Con la chiusura delle lezioni entra nel vivo l'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, il tradizionale esame di terza media. Le prove si svolgono tra la fine dell'anno scolastico e il 30 giugno 2026, secondo il calendario fissato in autonomia da ciascuna scuola. Per studenti e famiglie è il momento di avere chiari requisiti di ammissione, struttura delle prove e criteri di valutazione.
A differenza della Maturità, le cui date sono nazionali, l'esame conclusivo del primo ciclo non ha un calendario unico: ogni istituto stabilisce i giorni delle prove all'interno della finestra che va dal termine delle lezioni al 30 giugno. La disciplina di riferimento è il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, attuato dal decreto ministeriale n. 741 del 2017, che ne regola ammissione, prove e valutazione.
Quando si svolge l'esame
Le date precise sono comunicate da ciascuna scuola, di norma sul registro elettronico e con apposite circolari. Le famiglie sono quindi invitate a fare riferimento alle comunicazioni del proprio istituto. Lo scrutinio di ammissione viene deliberato dal consiglio di classe nei giorni precedenti l'avvio delle prove, che devono comunque concludersi entro il 30 giugno, salvo sessione suppletiva per assenze giustificate.
I requisiti di ammissione
Per essere ammessi all'esame, gli studenti devono soddisfare alcune condizioni. È richiesta la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato e la partecipazione alle prove nazionali INVALSI di italiano, matematica e inglese, già sostenute nel mese di aprile 2026 e requisito obbligatorio per l'ammissione. Occorre inoltre non aver ricevuto la sanzione disciplinare della non ammissione e aver conseguito almeno 6/10 nella valutazione del comportamento.
In presenza di una o più valutazioni insufficienti, il consiglio di classe può comunque deliberare la non ammissione all'esame, con decisione assunta a maggioranza. Le indicazioni di riferimento sono quelle richiamate dal Ministero, che rinviano al d.lgs. 62/2017 e al DM 741/2017.
Le prove: scritti e colloquio
L'esame si compone di tre prove scritte e di un colloquio. Le prove scritte riguardano l'italiano, le competenze logico-matematiche e le lingue straniere, e si svolgono in tre giornate diverse, anche non consecutive. Segue il colloquio, di carattere pluridisciplinare, durante il quale la commissione accerta le competenze acquisite al termine del primo ciclo; una parte del colloquio è dedicata all'educazione civica.
Per gli studenti iscritti ai percorsi a indirizzo musicale, il colloquio è integrato da una prova pratica di strumento. Anche i candidati privatisti sostengono l'esame, alle condizioni previste dalla normativa, con la partecipazione alle prove INVALSI come requisito obbligatorio.
Come si calcola il voto finale
Il voto di ammissione, espresso in decimi dal consiglio di classe sulla base del percorso del triennio, ha un peso rilevante nel risultato conclusivo: il voto finale deriva infatti dalla media tra il voto di ammissione e la media dei voti ottenuti nelle prove scritte e nel colloquio. Il risultato viene arrotondato all'unità superiore in caso di frazione pari o superiore a 0,5.
L'esame si considera superato con una valutazione complessiva di almeno 6/10. Per gli studenti che raggiungono il voto massimo, la commissione può attribuire la lode, ma soltanto con decisione unanime: non è quindi automatica nemmeno con il 10. A chi supera l'esame viene inoltre rilasciata la certificazione delle competenze, prevista dal DM 742/2017, integrata da una sezione che descrive i livelli conseguiti nelle prove INVALSI.
Per le famiglie, le prossime settimane saranno scandite dalle comunicazioni delle scuole: dalla delibera di ammissione al calendario delle prove, fino alla pubblicazione degli esiti. Il consiglio pratico è di monitorare con attenzione il registro elettronico e gli avvisi dell'istituto, ricordando che il superamento dell'esame è condizione necessaria per il conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo grado e per l'accesso al percorso delle superiori.