La sicurezza del personale scolastico torna al centro del dibattito. Da un lato il Ministero rivendica una netta diminuzione delle aggressioni dopo gli interventi normativi degli ultimi anni; dall'altro alcune sigle sindacali sostengono che i docenti colpiti siano ancora troppo spesso lasciati soli e chiedono tutele più concrete. Una discussione che intreccia dati, codice penale e condizioni di lavoro di docenti, dirigenti e personale ATA.
I dati: il fenomeno in calo
Secondo il monitoraggio diffuso dal Ministero, gli episodi di violenza in danno del personale scolastico risultano in diminuzione. Nel periodo compreso tra settembre e dicembre 2025 si sono registrati 4 casi, a fronte dei 21 dello stesso arco di tempo dell'anno precedente; anche la lettura su base annua, secondo i dati ministeriali, conferma la tendenza al ribasso. Si tratta di numeri che provengono dall'attività di raccolta e analisi delle segnalazioni, e che il Governo collega all'effetto deterrente delle nuove norme e a una rinnovata attenzione alla cultura del rispetto.
Cosa prevede la legge 25/2024
Il punto di riferimento normativo è la Legge 4 marzo 2024, n. 25, recante modifiche agli articoli 61, 336 e 341-bis del codice penale e altre disposizioni per la tutela della sicurezza del personale scolastico, in vigore dal 30 marzo 2024. La norma opera su due versanti. Sul piano penale, introduce un'aggravante per i reati commessi con violenza o minaccia a danno di dirigenti, docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Sul piano della prevenzione, istituisce presso il Ministero l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico, con compiti di monitoraggio delle segnalazioni, proposta di linee guida e promozione di corsi di formazione, e fissa al 15 dicembre la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico.
Le misure più recenti
Al provvedimento del 2024 si è aggiunto un ulteriore pacchetto, promosso dal Governo nel 2025, che punta a rafforzare la risposta. Tra le misure annunciate figura l'estensione dell'arresto obbligatorio in flagranza, con una modifica all'articolo 380 del codice di procedura penale, ai casi di lesioni a dirigenti e docenti nell'esercizio delle loro funzioni. È prevista inoltre una riparazione pecuniaria, indicata tra 500 e 10.000 euro, a favore dell'istituzione scolastica per il danno d'immagine conseguente all'aggressione, che si aggiunge all'eventuale risarcimento spettante alla persona colpita.
La replica dei sindacati
Il quadro positivo dei dati non convince però tutte le rappresentanze. FederIstruzione, con il segretario Antonio Scarpellino, è intervenuta nel dibattito sostenendo che i docenti aggrediti vengono spesso lasciati soli e che alle norme penali debbano affiancarsi tutele effettive: assistenza legale, supporto psicologico e un accompagnamento concreto del lavoratore nelle fasi successive all'episodio. La posizione sindacale sposta l'accento dalla sola repressione penale alla protezione quotidiana di chi subisce violenza, in un contesto in cui le aggressioni provengono non di rado anche dai familiari degli studenti.
La scuola come ambiente di lavoro
C'è poi un profilo spesso trascurato: l'aula è a tutti gli effetti un luogo di lavoro, soggetto alle tutele del D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza. In questa prospettiva, la prevenzione del rischio di aggressioni e la gestione delle situazioni di conflitto rientrano tra le attenzioni che spettano ai datori di lavoro pubblici e ai dirigenti scolastici, accanto agli strumenti penali e di sensibilizzazione previsti dalla normativa di settore.
Cosa cambia per il personale
Per docenti, dirigenti e ATA il messaggio è duplice. Da una parte il legislatore ha costruito, negli ultimi due anni, un impianto di tutela più solido, con aggravanti, Osservatorio e misure di prevenzione. Dall'altra, la richiesta che arriva da parte del mondo della scuola è di tradurre quelle norme in supporti tangibili nel momento più delicato, quello immediatamente successivo a un'aggressione. Il confronto resta aperto e accompagnerà i prossimi mesi, tra la lettura dei dati dell'Osservatorio e le proposte di chi chiede di rafforzare ulteriormente le garanzie per chi lavora ogni giorno nelle aule.
Segui NewsIstruzione su Google News
Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola