Si entra nella fase decisiva del concorso ATA 24 mesi. Dopo la chiusura delle domande, fissata al 19 maggio scorso, la procedura per soli titoli si avvia ora verso la valutazione delle istanze e la pubblicazione delle graduatorie provinciali permanenti aggiornate. Sono le graduatorie che le scuole utilizzeranno per le immissioni in ruolo e per le supplenze del prossimo anno scolastico: per migliaia di aspiranti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario è il passaggio che determinerà nomine e assunzioni del 2026/27.
Che cos'è il concorso 24 mesi
Il cosiddetto concorso ATA 24 mesi è una procedura per soli titoli, senza prove d'esame, bandita su base regionale e finalizzata all'aggiornamento e all'integrazione delle graduatorie provinciali permanenti, ossia le graduatorie di prima fascia del personale ATA previste dall'articolo 554 del Testo Unico della scuola. Riguarda i profili delle ex aree A e B: collaboratore scolastico, assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, guardarobiere, infermiere e operatore dei servizi agrari.
La tornata 2026 è stata avviata con la nota ministeriale n. 10009 del 15 aprile, che ha dato indicazioni agli Uffici scolastici regionali per la pubblicazione dei bandi entro il 21 aprile, anche sul portale InPA. Le domande sono state presentate tramite la piattaforma Polis Istanze Online dal 28 aprile fino alle 23:59 del 19 maggio.
Chi poteva partecipare
Potevano presentare domanda, per inserimento o per aggiornamento del punteggio, coloro che hanno maturato almeno 24 mesi di servizio — pari a 23 mesi e 16 giorni — in posti corrispondenti ai profili ATA nella scuola statale. La domanda andava presentata per una sola provincia e per un solo profilo. Tra le novità della procedura, la Certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale (CIAD) è richiesta solo per i nuovi inserimenti, con l'eccezione dei collaboratori scolastici, per i quali non è prevista come requisito di accesso.
A cosa servono le graduatorie
Le graduatorie permanenti che usciranno da questa procedura saranno valide per l'anno scolastico 2026/27 e sostituiranno quelle attualmente in vigore. Hanno una doppia funzione: da un lato consentono le immissioni in ruolo, fino alla copertura dei posti vacanti e disponibili autorizzati; dall'altro vengono utilizzate per il conferimento delle supplenze annuali, con incarico fino al 31 agosto, e di quelle fino al termine delle attività didattiche, al 30 giugno.
È un meccanismo distinto da quello dei docenti: per il personale ATA la stabilizzazione passa proprio dallo scorrimento di queste graduatorie, motivo per cui il loro aggiornamento annuale assume un peso rilevante per chi punta al posto fisso o a un incarico continuativo.
Le prossime tappe
Conclusa la fase delle domande, spetta ora agli Uffici scolastici la valutazione dei titoli dichiarati e la predisposizione delle graduatorie, dapprima in versione provvisoria e poi definitiva. La pubblicazione è attesa nelle prossime settimane, in tempo utile per le operazioni di nomina del 2026/27.
Successivamente sarà aperta una finestra dedicata all'Allegato G, con cui si effettua la scelta delle sedi — fino a 30 scuole — valida per le graduatorie d'istituto di prima fascia. Le modalità e le tempistiche saranno comunicate con un'apposita nota ministeriale, di norma tra giugno e luglio. È quindi importante non considerare conclusa la procedura con la sola presentazione della domanda.
Cosa fare ora
Per gli aspiranti il consiglio è di restare aggiornati attraverso gli avvisi degli Uffici scolastici provinciali e regionali, che pubblicheranno calendari e graduatorie. Quando saranno disponibili gli elenchi provvisori sarà fondamentale verificare la correttezza di punteggio, titoli e servizi, presentando eventuali reclami entro i termini indicati: è la fase in cui si possono correggere errori prima della pubblicazione definitiva.
Il quadro si intreccia, infine, con quello delle assunzioni del personale ATA per il 2026/27, il cui contingente è ancora in via di definizione nell'ambito del confronto tra Ministero ed Economia. Da un lato le graduatorie aggiornate, dall'altro il numero dei posti autorizzati: sono i due elementi che, combinati, determineranno quante immissioni in ruolo saranno effettivamente possibili a settembre.