Docenti

IA a scuola: dal 2 agosto l'AI Act, cosa cambia per i docenti

05 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Manca meno di due mesi a una scadenza che riguarda da vicino il mondo della scuola. Dal 2 agosto 2026 diventa pienamente applicabile il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, il cosiddetto AI Act, in vigore dal 1° agosto 2024. Per scuole, dirigenti e docenti significa nuove regole su come l'IA può essere utilizzata in classe e nella gestione amministrativa, con un tema che si fa sempre più urgente: la formazione del personale.

Un divieto specifico per le scuole

Tra le previsioni che toccano direttamente gli istituti di istruzione c'è un divieto netto. Il Regolamento UE 2024/1689 vieta l'uso di sistemi di intelligenza artificiale finalizzati a riconoscere o inferire le emozioni delle persone all'interno delle scuole e dei luoghi di lavoro, salvo che l'impiego sia giustificato da motivi medici o di sicurezza. Una pratica considerata particolarmente invasiva, anche in ragione dello squilibrio di potere che caratterizza il contesto educativo.

I sistemi ad alto rischio

Il cuore del Regolamento è la classificazione dei sistemi di IA per livello di rischio. Rientrano tra quelli "ad alto rischio" diverse applicazioni che interessano l'istruzione, come gli strumenti usati per l'ammissione degli studenti, per la valutazione degli apprendimenti o per il monitoraggio durante le prove. Per questi sistemi sono previsti obblighi stringenti a carico di chi li utilizza, i cosiddetti deployer.

In particolare, gli enti che forniscono servizi pubblici nel settore dell'istruzione devono effettuare una valutazione d'impatto sui diritti fondamentali prima di mettere in uso un sistema ad alto rischio. È inoltre previsto un obbligo di trasparenza: gli studenti, o le persone interessate, devono essere informati quando sono soggetti a un sistema di IA ad alto rischio che assiste o adotta decisioni che li riguardano.

La formazione dei docenti diventa centrale

Un aspetto spesso sottovalutato è quello dell'alfabetizzazione. Il Regolamento richiede che chi sviluppa e utilizza sistemi di IA disponga di un livello adeguato di competenze, e ciò vale anche per il personale scolastico chiamato a impiegare questi strumenti in modo consapevole. Sul piano nazionale, il quadro di riferimento è costituito dalle Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche, adottate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con il DM n. 166 del 9 agosto 2025, e dal piano di formazione finanziato nell'ambito del PNRR, con la costituzione di snodi formativi territoriali dedicati alla transizione digitale.

Restano inoltre pienamente validi gli obblighi in materia di protezione dei dati personali: ogni sistema di IA che tratta dati di studenti, docenti o personale ATA deve avere una base giuridica, finalità dichiarate e misure di sicurezza adeguate, nel rispetto della normativa privacy.

Cosa conviene fare alle scuole

In vista dell'avvio del 2026/27, secondo gli esperti del settore le istituzioni scolastiche dovrebbero arrivare preparate all'appuntamento di agosto. Tra le azioni raccomandate figurano la definizione di un indirizzo da parte degli organi collegiali, l'individuazione di un gruppo di lavoro con ruoli chiari – dal dirigente o suo delegato al responsabile della protezione dei dati, fino all'animatore digitale e a una rappresentanza dei docenti – e soprattutto la scelta di un perimetro chiaro degli usi ammessi.

L'indicazione prevalente è di non partire da un utilizzo indiscriminato, ma da impieghi controllati e documentati: supporto alla progettazione didattica, strumenti inclusivi per alunni con DSA e BES, attività di alfabetizzazione critica sull'IA e impieghi amministrativi in ambienti conformi.

Tra opportunità e responsabilità

L'applicazione piena dell'AI Act segna un passaggio importante: l'intelligenza artificiale non è più soltanto una curiosità tecnologica, ma una materia organizzativa e normativa con cui le scuole dovranno confrontarsi. Per i docenti, l'occasione è duplice: da un lato cogliere le potenzialità di strumenti che possono semplificare il lavoro e personalizzare la didattica, dall'altro acquisire le competenze necessarie a usarli in modo critico, sicuro e rispettoso dei diritti degli studenti. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare gli adempimenti in una reale opportunità formativa.

Tags: docenti formazione docenti intelligenza artificiale
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