra sugli aspetti retributivi e definisce incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari articolati in tre tranche, con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, comprensive dell'anticipazione IPCA già corrisposta ai sensi dell'art. 47-bis del D.Lgs. 165/2001 sul pubblico impiego. La trattativa, è bene ricordarlo, non si chiude qui: proseguirà sulla parte normativa e sull'eventuale utilizzo di risorse aggiuntive.
Quanto valgono gli aumenti
A regime, cioè dal 1° gennaio 2027, l'incremento medio per l'intero comparto è indicato dall'ARAN in circa 137 euro lordi per tredici mensilità. Per il personale docente l'aumento medio sale a circa 143 euro lordi, mentre per il personale ATA – secondo le ricostruzioni della stampa specializzata sulle tabelle diffuse – l'incremento medio si colloca poco sopra i 100 euro. Si tratta di valori medi: l'importo effettivo varia in base ad anzianità, profilo e ruolo.
Gli arretrati: le stime disponibili
Poiché l'ipotesi è stata sottoscritta nel secondo anno del triennio di riferimento, il personale ha maturato il diritto agli arretrati relativi agli incrementi non ancora corrisposti. Su questo fronte le cifre circolate vanno lette con prudenza, perché provengono da soggetti diversi e si riferiscono a basi di calcolo non perfettamente sovrapponibili.
Secondo la stima ARAN calcolata al 30 giugno 2026, gli importi dovuti oscillano tra circa 815 euro lordi per i profili iniziali e circa 1.250 euro lordi per le posizioni più alte, con una media di comparto intorno agli 800 euro. Nelle dichiarazioni diffuse dal Ministero dell'Istruzione e del Merito si parla invece di circa 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA. La differenza tra i numeri si spiega proprio con il diverso perimetro di calcolo (media di comparto da un lato, valori per profilo dall'altro): per il dettaglio personalizzato sarà necessario attendere il cedolino definitivo.
Va inoltre considerato che si tratta di importi lordi: gli arretrati saranno soggetti a tassazione separata per gli anni pregressi e a tassazione ordinaria per l'anno in corso, con un impatto sensibile sulla cifra netta effettivamente percepita.
Quando si vedranno su NoiPA
Il nodo principale resta quello dei tempi. L'accordo del 1° aprile è infatti un'ipotesi, che deve essere verificata sotto il profilo finanziario e certificata dagli organi di controllo prima di diventare pienamente efficace. Solo a quel punto gli importi potranno essere lavorati e accreditati su NoiPA.
Le indicazioni concordano su una finestra tra giugno e luglio 2026: l'adeguamento potrebbe scattare con un'emissione ordinaria di giugno oppure, in caso di ritardi nella certificazione, con una lavorazione straordinaria a metà luglio. La voce "Elaborato" eventualmente visibile nel cedolino segnala che i dati sono in lavorazione, ma non ancora pronti per il pagamento.
Cosa conviene fare adesso
In attesa degli accrediti, per docenti e ATA il consiglio pratico è monitorare con regolarità l'area personale di NoiPA e i comunicati ufficiali, evitando di considerare definitive le simulazioni di importo che circolano online. Conviene inoltre tenere presente che, anche quando aumenti e arretrati arriveranno, l'effetto sul netto sarà più contenuto del lordo a causa della tassazione. Per chi pianifica spese o adempimenti fiscali, è prudente attendere il primo cedolino aggiornato prima di fare conti definitivi sulle somme in arrivo.