Scuola

Scrutini, 6 in condotta: scatta l'elaborato. La nota MIM 1605

06 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Con la nota n. 1605 del 4 giugno 2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha fornito chiarimenti operativi sugli scrutini finali delle classi prime dell'istruzione professionale. Il punto più delicato riguarda il voto di comportamento pari a sei decimi: in questo caso scatta la sospensione del giudizio e l'assegnazione di un elaborato in materia di cittadinanza, prima di poter ammettere lo studente alla classe successiva.

Il documento arriva a ridosso degli scrutini di fine anno e risponde a una serie di quesiti pervenuti dalle scuole. Si concentra su due nodi pratici relativi ai percorsi di istruzione professionale disciplinati dal decreto legislativo 61/2017: la gestione del voto di comportamento pari a 6 decimi e la valutazione nei percorsi quadriennali della cosiddetta filiera tecnologico-professionale.

Il 6 in condotta e l'elaborato di cittadinanza

La novità più rilevante riguarda le conseguenze del voto di comportamento pari a sei decimi. In base alle modifiche introdotte dal d.P.R. 135/2025 al regolamento sulla valutazione, il d.P.R. 122/2009, il consiglio di classe non può ammettere immediatamente alla classe successiva lo studente che riporta 6 decimi in comportamento.

In questi casi il consiglio sospende il giudizio e assegna un elaborato critico su temi di cittadinanza attiva e solidale. L'elaborato va presentato nei tempi fissati dal Regolamento d'Istituto e discusso in sede di integrazione dello scrutinio. Solo un esito positivo consente l'ammissione: in mancanza di presentazione, o con esito negativo, l'ammissione resta impedita. Si tratta di una misura dal forte valore educativo, pensata per stimolare nello studente una riflessione sulle ragioni e sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato quella valutazione.

Diverso è invece il caso del voto di comportamento inferiore a sei decimi, che comporta direttamente la non ammissione alla classe successiva, a prescindere dai risultati nelle discipline. È un impianto che si inserisce nella più ampia riforma della valutazione del comportamento avviata con la legge 150/2024, di cui il d.P.R. 135/2025 costituisce il regolamento attuativo per il secondo ciclo.

I percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale

Il secondo chiarimento della nota riguarda la valutazione nei percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale. Il Ministero precisa che il d.P.R. 135/2025 non prevede deroghe specifiche per l'istruzione professionale: le stesse regole sulla valutazione del comportamento e degli apprendimenti si applicano quindi anche a questi percorsi.

Restano fermi, ovviamente, gli strumenti propri dell'ordinamento professionale. In particolare il Progetto Formativo Individuale (PFI), previsto dal d.lgs. 61/2017, può essere adeguato per accompagnare un recupero progressivo dello studente, in coerenza con la personalizzazione che caratterizza questi indirizzi. La nota, in sostanza, allinea le procedure di scrutinio delle prime classi professionali a quelle degli altri percorsi del secondo ciclo, senza introdurre regimi differenziati.

Cosa devono fare scuole e docenti

In vista degli scrutini, alle scuole conviene verificare per tempo alcuni passaggi operativi. Il primo è il controllo del Regolamento d'Istituto: senza scadenze interne chiare per la consegna e la discussione dell'elaborato collegato al 6 in condotta, la procedura rischia di restare scoperta proprio nel momento più delicato.

È poi opportuno allineare i criteri di valutazione del comportamento e curare la motivazione del voto, indispensabile sia in caso di 6 decimi, con sospensione del giudizio ed elaborato, sia in caso di voto inferiore, con non ammissione. Tutte le operazioni vanno gestite avendo a portata di mano la nota n. 1605 e il testo del d.P.R. 135/2025, così da ridurre il margine di errore e prevenire contenziosi. Per i dubbi applicativi il riferimento resta il Ministero e l'Ufficio scolastico regionale competente.

Le implicazioni per studenti e famiglie

Per gli studenti delle classi prime professionali, il messaggio è netto: il comportamento incide in modo concreto sull'esito dello scrutinio. Un 6 in condotta non si traduce automaticamente in una bocciatura, ma apre una fase aggiuntiva, quella dell'elaborato, che va affrontata con serietà per ottenere l'ammissione.

Per le famiglie diventa essenziale conoscere tempi e modalità definiti da ciascun istituto, comunicati di norma tramite il registro elettronico e le circolari interne. Più in generale, la nota conferma la direzione tracciata dalla riforma del voto in condotta, che punta a legare la valutazione del comportamento a un percorso di responsabilizzazione, anziché a una semplice sanzione. Un cambiamento che docenti, dirigenti e studenti dei percorsi professionali sperimenteranno concretamente già in questa sessione di scrutini.

Tags: condotta scrutini valutazione
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