Chiuso il terzo ciclo dei percorsi abilitanti, con i bandi degli atenei scaduti tra febbraio e marzo, l'attenzione di aspiranti docenti e precari si sposta sul quarto ciclo, atteso secondo le anticipazioni in autunno. Nel frattempo non tutte le porte sono chiuse: restano aperte alcune finestre estive, in particolare il percorso da 30 CFU ex articolo 13, riservato a chi è già abilitato e punta a una nuova abilitazione.
Cos'è un percorso abilitante
I percorsi universitari e accademici di formazione iniziale sono stati introdotti dal DPCM 4 agosto 2023, in attuazione del D.Lgs. 59/2017, come modificato negli ultimi anni. Costituiscono oggi la via ordinaria per conseguire l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria. Ogni percorso prevede attività formative, tirocinio e si conclude con una prova finale che attesta il possesso delle competenze richieste.
Una regola da tenere a mente: non è consentita l'iscrizione contemporanea a più percorsi abilitanti, neppure presso atenei diversi. Chi ha già conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 può inoltre vederseli riconosciuti all'interno del percorso da 60 CFU, secondo quanto previsto dalla normativa.
I diversi percorsi: 60, 36 e 30 CFU
Il sistema prevede più tipologie, pensate per situazioni diverse. Il percorso da 60 CFU è il più completo ed è rivolto a chi deve conseguire la prima abilitazione: laureati in possesso del titolo di accesso alla classe di concorso e laureandi in fase avanzata.
Accanto a questo ci sono i percorsi di completamento per chi ha già un titolo o ha superato un concorso. I 36 CFU si rivolgono ai vincitori di concorso in possesso dei 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022 e agli insegnanti tecnico-pratici nelle medesime condizioni. I 30 CFU di completamento interessano i docenti con servizio, i vincitori di concorso e i neoassunti. Esiste infine il percorso da 30 CFU ex articolo 13, destinato a chi è già abilitato su un'altra classe di concorso, è specializzato sul sostegno o ha conseguito la laurea in Scienze della formazione primaria e vuole acquisire un'ulteriore abilitazione.
Il terzo ciclo è agli sgoccioli
Per l'anno accademico 2025/26, terzo ciclo della nuova formazione iniziale, gli atenei hanno pubblicato i bandi tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, con scadenze concentrate tra febbraio e marzo. I corsi sono dunque in gran parte già avviati o in fase di svolgimento, in vista delle prove finali che rilasceranno l'abilitazione.
Chi non è riuscito a iscriversi in questa tornata guarda quindi al ciclo successivo. Secondo le anticipazioni, il quarto ciclo dovrebbe essere attivato in autunno, una volta completati gli adempimenti ministeriali e definita la nuova offerta formativa degli atenei.
Le finestre ancora aperte e il IV ciclo
In attesa del prossimo ciclo, alcune possibilità restano disponibili anche nei mesi estivi. Diversi atenei hanno mantenuto o riaperto le iscrizioni a determinati percorsi: è il caso, ad esempio, del percorso da 30 CFU ex articolo 13 dell'Università eCampus, rivolto a chi è già abilitato o specializzato e intende conseguire un'ulteriore abilitazione. Si tratta però di situazioni specifiche, legate ai singoli bandi: chi è interessato deve verificare requisiti, classi di concorso attivate e termini direttamente sulle pagine ufficiali dell'ateneo prescelto.
I costi, infine, variano da istituzione a istituzione: ogni ateneo definisce in autonomia le quote di iscrizione e le eventuali agevolazioni, perciò è opportuno confrontare con attenzione le diverse offerte prima di candidarsi.
A cosa serve l'abilitazione
Conseguire l'abilitazione non è un traguardo fine a sé stesso: è un titolo sempre più centrale nel percorso di reclutamento. Consente di partecipare ai concorsi nelle classi di concorso di riferimento, incide sul punteggio nelle graduatorie e amplia le opportunità professionali, anche per chi è già in cattedra come supplente e punta alla stabilizzazione.
Per aspiranti, precari e laureati, i prossimi mesi saranno quindi decisivi: da un lato la chiusura del terzo ciclo con le prove finali, dall'altro l'attesa per i bandi del quarto ciclo. Vale la pena tenere d'occhio i canali ufficiali del Ministero e degli atenei, perché tempistiche e posti disponibili possono cambiare rapidamente e richiedono scelte tempestive.
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